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Gestione Finanziaria

Rendimenti Giugno 2023 e 1° Semestre 2023.
Il commento del Direttore

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cover rendimenti

Si chiude il primo semestre 2023, tra buoni segnali e qualche persistente incertezza. Continua la crescita del fondo territoriale: molti i giovani nuovi iscritti che, nonostante le difficoltà percepite, dimostrano fiducia nel futuro. Puntando alla sostenibilità degli investimenti.

Termina il primo semestre dell’anno e, grazie ad un secondo trimestre positivo per tutti e quattro i comparti di Solidarietà Veneto, i rendimenti si confermano in ripresa rispetto all’anno precedente. Brilla in particolare il “Dinamico” che, con un incremento superiore al 6% nei sei mesi, porta il rendimento nei dieci anni alla soglia del 60% netto (57,7%). Un risultato di grande soddisfazione, soprattutto tenendo anche conto del difficile 2022, che gode dell’apprezzamento da parte dei molti associati del Fondo – circa il 33% del totale, soprattutto giovani – che scelgono il Dinamico.

Il rendimento del Reddito, comparto “centrale” del Fondo, sfiora invece il 3%; risultato di poco superiore al 2,70% maturato dal Prudente nello stesso periodo. Infine, il più cauto dei quattro comparti: il “Garantito TFR”, dedicato ai “pensionandi”: anche in questo caso prosegue il recupero e la performance netta nei primi sei mesi dell’anno (1,72%) è in linea con le attese.

Anche grazie al supporto del vantaggio fiscale, gli iscritti ai quattro comparti contabilizzano risultati di rilievo, corroborati anche dalla presenza del contributo azienda” evidenzia il Direttore del Fondo, Paolo Stefan.

Il buon andamento – prosegue Stefan – favorisce pure il consolidarsi di un certo ottimismo: negli incontri formativi organizzati nelle settimane passate, abbiamo registrato una sensazione diffusa, ossia quella che i mercati azionari, dopo i ribassi dello scorso anno, siano “cheap” e che ci si debbano attendere consistenti rialzi.”

Pur condividendo l’auspicio che il rimbalzo possa consolidarsi, crediamo che il quadro attuale imponga un atteggiamento cauto, soprattutto nel breve termine: la ripresa dell’azionario di questi mesi ha infatti portato molti indici di borsa nei pressi dei valori “pre crisi”: alcuni mercati, tra cui il FTSE Mib, indice della borsa italiana, superano già i massimi toccati a fine 2021 e l’indice Nikkei (Giappone) è addirittura ai massimi da trent’anni.

Non solo: “la BCE – continua il Direttore – prefigura ulteriori interventi sui tassi e va quindi messo in conto il rischio di un rallentamento dell’economia. Non vanno inoltre scordati alcuni altri fattori di rischio, come il conflitto in Ucraina e la questione energetica, che persistono, nonostante i mercati siano focalizzati su altri aspetti.

Nel rilevare le potenziali debolezze insite nella crescita dell’azionario, dobbiamo all’opposto sottolineare la tendenziale maggiore consistenza dei rendimenti della componente obbligazionaria. Rendimenti che non vedevamo da 10 anni e che auspichiamo possano essere sufficienti a compensare la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione.

Dopo la fiammata del 2022, – osserva Stefan – stiamo assistendo ad un rallentamento. E’ una buona notizia, che va tuttavia colta con attenzione, perché la riduzione, certamente apprezzabile, dei prezzi dell’energia è di fatto compensata dagli aumenti di altri beni di consumo.

Con prudenza dobbiamo anche dire che il rischio di un ulteriore rialzo dei tassi non è scongiurato; anche se è evidente che l’attuale remunerazione della componente obbligazionaria offre in ogni caso al risparmiatore “avverso al rischio” una possibilità di investimento più interessante rispetto all’epoca dei tassi negativi.

Nei giorni in cui scriviamo questo approfondimento rileviamo un andamento dei mercati obbligazionari sostanzialmente stabile mentre i mercati azionari, soprattutto negli USA, registrano un ulteriore, seppur modesto, avanzamento. Pare quindi che, dopo la positiva chiusura del primo semestre, anche nella seconda parte dell’anno si parta con il piede giusto in un processo di graduale recupero per il quale ogni iscritto nutre grande aspettativa.

Prima di passare all’analisi dell’andamento in ogni singolo comparto, val la pena di soffermarsi su un punto: in questi sei mesi più di 3.700 cittadini della nostra regione hanno scelto Solidarietà Veneto: molti di questi sono giovani (il 54% dei nuovi iscritti – età media 31 anni – sceglie il comparto Dinamico).

Una scelta lungimirante, che matura dopo un anno difficile e che assume per questo particolare valore. Una scelta che punta a “costruire futuro” e che ci ingaggia fortemente, soprattutto sul tema della sostenibilità, specie quella ambientale. Un tema che sempre più spesso orienta le generazioni più giovani nelle scelte di investimento, andando a prevalere sui tradizionali obiettivi di rendimento in senso stretto” – conclude il Direttore Stefan.

Rendimenti netti Giugno 2023

DINAMICO

Il comparto Dinamico, con buon un +1,78% nel mese di giugno, va ad incrementare ulteriormente il recupero in corso nel 2023 (+6,08%; benchmark +6,17%). Principale contributo viene dai mercati azionari, con la borsa giapponese che raggiunge addirittura un massimo storico, seguita dall’ottimo risultato di quella statunitense e dei pesi emergenti. Rimane l’attenzione sulla dipendenza dei risultati americani da un numero concentrato di grandi società appartenenti al settore tecnologico e sulla relativa sostenibilità di queste performance. Sotto attenzione, nelle prossime settimane, le “trimestrali” delle aziende, da cui si potranno trarre informazioni interessanti circa l’effettivo impatto del rialzo dei tassi sui conti economici, per capire se, nonostante la stretta creditizia, il sistema economico si dimostrerà ancora resiliente.

REDDITO

Prosegue con regolarità l’avanzamento del valore quota del comparto centrale di Solidarietà Veneto, che replica, nella sostanza, i risultati di maggio (+0,36%), così che il rendimento da inizio anno si porta a quota a +2,97% (benchmark +3,48%). Un mercato obbligazionario non brillantissimo ha appesantito il comparto e limitato il buon rendimento ottenuto sul versante azionario. Le obbligazioni hanno prezzato, seppur moderatamente, la persistenza dell’orientamento restrittivo da parte delle banche centrali, ma l’effetto è stato mitigato da una componente reddituale che comunque è più corposa rispetto al passato recente.

PRUDENTE

Modesto avanzamento anche a giungo per il “Prudente” (+0,32%) per una performance da inizio anno in linea con le attese (+2,70%; benchmark +2,54%). Come per il “Reddito”, il contributo positivo della componente azionaria, non è stato sufficiente a contrastare l’andamento negativo delle obbligazioni. I mercati obbligazionari hanno infatti pagato il pessimismo degli operatori circa le aspettative sulle prossime mosse delle banche centrali. Si tratta tuttavia di un movimento non paragonabile a quelli del 2022, anche perché mitigato dalla componente “cedola”, che gradualmente consente ai gestori del comparto di incrementare la remuneratività del portafoglio, a prescindere dai movimenti di mercato.

GARANTITO TFR

Lieve frenata a giugno per il Garantito TFR (-0,30%), con il rendimento da inizio anno che resta positivo (+1,72%) e superiore al rendimento obiettivo nei sei mesi (+1,57%). La modesta esposizione azionaria del Garantito TFR non ha consentito di sfruttare, come negli altri comparti, il buon andamento delle borse. Al contempo, la diversificata esposizione in titoli di debito ha risentito del rendimento negativo riscontrato nei mercati obbligazionari americano e inglese, dove è stato valutato negativamente l’atteggiamento restrittivo delle banche centrali. Rimane stabile, invece, anche la rivalutazione del TFR (0,83% nel 2023) che continua a segnare un ritorno verso la normalità, dopo l’eccezionale andamento del 2022.

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