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Previdenza

Quota Cento… mila!

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Superata a settembre la simbolica soglia dei “5 zeri”. Associati raddoppiati in tre anni.

Solidarietà Veneto sfonda il tetto dei centomila iscritti: un traguardo storico per il primo fondo pensione del Veneto, ormai alla soglia del 30° anno di attività. Grazie al +20% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, il fondo territoriale – a fine settembre – tocca quota 100.596, il doppio rispetto agli iscritti del 2016.

La performance del fondo, spiega il direttore Paolo Stefan, dipende da due variabili: l’informazione e la contrattazione. “Dal 2007 – anno del “silenzio assenso – si sono associati circa 30.000 dipendenti dell’industria e della piccola industria: merito dell’informazione diffusa, attraverso la quale i più giovani hanno potuto pianificare il proprio futuro previdenziale; parallelamente i più maturi hanno colto soprattutto il valore dei vantaggi fiscali. La contrattazione è invece la chiave di volta per l’accesso – con l’adesione contrattuale – dei 40.000 dipendenti dell’artigianato».

La crescita è distribuita geograficamente in maniera sostanzialmente uniforme e segue una tendenza in atto fin dalla nascita del Fondo, nel 1990. Vicenza resta la provincia capofila, con 25.717 associati, seguono Treviso con 22.957, Padova con 16.987 e Venezia con 12.184. Va sottolineato il caso di Belluno dove, a dispetto di una popolazione attiva numericamente più ridotta, il fondo è particolarmente radicato, con 10.169 iscritti. Verona (8.437 iscritti) e Rovigo (3.824 iscritti) chiudono la graduatoria, anche se da entrambe le aree negli ultimi due anni stanno giungendo segnali molto positivi.
Dalla fondazione, Solidarietà Veneto ha registrato un progressivo e costante aumento dimensionale con due picchi: quello del silenzio – assenso (2006 – 2008) che vide triplicare gli associati (da 15 a 45 mila) ed il triennio 2017-2019 con un sostanziale raddoppio delle adesioni, dalle 51.340 dell’agosto 2016 alle 100.596 di quest’anno.

Ai 60.000 iscritti “espliciti” che hanno scelto Solidarietà Veneto avendone valutato attivamente l’offerta si sono aggiunti, negli ultimi anni, gli “aderenti contrattuali”: oltre 40.000 lavoratrici e lavoratori impiegati in una delle circa cinquemila aziende artigiane associate al Fondo. Sussistono, per costoro, ampi margini per sviluppare il proprio investimento previdenziale, incrementando i livelli di versamento, che appaiono ancora mediamente insufficienti. A tal fine il Fondo, nelle prossime settimane, organizzerà una serie di incontri serali in tutta la regione per spiegare a questa vasta platea come poter potenziare la propria futura pensione, risparmiando tasse.

Solidarietà Veneto resta la scelta privilegiata per il risparmio previdenziale dei veneti, a prescindere dall’attività lavorativa e dall’età; ricorda Stefan: «lo schema multicategoriale permette l’accesso anche ad artigiani autonomi, coltivatori diretti e partite IVA. Molti sono anche i pensionati che restano iscritti al fondo ma, probabilmente, l’ambito prospetticamente più interessante è quello dei figli a carico: oltre 2.000 piccoli iscritti, non ancora lavoratori ma, grazie ai loro genitori, già pronti per affrontare responsabilmente il loro futuro pensionistico».

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