Fiscalità

Tfr in busta paga, flop confermato

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Riguardo all’opzione “Tfr in busta”, già dallo scorso luglio si parlava di “flop”. Adesso, a un anno dall’avvio della norma, i dati sembrano confermarlo: meno dell’1% dei lavoratori ha scelto di avere subito il proprio Tfr.

Per l’esattezza, secondo i dati diffusi dalla Fondazione dei Consulenti del lavoro, 6.712 lavoratori su un campione di 900.000 (lo 0,74%).

Il motivo principale dell’insuccesso è l‘impianto fiscale: il 52% degli intervistati ha affermato di non aver optato per il Tfr in busta proprio per la tassazione troppo penalizzante.

Il Trattamento di Fine rapporto liquidato in busta, infatti, è sottoposto a tassazione ordinaria. Soluzione penalizzante rispetto alla tassazione agevolata (15% – 9%) che viene applicata al Tfr destinato al fondo pensione o quella separata (circa il 23%) prevista per lo mantiene “in azienda”.

Oltre alle “tasse”, c’è anche chi guarda al futuro: il 18% ha dichiarato che richiedere il Tfr in busta paga anziché versarlo al fondo pensione sarebbe stata troppo penalizzante per la pensione futura, mentre il 22% sostiene di non voler rinunciare alla “vecchia” liquidazione al termine del rapporto di lavoro.

Il “Tfr in busta” non piace, insomma. Va comunque ricordato che l’opzione è attivabile fino a giugno 2018 da parte di tutti i lavoratori dipendenti (esclusi agricoli, domestici e pubblici) con almeno 6 mesi di anzianità presso l’azienda.

VUOI DIRE LA TUA? Lascia il tuo commento sulla nostra pagina Facebook

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
TFR IN BUSTA: ARRIVA LA QUIR
MARZO 2015: AL VIA L’OPZIONE TFR IN BUSTA
TFR IN BUSTA, STORIA DI UN FLOP
DICHIARAZIONE DEI REDDITI E FONDO PENSIONE
SOLIDARIETÀ VENETO È SU TELEGRAM
È ARRIVATA LA NOSTRA APP
FLESSIBILITÀ IN USCITA, DAMIANO: SE NON ORA, QUANDO?
DISPONIBILE LA COMUNICAZIONE PERIODICA 2015

Articoli recenti

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

VIDEO LIVE. Settembre: cambia il vento sui mercati finanziari?

In collaborazione con Radio Più, il Direttore di Solidarietà Veneto – Paolo Stefan – commenta i risultati finanziari a settembre 2021.  Con una finanza che – dopo mesi e mesi di crescita – segna il passo ed il Paese impegnato ad interpretare la ripresa post Covid-19, pare ci si approssimi ad un autunno che, nel rispetto dello

PERCHE’ NON RIESCO A CREARE UNA NUOVA PASSWORD?

Riconosciamolo: a volte i sistemi informatici hanno la capacità di farci “impazzire” tra nuove password da creare e codici alfa-numerici da inserire. Se ti sei trovato almeno una volta in questa situazione, ecco il nostro contributo per “fare pace” con il mondo IT. Nel nostro approfondimento AREA RISERVATA: COME RECUPERARE LE PASSWORD IN MENO DI

Guida alla fiscalità: come risparmiare tasse (costruendo la futura pensione)

La fine dell’anno si avvicina e con essa alcune scadenze fiscali piuttosto importanti. Vediamo le informazioni principali per massimizzare i benefici fiscali a disposizione degli iscritti a Solidarietà Veneto. La deducibilità fiscale I contributi versati a Solidarietà Veneto sono deducibili dal reddito fino alla soglia annua di 5.164,57 euro (vedi esempio). Il versamento, riducendo il reddito imponibile

Torna su