Gestione Finanziaria

Rendimenti Maggio 2021. Le “magnifiche sorti e progressive” della finanza.

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I mercati, nonostante qualche incertezza, continuano la loro progressione, scaldati dalle riaperture post pandemia e dalle aspettative per i piani di sostegno all’economia. Aumenta così l’entusiasmo del risparmiatore e con esso la propensione al rischio. E se fosse invece il momento della prudenza?

L’economia globale appare in decisa ripresa, anche grazie al graduale miglioramento delle condizioni sanitarie e i mercati azionari mondiali – nonostante un maggio piuttosto volatile – chiudono il mese con un rendimento seppur moderatamente positivo (specialmente in Europa), che si accoda ad un pluriennale trend rialzista. Si stabilizza nel frattempo anche l’obbligazionario, che mette da parte (per il momento) i timori per un possibile surriscaldamento inflazionistico.

In questa situazione di apparente quiete (ma di sottostante inquietudine) possiamo osservare, attraverso il contatto con molti iscritti, il crescente affermarsi di un sentiment positivo. La sensazione, che talvolta evoca pure un clima “pre – vacanziero”, è per certi versi comprensibile e, molto probabilmente, va ricondotta al tanto atteso ritorno alla normalità nella vita di tutti i giorni. C’è tuttavia un problema: questa visione “del momento”, viene talvolta usata per approcciare le personali scelte di investimento, anche quello previdenziale.

E su questo vorremmo sollevare l’attenzione del lettore. L’entusiasmo per il fatto di poterci muovere più liberamente, magari anche senza mascherina (ma solo all’aperto…) coinvolge anche chi scrive: dopo tanti mesi di “clausura”, come potrebbe essere diversamente?  Eppure, in questo clima rasserenato, vorremmo provare a stimolare, prima di tutto in noi stessi, un approccio critico. Ci verrebbe da dire… quasi “contrarian”. Il termine, nel mondo degli investimenti, identifica chi “pensa fuori dal coro”, secondo l’approccio del “value investing”, di Warren Buffet, investitore che ha fatto della pazienza e del “lungo termine” un marchio di fabbrica.

Pensiamoci per un attimo: i mercati finanziari tendono ad anticipare quanto avviene nell’economia e nel mondo reale. Come sappiamo gli investitori professionali possono infatti contare su intere schiere di economisti e analisti che lavorano ogni giorno per cercare di assicurarsi anche solo un piccolo vantaggio nel prevedere dove andranno i mercati domani, sulla base dei dati di oggi e delle aspettative. Se quindi c’è un’aspettativa positiva sui mercati… non è lecito immaginare che gli operatori professionali l’abbiano già individuata? E che abbiamo quindi “comprato” già da tempo (facendo salire i mercati)?

Ad un investitore attento non sarà di certo sfuggito il fatto che i maggiori indici azionari mondiali sono sui massimi storici. Ci chiediamo quindi… non è che per caso i prezzi di oggi tengono – quantomeno in parte – già conto del “meraviglioso futuro” che ci aspetta?

Anche per Solidarietà Veneto, la “memoria del breve termine”, con i brillanti rendimenti record dell’ultimo biennio, col DINAMICO oltre il 20%, spinge a cavalcare l’onda dell’entusiasmo… ma crediamo che un investitore a lungo termine debba andare oltre. Provando a dire anche quello che non è di moda. L’investimento nel Fondo Pensione, a differenza di altre fattispecie, si caratterizza per uno scopo specifico: il benessere alla cessazione del percorso lavorativo. Un obiettivo importante, che non può essere sottomesso a logiche diverse.

E se, quindi, forti dei buoni rendimenti passati, fosse proprio ora il momento della prudenza? E’ lo stile che caratterizza da sempre l’asset allocation di Solidarietà Veneto: oggi lo proponiamo in particolare agli iscritti che hanno già accumulato un lungo percorso di investimento.

Ma guardiamo anche oltre, ossia ai più giovani, confermando ancora una volta il nostro stile “contrarian”: non è infatti forse il momento di “cogliere l’attimo”, incominciando con gradualità un percorso di investimento previdenziale? Un po’ come hanno fatto i tanti iscritti del 2007 (anche all’epoca si era all’apice dei mercati) che, pianificando l’accumulo del capitale, sono riusciti a sfruttare al meglio le successive fasi di mercato, beneficiando oggi di risultati decisamente appaganti.

Rendimento netto Maggio 2021

DINAMICO

Continua anche a maggio la graduale progressione avviata a fine febbraio dal Dinamico. Il Comparto dedicato ai lavoratori che hanno di fronte a sé più di 25 anni alla pensione e che possono godere di un orizzonte temporale medio/lungo utile a fronteggiare la volatilità di breve periodo, grazie al +0,25% nel mese, raggiunge quota +2,41% da inizio anno. Continua così a ridursi il ritardo rispetto al benchmark (+3,62%), merito del positivo contributo apportato da Eurizon e da Finanziaria Internazionale, ma anche del graduale recupero di Axa, rispetto alla situazione dei mesi passati.

REDDITO

Mese all’insegna della stabilità per il Reddito (+0,08% a maggio). Il Comparto dedicato agli iscritti che hanno di fronte a sé tra i 25 e i 9 anni alla pensione, dopo aver scontato il rialzo dei rendimenti dei titoli USA dei mesi passati, gradualmente sta riprendendosi. Il rendimento da inizio anno (+0,52%) supera il benchmark (+0,10%) grazie alla complessiva capacità dei gestori di ben interpretare questa insidiosa fase.

PRUDENTE

Un altro mese all’insegna della stabilità, per il Comparto dedicato agli iscritti che hanno di fronte a sé tra i 2 e i 10 anni alla pensione o che hanno una bassa propensione al rischio. Con il +0,03% di maggio, il Prudente accumula da inizio anno un rendimento interessante (+0,85%; +0,41% il benchmark), soprattutto tenendo conto dello stile cauto dettato della vocazione prevalentemente obbligazionaria che contraddistingue la gestione. Come per il Reddito, anche in questo caso rileviamo la validità delle scelte di investimento assunte dai gestori, tutti capaci negli ultimi cinque mesi di superare i benchmark di riferimento loro assegnati.

GARANTITO TFR

Il comparto dedicato a chi si approssima alla pensione oscilla da un paio di mesi attorno agli stessi valori (+0,15% a maggio), tutto sommato confermando le aspettative rispetto ad uno strumento che, proprio in ragione della sua stabilità, viene prescelto per proteggere il capitale accumulato. Il valore della quota (+0,01% da inizio anno; +0,16% il benchmark) conferma i valori di fine 2020: un risultato che sintetizza la debolezza del mercato obbligazionario (a cui la gestione è quasi totalmente votata, a difesa della necessaria prudenza), compensata dal miglior andamento della ridotta componente azionaria presente in portafoglio.

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