Avviso! DAL 7 MARZO 2023, cambiano le modalità di accesso all'area riservata iscritti.
Per tutti i dettagli clicca qui.

Per tutti i dettagli

Avviso! Oggi, 11 MAGGIO 2023, l’AREA ISCRITTI e l’AREA AZIENDE potrebbero registrare dei rallentamenti per interventi di manutenzione straordinaria. Dalle ore 15.00 il servizio riprenderà il corretto funzionamento..

Per tutti i dettagli
Approfondimenti

Il futuro delle pensioni oltre “Quota 100”

Facebook
Twitter
LinkedIn

Le cronache politiche di questi giorni ci raccontano del progetto “Quota 100”, con cui il Governo permetterebbe di accedere alla pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, 4 in meno rispetto alla “Legge Fornero”.

Fra le tante riflessioni possibili, il pensiero va innanzitutto all’instabilità del sistema previdenziale italiano: dagli anni ’90 si susseguono riforme fra loro non sempre coerenti, con evidenti squilibri fra prestazioni. Cosa si racconterà, ad esempio, a chi, nel 2017, è andato in pensione con quasi 42 anni di contributi?

C’è poi il tema dell’incertezza sul futuro, specie per i più giovani, che si chiedono quale prospettiva guiderà i futuri governi riguardo alle pensioni.

Infine, la questione “copertura economica”: lo squilibrio demografico (calo nascite – invecchiamento popolazione) mette a dura prova il nostro sistema previdenziale; a meno che non si vogliano alzare i contributi o aumentare il debito pubblico, sembrerebbe inevitabile abbassare l’importo della pensione, oppure innalzare l’età pensionabile.

Parlando di lavoro si intravede poi, ambiguo e strisciante, un aspetto ulteriore: quale “valore” diamo al lavoro e, dunque, alla nostra stessa esistenza?

Attraverso il lavoro (e non tramite rendite o sussidi) il cittadino acquisisce dignità, fa qualcosa di utile per sé stesso e per la collettività. Ora, sembra qui che lo scopo della nostra vita sia quello di… scappare dal lavoro prima possibile, andando in pensione: un paradosso.


Certo, non si discutono le situazioni gravose (…“precoci”, “usuranti”, ecc.) sulle quali anzi, data la carenza di risorse, andrebbe concentrata l’attenzione e, in generale, non potrebbe essere più utile qualche forma di flessibilità, che svincoli l’uscita dal mondo del lavoro dalle novecentesche rigidità assicurando, al contempo, maggiore attenzione alla libertà individuale?

Gli interventi sul sistema pensionistico dovrebbero ripartire proprio da qui: flessibilità delle prestazioni e buona gestione del fattore “tempo”; in sintesi, dalla qualità della vita di ciascuno.

In effetti, mentre politica e media si focalizzano su “quota 100”, tanti italiani (pensionati di domani e dopodomani) mettono da parte qualche risparmio per la loro “terza età”. Vogliono essere liberi di programmare il loro futuro, con consapevolezza e responsabilità, convinti che sarebbe poco lungimirante farlo dipendere solo dallo Stato.

Alcuni utilizzano il risparmio tradizionale, altri i Fondi Pensione che, dal 1993, permettono di integrare la pensione pubblica e che oggi, attraverso la “R.I.T.A.” (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), consentono di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro.

Risposte concrete per chi ha il coraggio di pianificare.

Tuttavia, poiché si parla d’altro, è lecito chiedersi: in quanti se ne sono accorti?

VUOI DIRE LA TUA? Lascia il tuo commento sulla nostra pagina Facebook

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
GIOVANI: PENSIONI PROSSIMA BOMBA SOCIALE. SOLUZIONI?
GLI ITALIANI RISPARMIANO DI PIU’, MA NON PER LA PENSIONE
PENSIONE CONTRIBUTIVA PER I GIOVANI

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

CCNL Industria CEMENTO, CALCE, GESSO : DA LUGLIO, SALE IL CONTRIBUTO AZIENDALE

Dal 1° luglio 2024 aumenta il contributo aggiuntivo a carico azienda. Più risparmio previdenziale per i dipendenti iscritti ai fondi pensione contrattuali. Un altro settore, quello del CCNL Industria Cemento, Calce e Gesso, registra un incremento delle contribuzioni a favore della previdenza complementare dei lavoratori. Dal 1° luglio 2024, come previsto dall’accordo di rinnovo del 15/03/2022, è previsto

CCNL Industria LAPIDEI E MARMOMACCHINE : DA LUGLIO, IL CONTRIBUTO AZIENDALE SALE AL 2,90%

Dal 1° luglio, sarà in vigore la nuova aliquota contributiva stabilita nel rinnovo contrattuale sottoscritto il 24/11/2022. Importanti novità per i lavoratori del settore. Dal 1° luglio 2024, la contribuzione a carico del datore di lavoro passerà dall’attuale 2,70% al 2,90% calcolato sulla retribuzione utile al calcolo del TFR. Nulla cambia, invece, per il contributo

CCRL ARTIGIANO – COMUNICAZIONE: NUOVO CONTRIBUTO AZIENDA, NUOVA PRESTAZIONE EBAV

Da gennaio 2024, i lavoratori artigiani del comparto “comunicazione” beneficiano di un nuovo contributo riconosciuto dal datore di lavoro: arriva il “contributo contrattuale veneto”. Il recente rinnovo del CCRL Comunicazione Artigiano ha introdotto non poche novità per i lavoratori del settore. Le Parti firmatari dell’accordo, nell’intento di valorizzare il ruolo della previdenza complementare per i lavoratori

Torna in alto