Rendimenti 2020, si sale. E che dinamico! (…ma il futuro cosa ci riserva?)
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22
Ott
2020

Rendimenti 2020, si sale. E che dinamico! (…ma il futuro cosa ci riserva?)

Nei giorni in cui i numeri di Covid-19 ritornano a farsi minacciosi, e ci si approssima all’autunno caldo (si fa per dire) di questo pazzo 2020, Solidarietà Veneto guarda con soddisfazione ai risultati finanziari registrati da inizio anno a fine settembre. E per superare le incognite del futuro prossimo, punta alla tecnologia


Settembre si è rivelato, per gli “asset manager” dei fondi pensione, un mese particolarmente complicato. I gestori finanziari devono infatti fare nuovamente i conti con una volatilità che, di pari passo con le notizie legate a Covid-19, ritorna ad insistere sui mercati finanziari.

Un quadro non ottimale, soprattutto in prospettiva, nel quale però Solidarietà Veneto si è distinto in maniera positiva. In tutti e quattro i comparti del Fondo il valore quota sale anche a settembre, così che il “consuntivo” dei primi nove mesi dell’anno supera le aspettative ed i timori che si erano generati durante le “buie” settimane del lockdown primaverile.


Dai “minimi” di marzo abbiamo assistito ad una robusta risalita dei rendimenti, che non era per nulla scontata. Tale dinamica va ricondotta principalmente all’azione di stati e banche centrali, i cui interventi a sostegno all’economia hanno alimentato i rialzi dei mercati azionari: alcuni indici (Dow Jones, Dax, Nikkey, ecc.) hanno di fatto recuperato le perdite di inizio 2020; il Nasdaq (tecnologici USA) segna addirittura +25% circa da inizio anno. Soffrono invece la borsa italiana, paese inizialmente fra i più colpiti dal virus, e quella di Londra, sulla quale pende una spada di Damocle di nome “Brexit”.

Sono altresì risultati premianti – per il fondo territoriale – aspetti quali la diversificazione spinta e la capacità dei gestori di “leggere” correttamente lo scenario.

Condividiamo quindi i risultati di Solidarietà Veneto, comparto per comparto.




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Garantito Tfr



La prima buona notizia riguarda il Garantito TFR che, dopo l’assegnazione del mandato a Generali Insurance (30/06), ha registrato una performance superiore al 1% in soli tre mesi (+0,32% a settembre).

Ricordiamo che il risultato finanziario (+0,51% da inizio anno; -0,50% il benchmark), sarà integrato con la garanzia di rendimento pari alla rivalutazione del TFR “in azienda”, maturata fino al 30 giugno (stanno procedendo proprio in queste settimane le attività di verifica dei valori calcolati).

Insomma… per i pensionandi, posizionati tipicamente sul Garantito TFR, la combinazione fra la vecchia garanzia assicurativa ed i rendimenti del secondo semestre, ha costituito, in questo “annus horribilis”, una efficacissima difesa del montante maturato nel corso della vita lavorativa.


Prudente



Come per il Garantito TFR, anche il “Prudente” si conferma nel 2020 uno strumento dalla ridottissima volatilità: +0,21% il risultato nel mese, con il risultato da inizio anno che sale a +0,71% (benchmark 1,67%).

Le note più positive vengono però dal Reddito - comparto dedicato all’“aderente medio” di Solidarietà Veneto - e dal Dinamico, che ospita un quarto degli associati al fondo territoriale (tipicamente i più giovani).


Reddito



Grazie al +0,20% registrato a settembre, il comparto raggiunge quota +2,27% da inizio anno (+3,13% il benchmark) spiccando così fra i migliori strumenti previdenziali riconducibili alla categoria degli “obbligazionari misti”.

“Il Reddito - spiega il Direttore Paolo Stefanè stato molto apprezzato soprattutto per la resilienza dimostrata fra marzo ed aprile, quando Covid-19 si è abbattuto sui mercati azionari. La “tenuta” in quella fase si è rivelata una solida base per la ripresa dei mesi successivi.”


Dinamico



I più soddisfatti fra gli iscritti a Solidarietà Veneto sono, tuttavia, quelli che hanno scelto il “Dinamico”. Con il +13% registrato da fine marzo (+0,23% a settembre), il comparto dedicato ai più giovani iscritti, si porta a +4,05% da inizio anno (+1,26% il benchmark).

Un’ottima performance (soprattutto tenendo conto che il comparto investe in titoli di capitale, “solo” il 54% del totale delle risorse gestite) sulla quale si sofferma anche Milano Finanza, in un recente approfondimento.

La risalita dei mercati - riprende Paolo Stefan – sorprende per forza e rapidità, ma è molto disomogenea, sia a livello di paese che di settore merceologico. In questo scenario di difficile lettura spicca la grande capacità dei gestori del “Dinamico” - soprattutto Axa IM - nel saper interpretare al meglio il ruolo che il Fondo ha affidato loro.”


Di fronte all’entusiasmo per tale risultato occorre tuttavia ricordare l’importanza di misurare le performance dei fondi pensione nel lungo periodo. Il Dinamico, inoltre, è caratterizzato da una volatilità compatibile con gli obiettivi degli iscritti più giovani (orizzonte temporale lungo): è quindi opportuno non farsi catturare dall’attrattività del risultato nel breve termine (seppur indubbiamente appagante), specie se si è prossimi al prelievo finale.

Una prospettiva ricca di incognite.




Proprio per evitare di concentrare l’attenzione del lettore unicamente sui “segni +” del passato recente, vorremmo aprire una finestra sul futuro prossimo: il “reddito fisso” offre ormai rendimenti limitatissimi, se non addirittura negativi; sale dunque l’“appetito per il rischio”, anche in ragione dei risultati allettanti (tenuto conto dello scenario) dei prodotti finanziari più aggressivi, in questi mesi complicati.

I rialzi delle azioni non trovano tuttavia piena corrispondenza nell’andamento dell’“economia reale”, con i fatturati delle imprese che soffrono a causa di Covid-19.
E così, davanti a queste contrapposizioni, il risparmiatore previdenziale si vede costretto ad una crescente attenzione: “i lavoratori comprendono che non ci si può più lasciar guidare dall’emotività o dall’improvvisazione nelle scelte di risparmio. Ciò spiega forse il successo del Percorso Previdenziale Ideale (PPI) che abbiamo introdotto a gennaio.”

Il nuovo “pilota automatico” degli investimenti, in soli nove mesi, è stato infatti selezionato da oltre 1.500 aderenti. E se la tecnologia al servizio del risparmio rappresenta il “presente”, ecco pian piano far capolino un’altra esigenza: è quella della sostenibilità, che si appresta a diventare la principale chiave di lettura del “futuro prossimo” previdenziale.




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