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Gestione Finanziaria

Allarme Hormuz? Non per i mercati

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La situazione in Medio Oriente resta ingarbugliata, ma i mercati scelgono di guardare oltre. Così, dopo la resilienza dimostrata nella correzione di marzo, i comparti del Fondo colgono la vigorosa ripresa di aprile. Una combinazione apprezzata, che contribuisce alla crescita record del Fondo nel primo quadrimestre.

cover rendimenti

Sembra quasi un film già visto: come nella primavera del 2025, anche questa volta i mercati azionari di mezzo mondo, dopo una fase di calo dovuta un anno fa ai dazi e ora alla guerra in Medio Oriente, hanno ritrovato rapidamente slancio. Rispetto ad allora, il recupero arriva con un mese di anticipo e con un’intensità maggiore. In aprile tanti indici di borsa si sono così riportati nei pressi di quei massimi che avevano toccato verso la fine di febbraio. Un andamento che, dall’inizio dell’anno, resta globalmente positivo, pur in un contesto di forte instabilità.

L’avanzamento di aprile è stato favorito dal quadro economico complessivo che mantiene un’impostazione moderatamente positiva, nonostante le molte incertezze. A sostenere questa fase contribuisce anche la consistenza degli utili societari, soprattutto nel settore tecnologico USA. Ne beneficia il Nasdaq – indice dove sono quotate le aziende hi-tech statunitensi – che ad aprile registra un +20% circa e si distingue per la rapidità dimostrata nel recuperare i “minimi relativi” di fine marzo.

La spinta dell’innovazione tecnologica sostiene anche i mercati emergenti ma, dall’inizio dell’anno, i migliori risultati li ha messi a segno il Nikkei – indice di riferimento del mercato giapponese – avvicinando un rotondo +20% a fine aprile. All’opposto, i mercati azionari europei, tra cui il FTSE MIB, si confermano meno brillanti, seppur positivi. L’indice di casa nostra, anche se con un “passo” non paragonabile ad altri, continua ad avanzare con costanza da mesi; nei giorni in cui scriviamo queste righe, ha toccato i massimi storici raggiunti ben 26 anni fa. L’evento ha una portata per certi versi storica, per questo vi dedicheremo un approfondimento nelle prossime settimane.

mercati hi-tech

Il vigoroso avanzamento dei mercati azionari è stato accompagnato anche da un buon andamento di quelli obbligazionari. In questo contesto favorevole, i comparti Dinamico, Reddito e Prudente hanno registrato risultati mensili tra i migliori di sempre. Una performance, che insieme alla buona tenuta dimostrata nella fase critica di marzo, colloca le linee di investimento del Fondo ai vertici delle rispettive graduatorie per tipologia di investimento. Spiccano in particolare il Reddito, tra i migliori nella categoria degli obbligazionari misti, e il Garantito.

È utile però sottolineare che il rendimento non è l’unico parametro con cui valutare un investimento. Conta anche il modo in cui quel risultato è stato conseguito, e quindi il livello di rischio assunto per ottenerlo. Nelle fasi di turbolenza emerge chiaramente il valore di strumenti di risparmio capaci di limitare l’esposizione al rischio, anche grazie a costi di gestione contenuti. Il risultato è una maggiore capacità di protezione nelle fasi avverse di mercato – come quella vissuta a marzo – e rendimenti nel complesso più stabili, con una volatilità spesso inferiore alla media.

Il primo quadrimestre si chiude positivamente, e i segnali che ci vengono da maggio inducono ugualmente alla fiducia.
È giusto comunque evidenziare alcuni elementi a cui prestare attenzione. Tra questi, si evoca spesso il rischio di nuove pressioni inflazionistiche causate dal prolungarsi delle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz. In questa fase, però, i mercati sembrano privilegiare uno scenario in miglioramento. L’ipotesi è che le tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele possano stemperarsi, anche per le esigenze politiche della Casa Bianca in vista delle elezioni di mid-term.

Sul fronte geopolitico, è comunque opportuno mantenere alta l’attenzione. La situazione resta costellata da numerosi focolai di tensione. Oggi lo sguardo è rivolto soprattutto al Medio Oriente, ma non va dimenticato il conflitto tra Russia e Ucraina, con il suo profondo impatto sull’economia europea. Sullo sfondo anche le tensioni tra Cina e Stati Uniti, che, sebbene attenuate sul piano formale dai recenti incontri diplomatici, continuano a persistere in forma latente.

Guardando alla politica monetaria, il rischio di un ritorno delle pressioni sui prezzi alimenta l’ipotesi di possibili rialzi dei tassi, con possibili effetti negativi sull’obbligazionario. Le banche centrali restano attendiste, divise tra la necessità di contenere le spinte inflazionistiche e i timori che la crisi del Golfo rallenti la crescita; uno scenario che spingerebbe in direzione opposta, favorendo politiche monetarie più accomodanti.

Parlando di obbligazioni è d’obbligo riprendere la riflessione sull’elevato indebitamento degli Stati Uniti. In prospettiva, un’eventuale riduzione della domanda di US Treasury (i titoli di stato “a stelle e strisce”) rischia di incidere negativamente sul valore dei titoli in circolazione e sullo stesso dollaro. La valuta americana, rimasta stabile nell’ultimo mese, nel medio periodo potrebbe risentire di eventuali cambiamenti nei flussi di investimento verso gli States.

Chiudiamo con i private market, che continuano a offrire un contributo positivo alla performance complessiva del Fondo.
In una fase finanziariamente convulsa e a poche settimane dall’entrata in vigore dell’adesione automatica, il fondo territoriale si conferma una soluzione particolarmente efficace per l’investimento previdenziale. Un apprezzamento confermato dai tassi di crescita delle adesioni che si mantiene tra i più elevati in Italia. Un successo che rafforza ulteriormente il ruolo di Solidarietà Veneto quale fondo pensione di riferimento in regione, al fianco di oltre 200.000 persone associate, e non solo nella gestione degli investimenti, ma anche nelle scelte fiscali e previdenziali più coerenti con gli obiettivi di ciascuno.

Rendimenti netti aprile 2026

Rendimenti_aprile_2026
rendimenti 10 anni aprile 2026

(* ) i rendimenti sono riportati a valori «di mercato». Garantito è un comparto dotato di garanzia assicurativa di restituzione del capitale.

Il vigoroso rimbalzo di aprile (+4,51%) consente il pieno recupero della correzione osservata a marzo, così che il rendimento del Dinamico da inizio anno sale a +3,07%, superando anche quello del benchmark di riferimento (+2,83%).
A trainare il risultato è il deciso recupero della componente azionaria globale, prevalente nel comparto, anche alla luce dell’ottimismo circa la situazione in Medio Oriente. Un rialzo diffuso ma centrato sugli Stati Uniti, che si sono distinti grazie alla solida stagione degli utili societari.
Bene anche i mercati emergenti, favoriti dalla forte domanda nella filiera tecnologica. Proprio da questo ambito e da quello delle comunicazioni sono giunte le migliori performance a livello settoriale. Più moderati invece i risultati dei settori difensivi, privilegiati negli ultimi mesi dagli investitori.
Anche la componente obbligazionaria ha registrato rendimenti moderatamente positivi, anche se in un contesto di incertezza su tassi di interesse e inflazione.

Il Dinamico spicca per le ottime performance di lungo periodo (rendimento decennale +74,69%; rendimento medio netto annuo +5,74%) e si contraddistingue per una volatilità elevata, che ben si coglie nell’ampio rimbalzo di aprile. Per questo è importante ricordare che il comparto, configurato per rispondere alle esigenze delle persone più giovani e dotate di un orizzonte temporale ampio, mal si adatta a chi invece è in prossimità della pensione e ha necessità di contenere le oscillazioni per preservare nel breve termine il capitale nel tempo maturato

Aprile in netto recupero anche per il Reddito (+2,67%), con il rendimento da inizio anno che torna a quota +2,39%, superando il proprio indice di riferimento (benchmark +1,89%).
Un risultato ottenuto soprattutto grazie al buon andamento dei titoli azionari, ma supportato dalla stabilità dei mercati obbligazionari.
La componente azionaria globale ha registrato un deciso recupero dopo la debolezza di marzo, sostenuto dalla percezione positiva relativamente al conflitto nel Golfo Persico. Il rialzo è stato geograficamente ampio, con Stati Uniti in evidenza per i consistenti utili societari e i Paesi Emergenti favoriti dalla domanda di tecnologia. Più contenuti, questo mese, i rendimenti dei settori difensivi.
Nel mese di aprile il mercato obbligazionario globale ha registrato rendimenti moderatamente positivi, nonostante la volatilità dei tassi di interesse e le pressioni inflazionistiche legate ai prezzi energetici. I titoli governativi dei paesi sviluppati sono stati penalizzati dal rialzo dei rendimenti (calo delle quotazioni), mentre i mercati emergenti hanno mostrato maggiore stabilità. Le obbligazioni emesse da società (corporate) hanno beneficiato dei bilanci solidi, con una diminuzione del rischio di credito (credit spread) percepito.

Il rendimento del comparto nei primi mesi dell’anno si colloca fra i migliori della propria categoria (obbligazionari misti), confermando un risultato che, anche grazie alle modifiche apportate all’asset allocation negli ultimi anni, si sta progressivamente consolidando.

Mese di aprile favorevole anche per il comparto Prudente (+1,74%), così che il rendimento da inizio anno torna positivo (+1,12%) e superiore al benchmark di riferimento (+0,91%).
Nonostante la volatilità dei tassi di interesse e le pressioni dell’inflazione – legate al rincaro dei prezzi dell’energia – la componente obbligazionaria globale sulla quale è incentrata l’asset allocation del comparto ha messo a segno performance moderatamente positive. In questo contesto, i titoli di stato dei paesi sviluppati (in particolare USA ed Europa) hanno risentito del calo delle quotazioni legate al rialzo dei rendimenti.
Al contrario, i mercati emergenti si sono mostrati più resilienti, spinti da un ritrovato “appetito per il rischio” da parte degli operatori finanziari. Le obbligazioni societarie di alta qualità (i titoli investment grade) hanno beneficiato della riduzione del rischio di credito, sostenute dai buoni fondamentali dei bilanci aziendali.

Nel complesso, il mese ha evidenziato un equilibrio tra pressioni sui tassi – per inflazione e materie prime – e condizioni favorevoli per il credito, in un quadro maggiormente positivo rispetto al mese precedente. La componente azionaria globale ha registrato un recupero deciso, sostenuto dalle positive attese sugli sviluppi del conflitto USA-Iran. Il rialzo è stato diffuso, trainato da Stati Uniti e Paesi Emergenti, oltre che dai settori tecnologia e comunicazioni.
Sul piano macroeconomico, resta centrale il tema della durata del conflitto in Medio Oriente, fattore che determinerà le evoluzioni dei prezzi dell’energia e quindi le ricadute su economia e mercati.

Il Garantito, con il +0,58% di aprile consolida il rendimento da inizio anno a +0,62% (benchmark +0,64%). In questi quattro convulsi mesi, il comparto si conferma come uno dei pochi prodotti “garantiti” a non aver mai visto il segno “-“. La resilienza dimostrata a marzo e il recupero di aprile consolidano questa linea di investimento tra le migliori della categoria nei primi quattro mesi dell’anno.
Un risultato ottenuto grazie alla scelta di investire soprattutto in titoli di stato Europei a breve scadenza, che ha protetto il patrimonio dalle oscillazioni dei tassi di interesse, mentre la residua esposizione azionaria ha contribuito a far crescere il risultato finale.

La dimensione del rialzo è naturalmente contenuta, pienamente in linea con il profilo di rischio che contraddistingue il comparto. Uno strumento, lo ricordiamo, adatto a proteggere il patrimonio nella fase finale del periodo di accumulo. Questo anche grazie alla protezione assicurativa, una risorsa preziosa qualora i mercati dovessero farsi meno favorevoli rispetto a oggi.

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