Avviso! DAL 7 MARZO 2023, cambiano le modalità di accesso all'area riservata iscritti.
Per tutti i dettagli clicca qui.

Per tutti i dettagli

Avviso! Oggi, 11 MAGGIO 2023, l’AREA ISCRITTI e l’AREA AZIENDE potrebbero registrare dei rallentamenti per interventi di manutenzione straordinaria. Dalle ore 15.00 il servizio riprenderà il corretto funzionamento..

Per tutti i dettagli
Previdenza

Tfr in busta: ne vale la pena?

Facebook
Twitter
LinkedIn

Nello studio dal titolo “Tfr in busta: il gioco vale la candela”, pubblicato lo scorso 31 ottobre, la Prof.ssa Brugiavini evidenzia che il “Tfr in busta paga” è efficace solo se riesce a rappresentare uno stimolo per l’economia e a generare consumi addizionali. La questione è che non è affatto sicuro che sarà così, mentre gli svantaggi per i lavoratori, soprattutto giovani, sono certi. Ecco perché.

Tfr e consumi

Una stima molto approssimativa, suggerisce che per una paga di 2.000 euro netti al mese si potranno ottenere circa 120 euro in più (un aumento di circa il 5 – 6%) a fronte, però, di una perdita significativa sul Tfr maturando, perché si perdono gli effetti della capitalizzazione. Ma quale potrebbe essere l’effetto per la nostra economia?

Negli scenari più ottimistici, il “tfr in busta” si stima possa portare un aumento dei consumi che si attesta sullo 0,8%. Tenendo conto, invece, di un campionario statistico più dettagliato, che considera variabili quali la propensione al consumo delle persone, il risultato è più contenuto: +0,36%.

Quanti lavoratori potrebbero essere interessati ad ottenere il Tfr “tutto subito”? La Prof.ssa Brugiavini ha stimato, elaborando i dati INPS, che la platea dei potenziali interessati sia di 1,6 milioni di lavoratori, neanche il 20% di quelli a tempo indeterminato. Considerando, inoltre, che il Tfr liquidato in busta paga sarà probabilmente tassato in via ordinaria (aliquota IRPEF), è ancor meno chiaro se tutti gli 1,6 milioni saranno realmente interessati ad aderire.

A fronte di questa analisi, l’impatto sull’economia, che rappresenta la principale motivazione con cui il Governo ha presentato questa iniziativa, rimane quindi molto incerto.

Tra presente e futuro

Se i vantaggi sono incerti, gli svantaggi sono certi.

In primo luogo, è da considerare la perdita che il “Tfr in busta” comporterebbe se scelto come alternativa al versamento ad un fondo pensione: -10% del reddito futuro da pensione integrativa. Questo dato va completato anche con una considerazione cruciale: mentre l’aumento del reddito corrente in busta paga è temporaneo, la pensione integrativa è ridotta per tutta la vita.

In secondo luogo, il provvedimento fornisce un segnale contraddittorio alle famiglie e specialmente ai giovani lavoratori, ai quali è stata data la possibilità di risparmiare e investire il Tfr nei fondi pensione per poter costituire il secondo pilastro previdenziale, mentre ora vengono in qualche modo “incoraggiati” a spenderlo subito. Insomma, cosa dovrebbero farne di questo Tfr?

Se veramente si vuole dare maggiori scelte ai consumatori, conclude la Prof.ssa Brugiavini, è necessario accrescere l’alfabetizzazione finanziaria e mettere a disposizione tutte le informazioni per far sì che queste scelte siano effettuate nel modo corretto. È arrivato il momento di fornire a tutti i lavoratori la famosa busta arancione, cioè un quadro chiaro e complessivo sulla loro situazione pensionistica.


LEGGI L’ARTICOLO IN VERSIONE INTEGRALE SU LAVOCE.INFO

Potrebbero interessarti anche:
2014: rischio svalutazione dei contributi Inps
Rapporto annuale INPS 2013
Legge di stabilità: un intervento che guarda lo specchietto retrovisore

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

Come i fondi pensione resistono alle crisi finanziarie?

Le crisi finanziarie, spesso innescate da eventi globali imprevedibili, portano con sé ondate di perdite economiche e un generale calo della fiducia negli investimenti. Cosa accade a un fondo pensione come Solidarietà Veneto in questi momenti di incertezza? Resiste, mantenendo la fiducia delle persone aderenti.Capiamo perché. Una prospettiva di lungo periodo Uno degli elementi chiave

Giovani in pensione a 74 anni e con assegni bassi : lo studio

Il tema delle pensioni e quello più ampio legato al mondo del lavoro sono costantemente discussi da politici, rappresentanti di categoria, studiosi e giornalisti: ne parlano, fanno promesse irrealistiche, interpretano i dati come più conviene. In queste discussioni, mancano sempre i veri protagonisti: le giovani generazioni, che si trovano ad affrontare quotidianamente sfide come la

Riscatto per decesso/premorienza, cosa cambia?

Cosa succede alla posizione accumulata in Solidarietà Veneto nel malaugurato caso venissimo improvvisamente a mancare?Si attiva il riscatto totale del fondo pensione, a favore dei soggetti designati. Già in vigore da aprile 2022, il termine “soggetti designati” indica le persone beneficiarie in caso di premorienza dell’aderente. In breve, i “soggetti designati” sono coloro che riceveranno

Torna in alto