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Gestione Finanziaria

Pausa di riflessione… di mezza estate

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Dopo una lunga fase favorevole, i mercati a luglio rallentano, destando chi si era ormai assuefatto a mesi di segni “+”. Un richiamo al rapporto tra rendimento, rischio e obiettivi previdenziali. Soprattutto per le persone giovani, proprio nel mese di avvio dell’adesione automatica.

cover rendimenti

Sorpresa! I mercati non vanno sempre “su” e così, dopo tanti mesi finanziariamente caldissimi, luglio ci regala una… rinfrescata, forse salutare. Non certo una doccia gelata, ma un’occasione per alzare la soglia d’attenzione.

Protagonista del mese è stato il mercato obbligazionario, condizionato dal rischio inflazione, anche alla luce delle forti tensioni nel Golfo Persico. È aumentata la percezione che le banche centrali possano mantenere i tassi su livelli elevati più a lungo del previsto. I rendimenti, soprattutto sulle scadenze più lunghe, hanno ricominciato a salire, penalizzando i prezzi dei titoli già in portafoglio. Sappiamo però che nel lungo periodo questo fenomeno tendenzialmente si traduce in un vantaggio per chi investe nella previdenza: se i tassi si stabilizzano, il portafoglio beneficia di cedole più consistenti.

Parallelamente, gli indici azionari mondiali si sono mossi in modo disomogeneo. In particolare, hanno sofferto il Nikkei in Giappone e, in misura maggiore, il Nasdaq, indice tecnologico statunitense dove sono quotate le big dell’intelligenza artificiale. Le Borse europee hanno mostrato maggiore consistenza. Nessuna débâcle, dunque, ma una rotazione dalla tecnologia americana verso settori e mercati rimasti più indietro.

Sullo sfondo restano alcuni temi critici: i conflitti, l’indebitamento globale, eredità delle crisi finanziarie di inizio millennio e del Covid, e le valutazioni di alcuni mercati azionari (specie il Nasdaq, con le “Magnifiche 7” dell’intelligenza artificiale). Un equilibrio delicato, la cui tenuta sarà misurata dal tempo.

La moderata instabilità di luglio non ha avuto effetti rilevanti sui comparti di Solidarietà Veneto. È bastata, tuttavia, perché alcune persone associate provassero per la prima volta la sgradevole sensazione di vedere scendere il “valore della posizione”. La sorpresa è stata tale da far persino ipotizzare a qualche aderente un problema informatico. Una buona occasione per ricordare che i rendimenti non procedono “in linea retta”. I mercati, infatti, attraversano fasi di maggiore o minore volatilità. Per questo, il risultato di un singolo mese pesa poco nel bilancio di un investimento di lungo periodo.
La previdenza complementare , infatti, va guardata “da lontano”.

Ad esempio, il Dinamico ha maturato negli ultimi 10 anni un rendimento cumulato che, a fine luglio, sfiora il 76%. Ma prendiamo anche il Prudente: dopo le recenti revisioni all’asset allocation, nell’ultimo triennio il comparto ha registrato un rendimento medio superiore al 4,5%.
Il Reddito, infine, con un rendimento netto medio annuo del 6,27% nel triennio, spicca fra i migliori comparti appartenenti alla categoria dei bilanciati.

Infografica articolo rendimenti luglio 2026

Risultati che ci permettono di ricostruire una prospettiva più equilibrata, nella quale il piccolo sobbalzo di luglio ha avuto il pregio di interrompere l’abitudine ai segni “+” e di richiamare alla consapevolezza, ricordando che le performance passate non sono promesse per il futuro.
È un principio che ogni persona dovrebbe tenere ben presente quando attiva un investimento previdenziale. L’obiettivo non è soltanto trovare il miglior equilibrio tra rischio e rendimento, ma colmare il divario previdenziale costruendo una pensione integrativa adeguata. Un’esigenza ancora più forte oggi, con l’avvio dell’adesione automatica, che Solidarietà Veneto vuole accompagnare anche attraverso il nuovo servizio gratuito in videochiamata Start! Previdenza. Perché l’adesione, prima ancora che automatica, è bene che sia informata e consapevole.

Rendimenti netti luglio 2026

Rendimenti luglio 2026
rendimenti 10 anni_luglio 2026

(* ) i rendimenti sono riportati a valori «di mercato». Garantito è un comparto dotato di garanzia assicurativa di restituzione del capitale.

Dopo mesi di crescita, il Dinamico, comparto di Solidarietà Veneto pensato per chi ha un lungo orizzonte davanti, a luglio prende fiato. Il risultato del mese (-0,84%) non incide sulla bontà del rendimento da inizio anno (+5,86%), superiore anche al benchmark (+5,37%), a conferma della capacità dei gestori di muoversi efficacemente in un mercato ricco di complessità.

Il rallentamento è riconducibile soprattutto alla componente obbligazionaria, penalizzata dal rialzo dei tassi, mentre i mercati azionari, anch’essi poco brillanti nel mese, non hanno fornito un contributo sufficiente a compensarne l’impatto. Guardando al lungo periodo, il risultato di un singolo mese ha ovviamente un rilievo limitato; più interessante la conferma della performance decennale del comparto, che si attesta attorno al 6% medio annuo netto.

Infine, le prime indicazioni, provvisorie, relative ad agosto ci indicano un valore quota nuovamente in salita, soprattutto grazie al contributo della parte azionaria.

Soffre anche il Reddito a luglio, con un -0,91% che arriva in gran parte dall’andamento negativo del “reddito fisso”. Gli operatori si aspettano tassi più alti rispetto a qualche mese fa e ciò penalizza i prezzi dei titoli già presenti in portafoglio. La dinamica, tuttavia, appare premiante in prospettiva, specie per un comparto che ha il 60% delle risorse investite in questa componente: rendimenti più elevati significano infatti una prospettiva di cedole future più generose.

Il rendimento da inizio anno, nonostante la pausa di luglio, resta tra i migliori della categoria dei bilanciati, attestandosi al +3,83%, con un vantaggio di 40 punti base sul benchmark (+3,43%). Un risultato che deriva da un’impostazione fortemente diversificata, anche nei soggetti cui è affidata la gestione: Groupama, Anima e HSBC, affiancati da una gestione diretta che negli ultimi anni ha fornito, in termini relativi, una parte particolarmente significativa del rendimento. Un mix che rende il Reddito particolarmente adatto a chi ha già accumulato diversi anni di permanenza nel Fondo e si trova quindi in una fase in cui è importante continuare a cercare rendimento, mantenendo al tempo stesso un’esposizione al rischio più equilibrata.

Il -0,92% registrato dal Prudente a luglio appare anomalo per un comparto normalmente piuttosto stabile. Il dato, quasi identico a quello del Reddito, è riconducibile anche in questo caso alla debolezza del “reddito fisso“: i tassi, soprattutto sulle scadenze più lunghe, sono saliti, penalizzando i prezzi dei titoli già presenti in portafoglio. La componente azionaria, limitata al 20% degli asset e meno brillante rispetto ad altri mesi, non ha invece fornito un contributo sufficiente a compensare la flessione.

La pausa di luglio si inserisce comunque in un anno fin qui positivo, con il valore quota in crescita dell’1,97% da inizio anno. Anche questa volta i gestori operanti nel comparto (Eurizon e Amundi) si stanno dimostrando capaci in interpretare bene un periodo molto incerto, tanto che il rendimento sta superando il benchmark di riferimento (+1,62%) anche nel 2026.

Il Prudente nasce con una prevalente funzione di protezione, senza rinunciare del tutto alla ricerca di rendimento. È quindi una soluzione pensata soprattutto per chi è vicino al pensionamento e vuole anzitutto preservare quanto accumulato negli anni, mantenendo al tempo stesso una possibilità di crescita utile anche a contrastare, nel tempo, la perdita di potere d’acquisto. Per chi è ancora giovane e ha davanti a sé molti anni di contribuzione, l’impostazione del Prudente va valutata con attenzione: la modesta esposizione alle oscillazioni dei mercati può avere un’utilità limitata quando il pensionamento è ancora molto lontano e un orizzonte più lungo consente di ricercare maggiori opportunità di rendimento.

Le turbolenze dei mercati incidono solo marginalmente sul Garantito. Nonostante l’andamento sfavorevole delle obbligazioni – componente principale del comparto – a luglio il valore quota del Garantito si mantiene sui livelli del mese precedente (-0,03%).

Un risultato tutt’altro che scontato, ottenuto grazie a un’asset allocation che privilegia titoli a breve scadenza e con elevato merito creditizio. Da inizio anno il rendimento è dell’1,15%, praticamente allineato al benchmark (+1,14%). Anche stavolta, con i mercati in tensione, il Garantito si conferma come uno degli strumenti più profittevoli della sua categoria.

Eppure, chi sceglie il Garantito lo fa per la protezione che offre e non certo per la “classifica” dei rendimenti. Piuttosto il suo sguardo potrebbe essere orientato a una ipotetica graduatoria della “stabilità”, oppure a una che metta in rapporto il rendimento con le oscillazioni del valore quota, un contesto nel quale il Garantito di Solidarietà Veneto si posizionerebbe certamente ai vertici.

Infine, un pensiero a quelle persone che ci hanno chiesto il perché di un calo, per quanto impercettibile, in un comparto dotato di garanzia. Garanzia e segni “-” non sono per forza in contraddizione: il valore quota può infatti registrare temporanee oscillazioni, mentre la garanzia impegna la compagnia assicurativa (Munich Re), a coprire ogni perdita che dovesse verificarsi sul capitale versato nel Garantito da ciascuna persona aderente.

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