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Vaia un anno dopo. L’investimento sostenibile di Solidarietà Veneto

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Un anno fa la tempesta Vaia sconvolgeva la montagna veneta, segnando il paesaggio con ferite profonde. La violenza dei fenomeni atmosferici scatenò, da allora, una gara di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite. Una presa di coscienza forte sui cambiamenti climatici da cui è scaturita una domanda: “cosa possiamo fare?”

Il quesito, in qualche modo, ha coinvolto anche la fredda finanza, a cominciare dai fondi pensione, come Solidarietà Veneto. Perché qualcosa non torna: che senso ha infatti risparmiare per il futuro… se il futuro, di questo passo, rischia di non esistere?


Obiezione vera, reale, forte. Che non ha lasciato indifferenti i vertici di Solidarietà Veneto. Pochi giorni dopo la tempesta Vaia, il Consiglio di Amministrazione del fondo approvava le linee guida del “Documento sulla politica di investimento”, andando ad attivare i criteri ESG (Ambiente, Sociale, Governo dell’impresa) nella selezione degli investimenti.

Prendeva così corpo il progetto di investimento sostenibile. L’importante innovazione ha dato via ad un’esperienza che sarà presentata il 28 ottobre al Direttivo della Femca Cisl Belluno Treviso.

All’evento saranno presenti:
Luca Mercalli, presidente della società meteorologica italiana, climatologo e giornalista divulgativo che introdurrà il tema del riscaldamento globale e, più in generale, del significato di crisi ambientale, soffermandosi sulle responsabilità dell’uomo, sul suo impatto sull’ecosistema, e sulle possibili contromisure per evitare di compromettere per sempre il pianeta.
Carlo Anelli, responsabile del Dipartimento Politiche Industriali della Cisl nazionale, che si addentrerà in un terreno ancora poco esplorato in Italia, ossia l’intreccio fra contrattazione aziendale e sviluppo sostenibile.
Paolo Stefan, direttore di Solidarietà Veneto che presenterà i primi risultati della strategia di investimento “sostenibile” attuata dal Fondo pensione più diffuso in Regione.
I fondi pensione, a cui confluiscono risorse “pazienti” per investimenti di lungo periodo, si configurano quale mezzo ideale per “guidare” il cambiamento, anche nell’ambito della sostenibilità. Ma basterà?

Il “ritmo” del cambiamento dipende anche dalle intenzioni del singolo cittadino, che è anche investitore. Se chi “mette i soldi” sarà capace di farlo con lungimiranza, allora sarà più facile avanzare.

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