Ripensiamo il Risparmio
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31
Ott
2018

Ripensiamo il Risparmio

Milano, 1924. Nel suo discorso durante il I° Congresso Internazionale del Risparmio, Maffeo Pantaleoni, importante economista italiano, indica il risparmio come base dell’educazione non solo economica della società.


Era il 31 ottobre 1924 quando Pantaleoni propone il risparmio come disciplina fondamentale di tutta la comunità, per un uso migliore, individuale e sociale, della ricchezza.

Da allora, il 31 ottobre è stato dichiarato in tutti i Paesi il “giorno del risparmio”, da cui prende vita la Giornata Mondiale del Risparmio.

Oggi come ieri: cosa significa risparmiare?



Il risparmio è stato uno dei tratti fondamentali della società civile italiana, riconosciuta storicamente quale paese “formica” per antonomasia: ne abbiamo analizzato i numeri nell’articolo “Gli italiani risparmiano, ma non per la pensione”.


La finanza speculativa degli anni passati, divenuta nel tempo “normale”, ha però distorto il vero significato di questo concetto allontanandolo dalla sua vera natura di uso migliore della ricchezza e rendendolo molto più simile a una "slot machine". Al pari va osservato che anche le promesse degli investimenti “assolutamente sicuri che rendono tanto” (vedi tassi a doppia cifra dei nostri Btp negli anni ’80-’90) siano ormai illusorie.

Ripensiamo il Risparmio



Da qui occorre ripartire. È un appello che, tra le righe del nostro notiziario, abbiamo lanciato anche in passato. Oggi, siamo davanti ad un problema: non sappiamo più che cosa sia e a che cosa serva il risparmio.

Bisogna dunque riappropriarsi del significato vero di questa parola; occorre, oggi più che mai, RI-pensare il risparmio.

Per farlo, si “parte dalle basi” ovvero da quello che, per natura significa “risparmiare”, ovvero utilizzare al meglio le risorse attualmente disponibili (ancor di più se sono limitate) pensando al proprio futuro in maniera previdente. Non per la costruzione di un surplus, ma per le proprie situazioni di bisogno.

La parola chiave per noi è consapevolezza. È finita l’ora della “delega in bianco”, del “non mi interessa come facciate, basta che i rendimenti siano alti!”


Come sarà fatto questo risparmio con la “R” maiuscola?


Chiudiamo con un messaggio: risparmiare per investire nel proprio futuro è un’assunzione di responsabilità verso di sé e verso gli altri.

I giovani che si impegnano in un percorso di risparmio “vero” hanno un progetto, una prospettiva e vanno tutelati.



Per questo è opportuno valutare le diverse opportunità per iniziare, anche con un sforzo minimo, un percorso di risparmio che li renda in futuro quanto più indipendenti e autonomi dal punto di vista previdenziale.

Potrebbe chiamarsi “salvadanaio” o “libretto postale” o, anche “fondo pensione” (con l’adesione per i soggetti fiscalmente a carico). Occorre però investire mezz’ora di tempo per trovare una soluzione “su misura”. Bastano pochi minuti per schiarire un po’ l’orizzonte e “scorgere” un futuro all’orizzonte meno plumbeo e più sereno.

E quale momento migliore della Giornata Mondiale del Risparmio per dedicare questa mezz’ora a riacquisire vera consapevolezza su un tema così importante.
Non procrastinare, scegli di informarti.

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