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“Una vita per l’industria”. Premiato il Presidente di Solidarietà Veneto

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Per lungo tempo ai vertici di Eni, Domenico Noviello riceve il prestigioso riconoscimento dagli imprenditori veneziani e ci racconta le prospettive di Solidarietà Veneto, il fondo regionale di cui è Presidente da luglio 2020.

🎤 Presidente Noviello, lo scorso 6 dicembre ha ricevuto il Premio “Una vita per l’industria”, assegnato annualmente ad una personalità che abbia testimoniato con il proprio impegno i valori della cultura d’impresa, contribuendo al progresso della collettività. Se lo aspettava?

No, devo ammettere che è stata una bella sorpresa, per la quale mi sento veramente onorato. A tal riguardo vorrei ringraziare il Presidente Vincenzo Marinese, in rappresentanza di Confindustria Venezia ed il Gruppo Imprenditori e Dirigenti Seniores – presieduto da Giorgio Borin – che promuove l’assegnazione del Premio.

🎤 Un Premio che la lega ancora di più al Veneto…

Certamente! Il mio trascorso professionale, nel quale sono state individuate le motivazioni del Premio, mi ha in effetti permesso di conoscere bene molte aree del nostro Paese, fra cui questa regione ed in particolare il suo tessuto economico, compreso il sistema della rappresentanza. 

Ma pure la bellezza del territorio e le persone, nelle quali da sempre riconosco uno stile valoriale, fatto di dedizione, passione e professionalità che ho ritrovato anche in Solidarietà Veneto, negli organi di rappresentanza e nel team che cura la gestione.

🎤 Il tema “valoriale”, che troviamo nelle motivazioni del Premio, lei lo richiama anche con riferimento al Fondo pensione. Quanto ritiene importante questo aspetto nel ruolo che le è stato affidato ormai un anno e mezzo fa.

Sono arrivato al Fondo nel mezzo della pandemia e purtroppo le occasioni d’incontro “in presenza” si sono dovute limitare. Eppure, c’è stato fin da subito un ottimo feeling con il Consiglio ed il personale.

I veneti – mi è stato spesso ripetuto – ci hanno affidato il loro futuro! E questo ci responsabilizza, anche perché gestire quasi due miliardi di patrimonio non è cosa da poco, soprattutto per il fatto che ci troviamo nel mezzo di uno scenario che sta mutando radicalmente.

Nel fondo ho trovato una nitida consapevolezza del ruolo che è stato affidato a questa importante realtà, giunta ormai a 31 anni dalla fondazione: ne sono rimasto colpito, tanto che ho proposto al Consiglio di Amministrazione di consolidare questa ricchezza valoriale in un Codice Etico, di cui ci siamo dotati da qualche mese.

🎤 Con il Codice Etico cosa cambia per Solidarietà Veneto?

Lo stile e l’atteggiamento del fondo non cambiano: sono quelli di sempre.

Anzi, è proprio a partire da questo stile, fatto di attenzione ai bisogni degli associati, trasparenza, vicinanza, che siamo giunti all’adozione del Codice. Ora, però, il nostro modus operandi può contare su di una veste formale adatta ad una realtà strutturata come quella che presiedo.

Un passaggio che è stato stimolato anche dall’avvicinarsi di un momento storico: il fondo si approssima infatti ad essere accreditato quale Fondo di Riferimento Regionale. Quando l’iter sarà completato non saranno più soltanto – si fa per dire – i lavoratori e le aziende ad esigere il rispetto dei valori fondativi. L’intera cittadinanza di questa regione ci chiederà di continuare ad essere “noi stessi”, coerenti con la nostra mission, con i valori dei fondatori, ma in una scala istituzionale, oltre che contrattuale.

🎤 L’attenzione al territorio, alla cosiddetta “economia reale” riguarda anche il tema degli investimenti?

Negli ultimi anni l’interesse nei confronti degli investimenti in “economia reale” è cresciuto e Solidarietà Veneto lo ha fatto proprio impiegando competenze e risorse. Da qualche anno, infatti, il Fondo dedica una parte del patrimonio all’economia reale del nostro Paese.

In particolare, siamo focalizzati sulle piccole medie imprese e sulle infrastrutture. Quest’anno, grazie al lavoro del Consiglio di amministrazione, l’impegno ad investire in economia reale, crescerà dimensionalmente, con un orizzonte europeo, ma con una parallela focalizzazione sull’Italia e, di riflesso, sul Veneto.

Ed è solo l’inizio: la crescita del patrimonio ci prospetta infatti un progressivo incremento della presenza di Solidarietà Veneto nell’ambito degli investimenti a lungo termine. Un approccio che ci affianca al progetto PNRR, per il rinnovo del sistema economico in chiave di sostenibilità.

🎤 PNRR, sostenibilità e ambiente. Moda o impegno concreto?

Il trend è incontrovertibile: l’investimento sostenibile è un passaggio obbligato. Il contrasto al cambiamento climatico non può essere eluso, altrimenti la pagheremo cara. O meglio, la pagheranno i nostri figli! A cui lasceremo il conto della nostra inerzia.

Solidarietà Veneto, alla fine di quest’anno, approverà la propria policy di sostenibilità in chiave ESG. Un acronimo che faremmo bene a memorizzare: significa sostenibilità dal punto di vista Ambientale (Environmental in inglese), Sociale e di Governo delle imprese.

Davanti a noi una sfida: la lotta al cambiamento climatico comporterà inevitabilmente dei costi… sociali: dovremmo essere capaci di attraversare il cambiamento armonizzando la sostenibilità ambientale con quella sociale. Le risorse dei fondi pensione in questo senso saranno determinanti, più che in passato.

🎤 Del resto, la crescita dei patrimoni proietta i fondi in una dimensione nuova da questo punto di vista…

Due miliardi di patrimonio per le future pensioni e, al tempo stesso, per la tutela del contesto climatico, sociale ed economico nel quale i “veneti di domani” beneficeranno di quelle pensioni. Questo, nel mezzo della più grande sfida che l’occidente si trovi ad affrontare, dall’epoca dell’industrializzazione… e forse non solo.

Il ruolo dei fondi pensione appare davvero più che mai centrale, tanto che le stesse istituzioni nazionali stanno ragionando attorno ad una più robusta protezione fiscale di questi strumenti. Speriamo che il legislatore, da questo punto di vista, sappia muoversi con lungimiranza.

🎤 Presidente, in chiusura. Ci pare che anche lei, pur provenendo da un’esperienza professionale diversa, si sia appassionato al progetto “Solidarietà Veneto”, ai suoi obiettivi ed ai suoi associati… Ci lascia quindi un messaggio finale?

Il messaggio… non può essere che di ringraziamento, a quanti mi affiancano anche nel percorso amministrativo, ma soprattutto vi è l’auspicio, per tutti, che si possa guardare al futuro in maniera costruttiva. Siamo impegnati per questo, per il benessere e la qualità della vita di chi ci ha dato fiducia.

In queste settimane dobbiamo nuovamente fare i conti con le questioni sanitarie, che non ci lasciano del tutto tranquilli. E per questo che vorrei dedicare la mia attenzione a tutti gli associati, augurando un Natale sereno, in salute e nell’affetto delle proprie famiglie.

L’identikit di Domenico Noviello

Avvocato, classe 1954, Domenico Noviello si è laureato in Giurisprudenza all’Università “La Sapienza” di Roma e perfezionato in diritto del lavoro, sindacale e della previdenza sociale. Numerose le esperienze maturate in oltre 30 anni di carriera: ha ricoperto incarichi di responsabilità nel Gruppo Eni ed è stato presidente di ENI Foundation.

Da giugno 2020 è alla guida di Solidarietà Veneto Fondo Pensione e da un dicembre scorso è anche Direttore di Confindustria Energia. Attivo anche nel sociale, è stato presidente e componente del consiglio direttivo dell’Associazione Cuore Onlus, ente autorizzato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali.

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