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Gestione Finanziaria

Rendimenti Dicembre 2023. Finale col botto.

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Un euforico finale d’anno spinge i rendimenti di Solidarietà Veneto a livelli record: fra tutti brilla il comparto Dinamico, addirittura a “doppia cifra”. Nel brindare alla rapida risalita, dopo le difficoltà del 2022, occorre tuttavia non perdere di vista la prospettiva, mettendo da parte l’emotività.

Forse solo i più ottimisti avrebbero pronosticato, per il “2023 finanziario”, un esito tanto positivo. Merito del crescendo “rossiniano”, che per nove settimane consecutive ha sostenuto i listini azionari fino a ritoccare i massimi di fine 2021. Nel mentre, si è assistito pure ad un significativo ribasso dei tassi di interesse, così che anche i prezzi delle obbligazioni, premiati da tale dinamica, hanno potuto chiudere l’anno con consistenti rialzi.

Un clima euforico, con i mercati sempre più convinti che il rallentamento delle economie, eredità delle politiche restrittive, del Covid, della crisi geopolitica, sarà modesto. …ma convinti, al tempo stesso, di aver visto la fine della fase di rialzo tassi, anche in ragione di un’inflazione decisamente meno allarmante rispetto all’anno precedente e con le banche centrali sempre più attente a non trasformare il rallentamento in recessione.

Paolo Stefan, Direttore del Fondo, pur condividendo la soddisfazione per le performance del Fondo, invita alla cautela: “i rendimenti del 2023 superano abbondantemente le attese: nel riscontrare la soddisfazione degli associati e consapevoli di alcuni oggettivi miglioramenti di scenario, non possiamo tuttavia scordare quelle criticità che i mercati in questa fase hanno deciso di ignorare, concentrati esclusivamente sugli elementi positivi.”

La “buona notizia” che ci pare più interessante per i risparmiatori in questa fase è il raffreddamento dell’inflazione, con l’indice dei prezzi al consumo sotto l’1% a fine 2023. Una situazione perfino sorprendente se la confrontiamo con quella dello scorso anno, quando lo stesso indice toccò quota 11,3%. Per i risparmiatori (tutti, non solo quelli previdenziali) un toccasana: significa che i buoni rendimenti di quest’anno hanno un corposo valore “reale”.

L’altro elemento positivo per il risparmiatore, specie quello avverso al rischio, è la maggiore remuneratività dei titoli obbligazionari: nonostante il ribasso dei rendimenti degli ultimi mesi, oggi un BTP decennale rende quasi il 4%. Non siamo ai livelli di settembre scorso (quando, con una certa preoccupazione, si giunse alla soglia del 5%), ma non siamo più neppure nel deserto dei “tassi a zero”, che toccò il suo apice a dicembre 2020, con il nostro titolo di stato più rappresentativo che generava un modestissimo 0,50%. Una situazione che dà “nuova vita” ai comparti nei quali le obbligazioni hanno peso preponderante.

Deriva da tale nuovo contesto una delle più interessanti novità che Solidarietà Veneto può annunciare agli associati in queste settimane:

“Dal 1° dicembre 2023 – spiega Stefan – il comparto GARANTITO di Solidarietà Veneto è gestito da Anima Sgr e Great Lakes Insurance SE (Munich RE), che hanno vinto il bando di gara avviato prima dell’estate. Con la nuova gestione tutti gli iscritti del comparto possono contare sulla copertura al 100% del capitale versato, recuperando così anche le perdite accumulate nel 2022.”

La protezione offerta dal comparto, assieme ai risparmi fiscali e al rendimento che potrà offrire in uno scenario di tassi maggiormente favorevole, incontra le esigenze di sicurezza degli iscritti prossimi alla pensione, ma anche dei più avversi al rischio.

E riguardo ai rischi, il Direttore del Fondo evidenzia quanto segue:

“Nel 2024 appena iniziato la volatilità potrebbe trovare origine nell’instabilità geopolitica. Attorno a noi vecchie e nuove potenze si fronteggiano, talvolta in maniera palese, più spesso sottotraccia e ci si chiede quali possano essere gli equilibri verso i quali questo “nuovo” mondo, globalizzato e multilaterale, sta tendendo.”

Assieme ai rischi geopolitici non vanno scordati quelli derivanti dalla crisi climatica: i fondi pensione, e così pure le altre forme di risparmio, specie se a lungo termine, dovranno nei prossimi anni saper interpretare al meglio la transizione di un sistema economico che, considerando i trend demografici mondiali, si pone in crescente contrapposizione con la sostenibilità dell’ecosistema globale. Dalla demografia globale a quella di “casa nostra”, il Direttore del Fondo così conclude:

“Mentre la popolazione mondiale cresce sempre di più, nel nostro Paese è inverno demografico. Senza cadere nel vittimismo, serve probabilmente una revisione del modello economico, con innovative soluzioni soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta silver age. Il cambiamento impatterà evidentemente anche sui sistemi previdenziali pubblici e ne sono ben consapevoli i cittadini del Veneto: negli ultimi 5 anni, nonostante il Covid, le guerre, l’inflazione e così via, sono stati più di 30.000 i lavoratori veneti che, nel segno del pragmatismo e della consapevolezza, hanno scelto Solidarietà Veneto per integrare la loro pensione pubblica. Il Veneto si conferma così una delle regioni d’Italia con i più elevati tassi di partecipazione. Nell’indubbia soddisfazione per l’apprezzamento riscontrato, vi è la contemporanea consapevolezza del lavoro ancora da fare, sia per dare agli associati un servizio degno delle aspettative, sia per contribuire ad una maggiore diffusione delle previdenza complementare nella nostra regione”.

Rendimenti netti Dicembre 2023

DINAMICO

Secondo mese consecutivo di forte crescita per il Dinamico che, con il +2,82% di dicembre, chiude l’anno a quota +10,43% (benchmark +10,13%). Il risultato, superiore alle attese, trae origine dal buon andamento dei mercati azionari, ma anche di quelli obbligazionari, entrambi in forte risalita, specie negli ultimi mesi. A sostegno dell’ottima performance, che si contrappone a quella negativa del 2022, vi è anche la capacità dei gestori – tutti hanno saputo superare i rispettivi benchmark di riferimento – di interpretare al meglio questa positiva fase.
Aldilà dell’ottimo 2023, è forse più interessante evidenziare la performance pluriennale del Dinamico. Il rendimento nei 10 anni (+54,50% netto) e quello maturato dall’attivazione del comparto (2002; +134,48%) corrisponde in entrambi i casi ad una rivalutazione media annua superiore al 4%. La performance, a cui dovremmo aggiungere i vantaggi fiscali e contrattuali, è particolarmente apprezzata dai risparmiatori veneti: il Dinamico è infatti il comparto più “popolato” del Fondo, ospitando il 35% degli iscritti, tipicamente i più giovani (età media 34 anni circa).

REDDITO

Anche il Reddito, grazie ad un finale d’anno con il “vento in poppa” (dicembre +2,45%) chiude il 2023 mettendo a segno una delle migliori performance di sempre (+6,47%; benchmark +6,89%). Il risultato trae origine dal buon andamento dei mercati azionari ma – rispetto al Dinamico – vi è un maggior contributo della componente obbligazionaria, alla quale sono destinate circa il 70% delle risorse in gestone. Da questo punto di vista il Reddito, comparto dedicato all’ “iscritto medio” che ha già accumulato una consistente anzianità nel Fondo, si propone come strumento maggiormente difensivo in chiave prospettica. Qualora i mercati azionari dovessero “ritracciare” rispetto ai massimi di fine anno, il comparto potrebbe contare sulla protezione offerta da una componente obbligazionaria ampia e ben diversificata e che, ad oggi, offre un rendimento atteso nettamente superiore a quello di soli due anni fa.

PRUDENTE

Il Prudente, grazie all’ottima performance registrata negli ultimi due mesi dell’anno (+2,38% a dicembre) raggiunge a fine 2023 (+6,14%; benchmark +5,74%) uno dei migliori risultati da quando, nel lontano 2002, prese avvio la gestione “multicomparto”.

Il Comparto, con la sua forte identità obbligazionaria, ha colto a pieno il principale catalizzatore dei mercati nel mese di dicembre, ossia le dichiarazioni di BCE e FED, che hanno favorito il ribasso dei tassi di interesse e l’aumento di valore dei titoli obbligazionari. I gestori del comparto hanno inoltre saputo interpretare positivamente questa fase, ottenendo risultati superiori ai rispettivi benchmark di riferimento ed alimentando una performance complessiva migliore del mercato.

Il comparto, in uno solo anno, recupera in sostanza il ritardo accumulato nel 2022: resta, nel computo della performance storiche, la zavorra dei “tassi bassi” degli anni scorsi. Come spesso si dice tuttavia, “i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri”: per questo riteniamo che il Prudente, tenuto conto che le obbligazioni constano oggi di un rendimento atteso maggiore del passato, abbia pienamente ripristinato – con i rialzi dei tassi dello scorso anno – la sua vocazione di strumento dedicato alla protezione del montante maturato dagli iscritti nei precedenti anni di accumulo.

GARANTITO TFR

Il comparto Garantito, protagonista delle importanti novità di cui si è detto in premessa, con il ripristino della garanzia al 100% per tutti gli iscritti che lo scelgono, chiude l’anno con un rendimento del 3,00% (+0,30% a dicembre).
Il comparto, escludendo gli aderenti artigiani cosiddetti “contrattuali” e gli iscritti che hanno scelto l’opzione “multiprodotto”, ospita attualmente circa l’8% degli associati: la limitatezza di tale porzione non deve tuttavia stupire, visto che il comparto è dedicato ai risparmiatori prossimi alla liquidazione per pensionamento. L’aspettativa, per chi sceglie il comparto Garantito, è quindi quella di conservare il montante maturato fruendo di una garanzia di carattere assicurativo (oltre che delle protezioni fiscali e contrattuali) da utilizzare negli ultimi anni del percorso previdenziale.
La strategia di investimento dei nuovi gestori (Anima Sgr assieme a Great Lakes Insurance SE) è per questo improntata alla prudenza e, tendenzialmente, ad ottenere rendimenti certamente non comparabili con quelli degli altri comparti del Fondo. In questa fase particolare, tuttavia, il rendimento dei titoli obbligazionari a breve termine (tipicamente selezionati per questo tipo di gestioni) è perfino più alto rispetto a quello dei titoli a scadenze più lunghe. E’ quindi lecito quindi attendersi, nel medio periodo, una remunerazione migliore dei target di rendimento del comparto.

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