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Statistiche Covip – primo semestre 2020: come se la stanno cavando i fondi pensione?

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L’autorità di Vigilanza sui fondi pensione pubblica i dati al 30 giugno. Un panorama fortemente influenzato dagli effetti dell’emergenza epidemiologica. Solidarietà Veneto in controtendenza.

L’autorità di Vigilanza sui fondi pensione pubblica i dati al 30 giugno. Un panorama fortemente influenzato dagli effetti dell’emergenza epidemiologica. Solidarietà Veneto in controtendenza.


Se torniamo con la memoria ai primi (difficilissimi) mesi del 2020, non ci sorprende osservare che la fotografia scattata da Covip sullo “stato di salute” dei fondi pensione a “metà percorso” non sia delle più rosee.

Ci potrebbe invece cogliere di sorpresa scoprire che questa “istantanea” risulta capovolta, in positivo, in talune realtà. Solidarietà Veneto è tra queste: vediamo alcuni dettagli.

Adesioni e contribuzioni al palo. O forse no?

Nella sua relazione, Covip rappresenta un inizio di 2020 difficile, innanzitutto in termini di iscrizioni “(…) con una crescita, rispetto alla fine del 2019, di 105.000 unità (1,2%), inferiore rispetto ai periodi precedenti all’emergere dalla crisi epidemiologica e pressoché nulla nel secondo trimestre.

Una contrazione dovuta ai timori legati alla pandemia e agli effetti concreti dello “stop forzato” (prima) e del rallentamento (poi) di molti settori. Subisce un rallentamento anche la raccolta delle nuove contribuzioni:

“I flussi contributivi nel primo semestre del 2020 sono stati pari a 5,449 miliardi, inferiori a quelli del primo semestre del 2019. Per quanto riguarda i fondi negoziali e i fondi aperti, i contributi sono cresciuti a un tasso significativamente inferiore a quello registrato tra il primo semestre 2019 e il primo semestre del 2018. Nei PIP “nuovi” i contributi, rispetto al corrispondente periodo del 2019, sono calati anche in termini assoluti”.

Un’immagine diametralmente opposta a quella registrata dall’ “osservatorio territoriale” di Solidarietà Veneto: nei primi mesi del 2020, nonostante le restrizioni da “Covid-19”, il Fondo ha registrato quasi 3.000 nuove adesioni “ordinarie”. Sono invece poco meno di 1.000 le “adesioni contrattuali” dei lavoratori dipendenti dell’artigianato, che si aggiungono alle circa 41.000 di fine 2019.

In termini di patrimonio gestito, al 30 giugno 2020, il fondo regionale raggiunge quota 1.519.000.000 €. Dal silenzio assenso del 2007 il valore degli attivi – grazie ai rendimenti maturati e al continuo incremento delle contribuzioni – è più che decuplicato, superando il miliardo e mezzo. In controtendenza la crescita riscontrata in questo difficile semestre: le contribuzioni segnano un + 8rispetto al primo semestre 2019, giungendo a sfiorare i 100 milioni di euro. Non si manifestando tra l’altro – allo stato – significativi fenomeni di incremento delle omissioni contributive.

È la forza dello schema intercategoriale: più di 105.000 iscritti provenienti da tutti i settori del mondo industriale ed artigianale veneto, dal lavoro interinale ed autonomo (partite iva, artigiani) ma anche pensionati e soggetti fiscalmente a carico. Multicategorialità significa infatti stabilità delle risorse gestite e dei flussi contributivi.

Un contesto che consente a Solidarietà Veneto di lavorare e crescere con maggior efficacia. Anche grazie alla forte propensione delle Parti Sociali alla diffusione della cultura previdenziale 

Gestione finanziaria in ripresa. Con qualche (piacevole) sorpresa.

L’analisi di Covip si concentra poi sui rendimenti finanziari maturati nel periodo:
“I risultati delle forme complementari sono risaliti, pur continuando in media a rimanere negativi rispetto alla fine del 2019 (…). Al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i fondi negoziali hanno perso l’1,1 per cento; il 2,3 e il 6,5, rispettivamente, i fondi aperti e i PIP di ramo III, caratterizzati in media da una maggiore esposizione azionaria. Per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dalle cedole incassate sui titoli detenuti, il risultato è stato pari allo 0,7 per cento.”

In controtendenza, anche in questo contesto, i risultati ottenuti da Solidarietà Veneto: nell’articolo dedicato ai rendimenti del mese di giungo, si è condiviso come i rendimenti dei comparti, positivi o vicini alla parità, risultino tra i migliori della loro categoria (e a luglio i rialzi proseguono).

Sono bastati solo due mesi alla gestione finanziaria del fondo pensione regionale per recuperare, e in alcuni casi neutralizzare, la picchiata osservata a marzo nell’ambito dei prodotti di risparmio gestito.

Brilla in particolare il comparto Reddito che, con un +1,15% da inizio anno, si conferma fra i migliori strumenti in questo difficile periodo. Risultato del giusto mix di gestione attiva, diversificazione, costi ridotti e contenimento del rischio nelle fasi deboli dei mercati.

Un approccio efficace che, anche in questo complicato 2020, premia la gestione del fondo territoriale.

Ed il futuro? Sarà “autunno caldo”?

Ora lo sguardo va al futuro: il contesto finanziario appare in ripresa, ma lo scenario dei tassi bassi ed il rischio “bolla” nei mercati azionari – sostenuti dalle banche centrali – impone attenzione. Molti opinionisti si aspettano poi che le difficoltà dell’economia reale si manifestino in maniera conclamata al rientro dalle ferie.

Il banco di prova sarà impegnativo: avremo l’occasione di verificare se la l’economia del territorio, ambiente da cui trae origine l’attività del Fondo regionale, saprà dimostrarsi ancora una volta resiliente.

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