I rendimenti del mese di agosto 2019
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3
Ott
2019

I rendimenti del mese di agosto 2019

Finisce un’estate caldissima, non solo per il meteo, ma anche per i rendimenti: le performance di agosto superano le aspettative, ma la cautela è d’obbligo: siamo al “deserto dei tassi bassi”.


I rischi per la Brexit “senza accordo” (cosiddetto scenario no deal), le tensioni commerciali internazionali (USA - Cina, ma non solo), infine - per restare entro i confini nazionali - la Crisi di governo… Poteva essere un’estate all’insegna della volatilità; i temi certo non mancavano, e invece… si è preferito volgere lo sguardo a BCE e FED che, con rinnovato slancio, hanno assicurato, anche per il futuro prossimo, pieno supporto all’economia, rilanciano il quantitive easing (cosiddetto “QE”). Ne hanno tratto beneficio i mercati azionari, in recupero a fine mese, ma ancor più quelli obbligazionari.

Ad incrinare l’euforico scenario non è servita neppure la pubblicazione di dati macroeconomici negativi, anzi: le prospettive non esaltanti (rallentamento dell’economia) hanno consolidato, negli operatori, l’aspettativa di un ulteriore intervento espansivo da parte delle banche centrali, i cui effetti sono stati anticipati nel mese di agosto: la corsa ad accaparrarsi i titoli di stato più remunerativi in termini di cedola, soprattutto sulle lunghe scadenze, ha avuto come riflesso la riduzione dei rendimenti prospettici. Le ottime performance nell’immediato, ci lasciano ancora una volta (e più che in passato) di fronte al “deserto dei tassi bassi ”.

La riduzione dei rendimenti dei titoli di stato non è una sorpresa: la tendenza è in atto da anni e spesso ci è capitato di commentare i rendimenti negativi o nulli delle emissioni a breve termine o di quelle dei paesi più sicuri (Germania in primis). Ad agosto finiscono però sotto zero anche i titoli decennali di Paesi come Francia, Belgio ed Austria, economie probabilmente meno robuste di quella tedesca. Tecnicamente accade che il valore delle cedole dei titoli, previste in pagamento fino alla scadenza, viene di fatto assorbito dal sovrapprezzo che si paga all’acquisto, rispetto a quello di rimborso (100 per definizione). Potremmo quindi interpretare l’aumento di valore dei titoli obbligazionari, come una specie di “anticipo” (più o meno consistente) del rendimento del titolo stesso, che comporta la riduzione della redditività residua. Oramai nel vecchio continente, per “trovare rendimento” (comunque molto basso), occorre rivolgersi a Paesi quali Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia ed Italia: i PIIGS di qualche anno fa.

In questo scenario, la gestione del risparmio diventa un mestiere davvero complesso, più che nel passato. Arduo è pure, per il cittadino, scegliere come allocare efficacemente i propri risparmi. Emerge però, proprio nella difficoltà, il potenziale dei fondi pensione: il lungo orizzonte temporale consente infatti di cogliere opzioni d’investimento altrimenti precluse, quali le infrastrutture e le imprese non quotate. Si intercettano così rendimenti interessanti ma, soprattutto, si determina una più efficace diversificazione. La massa patrimoniale che caratterizza i fondi pensione agevola questo ulteriore obiettivo, difficilmente realizzabile per il singolo individuo (se non a costi molto elevati).

E a chi vuole investire nel breve termine? Resta davvero poco: basti dire che Solidarietà Veneto, in questi mesi, registra un crescente appeal da parte di pensionati o pensionandi, attratti dal “vantaggio fiscale”. Un surplus effettivamente prezioso, che non dovrebbe però farci scordare la vera natura del fondo pensione: strumento di risparmio a lungo termine utile a realizzare una prospettiva pensionistica adeguata.

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Ma veniamo all’approfondimento sui singoli comparti:

Dinamico



Nello +0,43% di agosto si condensano le incertezze dei mercati azionari e i rialzi di quelli obbligazionari. Il rendimento maturato da inizio anno (+8,09%; benchmark +8,81%) raggiunge livelli ragguardevoli (miglior performance del decennio, nonostante le incertezze dei mercati azionari),
Il comparto si conferma quale miglior opzione, anche in prospettiva, per rispondere alla carenza di rendimento dei titoli obbligazionari. Ma attenzione: questo è il “regno” della volatilità. Per questo il Dinamico si adatta soltanto agli associati a cui manchino oltre 25 anni al pensionamento.

Reddito



Agosto da incorniciare per il Reddito che, grazie ad un brillante +1,15%, raggiunge quota +6,12% da inizio anno (benchmark +7,01%). Le novità introdotte da inizio luglio, a seguito della revisione della politica d’investimento del 2018, hanno contribuito ad una performance che trova nel ribasso dei tassi la principale fonte. E per il futuro? Ci si aspetta che l’investimento alternativo permetta al comparto di assorbire l’effetto dei tassi negativi sul “reddito fisso” (le obbligazioni e i titoli di stato). Il Reddito, con un patrimonio di oltre 670 milioni, può infatti offrire una notevolissima diversificazione, mezzo per ottenere rendimento senza alterare la volatilità complessiva del portafoglio.

Prudente



...era il 2014 e, con l’avvio del processo di riduzione dei tassi, il comparto “socialmente responsabile” registrò un exploit (+7,05%) al quale seguirono, negli anni successivi, rendimenti, pur stabili e costanti, ma inferiori alle attese. Nel quinquennio passato abbiamo quindi saggiato l’effetto del ribasso dei tassi sui rendimenti: il collegamento è d’obbligo perché, con il +0,49% di agosto, il Prudente raggiunge la miglior performance di sempre negli 8 mesi (gennaio – agosto): 5,05% (benchmark +4,94%). Il tema chiave resta però il futuro e decisiva, a tal riguardo, sarà l’introduzione degli investimenti alternativi, chiave attraverso la quale soddisfare anche le esigenze degli iscritti che si approssimano al pensionamento.

Garantito Tfr



+0,10% il rendimento di agosto, che porta il comparto a +1,32% da inizio anno (benchmark +1,28%). Fino al 30 giugno 2020 (scadenza convenzione con Cattolica Assicurazioni) la garanzia di risultato che caratterizza il Garantito TFR protegge gli aderenti dalle prospettive legate ai tassi negativi. Lo scenario attuale (tassi bassi) appare peraltro profondamente diverso da quello del 2007, quando venne sottoscritto il contratto con il gestore, aprendo sfide ed opportunità diverse sulle quali Solidarietà Veneto è già al lavoro.
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