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Scende l’aspettativa di vita degli italiani

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Uno dei dati più rilevanti evidenziati dallo studio riguarda l’aspettativa di vita: per la prima volta nella storia d’Italia la speranza di vita alla nascita è in calo: per gli uomini passa da da 80,3 a 80,1 anni, mentre da 85 a 84,7 anni per le donne.

Una riduzione certo contenuta, ma che gli esperti valutano con attenzione: «L’unico Paese democratico che ha registrato un passo indietro del genere – ha spiegato Walter Ricciardi, Direttore dell’Osservatorio – è la Danimarca 21 anni fa e poi la Russia post-comunista, che invece di investire in prevenzione si è disgregata».

«Il calo è generalizzato per tutte le regioni – ha continuato Ricciardi – ed è un segnale d’allarme, anche se dovremo aspettare l’anno prossimo per vedere se è un trend».

Spesa sanitaria e prevenzione: Italia fanalino di coda



Dove ricercare i motivi di questa inversione di tendenza? «Siamo il fanalino di coda nella prevenzione nel mondo, e questo ha un peso», sostiene Ricciardi.

«Anche quest’anno – avverte – le analisi contenute nel Rapporto Osservasalute segnalano numerosi elementi di criticità, in quanto confermano il trend in diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità, le esigue risorse destinate alla prevenzione e le persistenti iniquità»

La spesa sanitaria pubblica è, infatti, passata dai 112,5 miliardi di euro del 2010 ai 110,5 miliardi del 2014, mentre l’investimento in prevenzione è pari a solo il 4,1% della spesa sanitaria totale.

Con 1.817 euro a testa, l’Italia è il fanalino di coda in Europa e tra i Paesi avanzati nella spesa sanitaria pubblica pro capite, con la Germania che spende il 68% in più.

L’invecchiamento della popolazione



Nonostante l’aumento dell’aspettativa di vita si sia arrestato, in Italia è in corso un «invecchiamento senza freni».

In primo luogo, aumentano i “giovani anziani” (ossia i 65-74enni): sono oltre 6,5 milioni, pari al 10,7% della popolazione residente (nello scorso rapporto erano 6 milioni).

Aumentano anche gli “anziani” (75-84 anni); sono oltre 4,7 milioni e rappresentano (il 7,8% del totale della popolazione) contro i circa 4 milioni rilevati lo scorso anno.

La popolazione dei “grandi vecchi” (over 84), infine, è pari a oltre 1 milione e 900 mila unità (in crescita rispetto all’anno precedente quando erano 1,7 milioni) che corrisponde al 3,2% del totale della popolazione residente, con gli ultracentenari che aumentano sia in termini assoluti sia relativi (al 1° gennaio 2015 oltre tre residenti su 10.000 hanno 100 anni e oltre).

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