I rendimenti di novembre 2015

Al centro dell’attenzione, nel mese di novembre, ci sono stati gli appuntamenti di fine anno messi all’ordine del giorno dalle banche centrali:

  • la BCE (prevista valutazione circa un rafforzamento del “quantitative easing”),
  • la FED, banca centrale statunitense, (prevista a dicembre discussione sul primo, lieve, rialzo dei tassi, dopo anni di espansione monetaria).

Nel mese di novembre gli strumenti finanziari nei quali Solidarietà Veneto investe hanno generalmente tratto beneficio dai due fenomeni, di direzione contrapposta, appena descritti.

Una situazione apparentemente sorprendente ma che, scendendo nel dettaglio, diventa più chiara. Il risultato complessivo è positivo per tutti e quattro i comparti; non ha avuto quindi significative conseguenze (dal punto di vista finanziario) il grave attentato di Parigi, che ha invece causato apprensione in tutti noi e in tutto il mondo, proprio a metà novembre.

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Garantito Tfr



Di fronte alle aspettative di un rinforzo del “Q.E.” (quantitative easing) da parte della BCE, non potevamo che registrare una compressione ulteriore dei tassi dei titoli di stato, che si traduce, giusto ricordarlo, in un incremento del valore dei titoli presenti in portafoglio. Il + 0,40% di novembre porta il risultato del 2015 ad un +3,14% netto (benchmark +1,30%).

Non finiremo di evidenziare quanto particolare sia questa situazione, nella quale i titoli di stato, specialmente dei paesi “core” (Germania ad esempio), ma non solo, offrono rendimenti negativi. Diamo rilievo a tale aspetto soprattutto in chiave prospettica, poiché, oggi più che mai, i lusinghieri risultati di questi ultimi anni non sono adatti ad essere proiettati in avanti quale congettura delle future performance.

Crediamo sia invece molto opportuno sottolineare l’importanza della struttura che caratterizza il Comparto Garantito TFR che, quantomeno per i prossimi 4 anni, offrirà, oltre che la garanzia di restituzione del capitale, anche quella di poter beneficiare di un rendimento minimo almeno pari alla rivalutazione del TFR.

Prudente



Al positivo effetto del “Q.E.”, già descritto in premessa e riguardo al comparto Garantito TFR, qui si aggiunge il risultato moderatamente positivo dei mercati azionari. Si conferma quindi, anche quest’anno, la specialità che, da sempre, caratterizza il “Prudente”, ossia la crescita “a piccoli passi”: grazie alla performance positiva dell’ultimo periodo (+0,81% a novembre), il rendimento nei primi 11 mesi è pari a +2,89% netto.

Un buon risultato che, però, non riesce a superare il benchmark di riferimento (+3,54%); la principale spiegazione di tale elemento viene dalla scelta particolarmente cauta del gestore Groupama che, recentemente, ha ritenuto di limitare fortemente l’esposizione agli asset azionari.

Una scelta di forte prudenza che, in un mese di mercati in crescita, non ha dato i risultati sperati. Sarà certamente interessante valutare questa strategia alla fine dell’anno.

Reddito



Il +1,16% fatto rilevare del Reddito a novembre è da ricollegare, oltre che agli elementi già descritti (compressione tassi titoli di stato e moderata crescita del mercato azionario, specialmente europeo) anche all’effetto cambio.

La visione, riassunta in premessa, di una BCE propensa a continuare con la “facilitazione finanziaria” e della contemporanea, opposta, restrizione da parte della FED, hanno comportato un indebolimento dell’Euro nei confronti delle altre valute (dollaro americano in particolare) con la conseguente crescita del valore degli strumenti finanziari la cui valutazione è espressa in “dollari USA”, presenti nel comparto.

Il comparto pensato per gli iscritti a cui mancano più di 10 anni al pensionamento fa registrare un buon +5,18% netto da inizio 2015 (benchmark +5,22%).

Dinamico



Il Dinamico ha segnato, a novembre, un +1,42%, per una performance da inizio anno (+6,34% netto, benchmark +6,88%) molto buona. Come indicato per il comparto Reddito, il risultato deriva dalla combinazione positiva di tassi in ribasso, mercati azionari in crescita e dollaro in rialzo.

Nel mese di dicembre si tratterà di verificare se questa positiva direzione sarà confermata; notevole responsabilità è in ogni caso riservata ai gestori, soprattutto Pioneer a cui compete la gestione del 95% del portafoglio, che dovranno cercare di interpretare al meglio un mercato veramente volatile nel corso di questo movimentato 2015.

Nota: ricordiamo che, come già segnalato nella scorsa news del mese scorso, a seguito dell’applicazione del regime di tassazione dei rendimenti introdotto dalla legge di stabilità dello scorso anno, a gennaio 2015 è stato prelevato dal patrimonio dei comparti (secondo quanto previsto dalla Covip) l’ammontare necessario a pagare l’incremento d’imposta del 2014. La contabilizzazione di tale costo riduce i rendimenti netti (aspetto che rileva soprattutto per i comparti Reddito e Dinamico). Le performance reali maturate dai comparti sono quelli sopra indicate; riproporremo a fine anno una breve sintesi dei rendimenti che si sarebbero registrati se non vi fosse stata tale novità. Un punto di vista che ci permette di valutare con più precisione il risultato della gestione rispetto al benchmark.

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