Qual è la strada migliore per anticipare la pensione?

Premessa: il contesto normativo non è ancora definito e quindi una valutazione esatta, anche dal punto di vista economico, non è ancora possibile. Lo scenario complessivo, però, si sta delineando.

Il Governo, infatti, sembra voler fornire due alternative ai lavoratori che vogliano accedere al pensionamento prima dei requisiti fissati dalla Riforma Fornero del 2012:

  • APE (Anticipo pensionistico): anticipare la pensione attraverso un prestito erogato da un istituto di credito che il lavoratore, una volta raggiunta l’età pensionabile prevista, dovrà restituire in 20 anni con trattenute sulla pensione Inps;
  • RITA (Rendita integrativa temporanea anticipata): accedere anticipatamente alla pensione utilizzando i risparmi maturati nel fondo pensione per poi percepire anche la pensione Inps una volta raggiunti i requisiti.

Ape o Rita: qual è la scelta migliore?



Sulla base delle prime indicazioni, l’ipotesi migliore sembrerebbe essere la Rita. I motivi sono almeno tre:

  1. la prestazione per l’uscita anticipata è finanziata totalmente dai risparmi del lavoratore, dunque non è necessario accendere un prestito e, di conseguenza, non vi sarà alcuna trattenuta sull’assegno che l’Inps andrà ad erogare una volta maturati i requisiti di accesso alla pensione;
  2. non sarà necessario stipulare (e quindi pagare) la copertura assicurativa prevista nel caso di attivazione dell’Ape;
  3. potrebbero non essere previste le “penalizzazioni” di cui si è accennato per il prestito pensionistico.

Ecco quindi che, attraverso il risparmio destinato al fondo pensione, il lavoratore ha l’opportunità di anticipare il pensionamento e annullare gli impatti negativi che un “prestito” avrebbe sull’importo della pensione Inps futura (se l’impianto normativo indicato in precedenza dovesse essere confermato).

Pianificazione



Nello scenario appena delineato, diventa ancora più importante la pianificazione previdenziale.

Anticipare il pensionamento, infatti, significa non versare contributi previdenziali dal momento dell’uscita fino alla maturazione dei requisiti per il pensionamento, con un impatto sulla pensione erogata dall’Inps (in quanto calcolata sul totale dei contributi versati).

Di conseguenza, anche se mancano ancora diversi anni al pensionamento, è fondamentale valutare i seguenti aspetti:

  • L’ammontare del capitale accantonato nel fondo necessario ad attivare la Rita;
  • L’impatto sull’assegno Inps della mancata contribuzione previdenziale;
  • L’importo complessivo tra pensione pubblica e complementare che il lavoratore potrebbe ottenere in caso di attivazione della Rita.

Missione impossibile? Noi crediamo di no; mettici alla prova.

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