Comparto Dinamico: come ottenere rendimenti positivi nel… più complicato degli anni bisestili!
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2
Set
2020

Comparto Dinamico: come ottenere rendimenti positivi nel… più complicato degli anni bisestili!

Nei primi – complicatissimi -7 mesi del 2020 il Comparto Dinamico di Solidarietà Veneto matura rendimenti fra i migliori del mercato. Merito anche delle scelte di gestione: Lorenzo Randazzo, Institutional Sales Manager di Axa Investment Managers (Axa IM), ci svela il segreto di una performance che non ha eguali nei 18 anni di gestione finanziaria di Solidarietà Veneto.


I lettori abituali di “Solidarietà Veneto - Notizie”, sanno che di norma non diamo molto spazio ai risultati di un singolo gestore o a quelli di breve periodo. Tuttavia, nell’attesa dei rendimenti aggiornati a fine agosto, abbiamo deciso di fare un’eccezione: Axa IM, Co-gestore del Comparto Dinamico da inizio 2020, si è trovato quasi subito di fronte alle turbolenze finanziarie generate da Covid-19. Il percorso ad ostacoli che ne è derivato ha dimostrato, conti alla mano, la capacità del nuovo partner.

L’occasione di questo approfondimento è utile anche per ritornare sul significato del “benchmark” e sul tema della selezione - valutazione dei gestori finanziari da parte del Fondo.
Come si sa, i fondi pensione non affidano “ciecamente” le risorse e ad una banca o ad un’assicurazione: i gestori vengono selezionati tramite bando di gara. Una volta individuato il vincitore, si giunge alla firma del contatto (convenzione), dopodiché, periodicamente, il partner viene valutato e, se la gestione non convince, il rapporto cessa e si seleziona un altro soggetto.
Nella valutazione del gestore (che prevede l’analisi di diversi parametri) è centrale il confronto fra il rendimento realizzato dal gestore rispetto alla performance del mercato nel quale è stato incaricato di investire.

Per esempio, se un gestore deve investire in azioni di tutto il mondo, per valutarlo si confronterà il rendimento realizzato con quello dell’indice (benchmark) che raggruppa le performance delle azioni quotate nelle diverse borse mondiali.

Ebbene: nei primi 7 mesi dell’anno, il benchmark di riferimento del comparto Dinamico ha segnato un -2,08% chiaramente condizionato dall’impatto del Coronavirus sulle borse di tutto il mondo. Ma Axa Investment Managers ha saputo fare molto meglio. Vediamo come, con l’aiuto di Lorenzo Randazzo.



Primi sei mesi di gestione a Solidarietà Veneto. Probabilmente era difficile centrare un periodo più complicato! Eppure…



La partenza della nostra gestione è avvenuta in un periodo certamente non dei più facili: il primo trimestre del 2020 si è rivelato il peggior inizio anno di sempre, con l’indice azionario globale MSCI World che ha perso il 20%. Il crollo dei mercati, dovuto alla diffusione della pandemia, è stato seguito da una ripresa generalizzata, grazie all’intervento delle banche centrali e dei governi che hanno adottato massicce misure di politica monetaria e fiscale.

In questo contesto estremamente variabile e volatile, siamo molto contenti di come il team di gestione dedicato abbia protetto il portafoglio nella prima fase e di come abbia poi colto le opportunità di investimento nella seconda.

Nel complesso, prendendo i dati di fine luglio, a partire dal 13 gennaio 2020 (inizio ufficiale di confronto delle performance), a fronte della già citata performance negativa del benchmark, la gestione non solo ha generato un rendimento lordo positivo pari al +4,69%, ma ha prodotto un risultato superiore al parametro di riferimento di oltre il +6,75%!

Qual è stata la chiave del vostro successo in questa prima fase della gestione? Cosa vi ha differenziato rispetto ad un mercato che – complessivamente – è andato peggio?



La possibilità di investire sull’intero mercato globale azionario certamente è stata importante per il buon andamento della gestione. Ricorderete che la diffusione della pandemia non è stata uniforme da un punto di vista geografico: originata in Asia, si è spostata in Europa per poi diffondersi in America.

In questo contesto, difficile da decifrare, sono nate delle opportunità sia per dei posizionamenti regionali, sia per attuare delle scelte su tematiche di investimento. Grazie ad una attenta ed accurata selezione titoli, il team di gestione guidato da Kyra Tilquin, responsabile del portafoglio gestito da AXA IM per il Fondo, ha colto i benefici di una allocazione azionaria rivolta a trend secolari, che hanno ben sovraperformato in un contesto di pandemia, come l’e-commerce, i sistemi di pagamento, i software e l’assistenza sanitaria.


Nel complesso, per effetto della selezione attiva degli emittenti, il portafoglio al momento è sovrappesato sui titoli tecnologici e sulla sanità, con una preferenza sul mercato statunitense.

Quindi ci dobbiamo aspettare che tale successo prosegua anche nel futuro prossimo con la stessa “ampiezza”, vero?



Il risultato finora ottenuto è stato eccezionale (e forse irripetibile) come del resto sono straordinari i mesi che stiamo tutti vivendo in questo 2020. L’obiettivo e l’impegno del team di gestione è di continuare a preservare il patrimonio e di generare un extra rendimento rispetto al parametro di riferimento nel medio/lungo periodo.

Siamo in un contesto nuovo estremamente variabile in cui l’economia globale continua ad essere sostenuta dai governi e dalle banche centrali, con politiche ultra accomodanti, finora molto importanti per attutire gli effetti del Covid-19. Il portafoglio è, e continuerà ad essere, gestito attivamente e sempre alla costante ricerca di nuove opportunità di investimento.

Nel breve periodo sono possibili oscillazioni, ma siamo certi che la selezione di società di qualità, con business plan solidi, sia la strada giusta per ben performare.

In prospettiva: il risparmio pare schiacciato tra l’incudine dei “tassi negativi” ed il martello della “volatilità”. Che fare?



Come invita a riflettere Alessandro Tentori, Direttore degli Investimenti di AXA IM Italia, i principi di costruzione del portafoglio suggeriscono di allocare il capitale in base allo “Sharpe ratio”, cioè attraverso un processo di selezione basato sia sulla valutazione del rendimento atteso sia sul livello di rischio associato a quel titolo.

In un contesto di un mandato con un benchmark a cui far riferimento e con delle linee guida vincolanti, si è però sempre “costretti” ad essere interamente investiti sui mercati. Sul comparto obbligazionario sono ben pochi gli strumenti che al momento offrono ritorni positivi: 16 mila miliardi di obbligazioni hanno oggi rendimento negativo, con la volatilità ai minimi storici.

Qualche opportunità in più invece potrebbe riservarla il mercato del credito, che mantiene opportunità interessanti; così come il mercato. In ogni caso, in un contesto nuovo e di incertezza, la chiave di lettura sarà ancora una volta una opportuna diversificazione del portafoglio.

Per concludere un tema sul quale, se possibile, vi chiediamo di esprimervi senza mezzi termini: Finanza e climate change. Ci credete veramente all’impostazione ESG?



Il cambiamento climatico e il fattore ambientale nel suo insieme sono certamente degli elementi importanti da considerare nelle scelte d’investimento, anche se non sono gli unici.

In ambito ESG non si può trascurare la scelta di società con una buona “Governance”, soprattutto nel settore finanziario. E inoltre ancora l’emergenza del Covid-19 ha fatto emergere con drammaticità la tematica “Sociale”: il lavoro e la salute devono essere una priorità anche nei Paesi Occidentali.

In AXA IM crediamo che investire in maniera responsabile crei un valore di lungo termine per l’investitore e per la società in cui si investe. Siamo convinti che nel lungo periodo investire in maniera sostenibile migliori il rapporto rischio rendimento, soprattutto grazie ad una riduzione e ad una migliore comprensione dei rischi.



Per questo motivo, nell’ambito della gestione e nel rispetto delle linee guida fissate dal Fondo, crediamo sia un obiettivo comune integrare i criteri ESG nelle scelte di investimento. In aggiunta ai fondamentali societari infatti analizziamo, tramite un modello proprietario e per un totale di 8500 aziende a livello globale, i dati ESG emittente per emittente.

Oltre alle politiche settoriali che riguardano limitazioni al combustibile fossile, alle sabbie bituminose, all’olio di palma e alle armi controverse, applichiamo delle restrizioni al tabacco, al fosforo bianco, alle violazioni delle Nazioni Unite e alle emissioni di bassa qualità ESG.




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