Avviso! L’intera struttura è impegnata nei lavori della 45ª Assemblea dei Delegati: gli uffici torneranno operativi da domani (6 maggio).

Previdenza

Qual è la strada migliore per anticipare la pensione?

Facebook
Twitter
LinkedIn

Premessa: il contesto normativo non è ancora definito e quindi una valutazione esatta, anche dal punto di vista economico, non è ancora possibile. Lo scenario complessivo, però, si sta delineando.

Il Governo, infatti, sembra voler fornire due alternative ai lavoratori che vogliano accedere al pensionamento prima dei requisiti fissati dalla Riforma Fornero del 2012:

  • APE (Anticipo pensionistico): anticipare la pensione attraverso un prestito erogato da un istituto di credito che il lavoratore, una volta raggiunta l’età pensionabile prevista, dovrà restituire in 20 anni con trattenute sulla pensione Inps;
  • RITA (Rendita integrativa temporanea anticipata): accedere anticipatamente alla pensione utilizzando i risparmi maturati nel fondo pensione per poi percepire anche la pensione Inps una volta raggiunti i requisiti.

Ape o Rita: qual è la scelta migliore?



Sulla base delle prime indicazioni, l’ipotesi migliore sembrerebbe essere la Rita. I motivi sono almeno tre:

  1. la prestazione per l’uscita anticipata è finanziata totalmente dai risparmi del lavoratore, dunque non è necessario accendere un prestito e, di conseguenza, non vi sarà alcuna trattenuta sull’assegno che l’Inps andrà ad erogare una volta maturati i requisiti di accesso alla pensione;
  2. non sarà necessario stipulare (e quindi pagare) la copertura assicurativa prevista nel caso di attivazione dell’Ape;
  3. potrebbero non essere previste le “penalizzazioni” di cui si è accennato per il prestito pensionistico.

Ecco quindi che, attraverso il risparmio destinato al fondo pensione, il lavoratore ha l’opportunità di anticipare il pensionamento e annullare gli impatti negativi che un “prestito” avrebbe sull’importo della pensione Inps futura (se l’impianto normativo indicato in precedenza dovesse essere confermato).

Pianificazione



Nello scenario appena delineato, diventa ancora più importante la pianificazione previdenziale.

Anticipare il pensionamento, infatti, significa non versare contributi previdenziali dal momento dell’uscita fino alla maturazione dei requisiti per il pensionamento, con un impatto sulla pensione erogata dall’Inps (in quanto calcolata sul totale dei contributi versati).

Di conseguenza, anche se mancano ancora diversi anni al pensionamento, è fondamentale valutare i seguenti aspetti:

  • L’ammontare del capitale accantonato nel fondo necessario ad attivare la Rita;
  • L’impatto sull’assegno Inps della mancata contribuzione previdenziale;
  • L’importo complessivo tra pensione pubblica e complementare che il lavoratore potrebbe ottenere in caso di attivazione della Rita.

Missione impossibile? Noi crediamo di no; mettici alla prova.

Fissa un appuntamento presso lo SPORTELLO INFOFUTURO di Solidarietà Veneto più vicino a te ed inizia il tuo viaggio verso il futuro che desideri.

VUOI DIRE LA TUA? Lascia il tuo commento sulla nostra pagina Facebook

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
PENSIONI: FLESSIBILITÀ IN USCITA GRAZIE ALLA COMPLEMENTARE
PENSIONI, ARRIVA L’APE. RENZI CONFERMA LA FLESSIBILITÀ
PENSIONI: COSA C’È NELLA BUSTA ARANCIONE?
CANTIERE PREVIDENZA: SI PUNTA ANCHE ALLA “COMPLEMENTARE”
AL VIA LA BUSTA ARANCIONE (STAVOLTA È VERO)
“BUSTA ARANCIONE”: I NUMERI IN VENETO
PENSIONI: PADOAN RIAPRE IL CANTIERE
FLESSIBILITÀ IN USCITA, DAMIANO: SE NON ORA, QUANDO?
BOERI: FLESSIBILITÀ IN USCITA PER AIUTARE I GIOVANI
BARETTA: AL LAVORO PER LA FLESSIBILITÀ
FLESSIBILITÀ IN USCITA: RINVIO ALLA PROSSIMA “STABILITÀ”
BOERI ALL’UE: SULLE PENSIONI SERVE FLESSIBILITÀ
BARETTA: FLESSIBILITÀ E TAGLI LEGATI AL REDDITO
RENZI: SÌ ALLA FLESSIBILITÀ IN USCITA
POLETTI: PENSIONI FLESSIBILI PER AGEVOLARE I GIOVANI

Articoli recenti

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

Cambia l’approccio degli iscritti al Fondo,
si aggiorna la strategia di investimento

Solidarietà Veneto opera a beneficio dei lavoratori della regione da oltre trent’anni. L’esperienza ci raffigura una netta differenza fra l’iscritto degli anni ’90 e quello del 2022. Da allora, inoltre, la finanza mondiale è completamente cambiata ed anche l’approccio all’investimento è chiamato ad un progressivo adeguamento. Ogni tre anni i fondi pensione sono tenuti a

Rendimenti luglio 2022.
Un “secondo semestre” che inizia con il piede giusto

Un mese fa preannunciando la stabilizzazione che già da metà giugno si cominciava ad intravvedere. Luglio è andato oltre le aspettative: il rimbalzo dei mercati è stato vigoroso ed i quattro comparti del Fondo hanno messo a segno rialzi record. Una “svolta” tutta da interpretare. Abbiamo tante volte sottolineato la necessità, nella previdenza complementare, di

RELAZIONE COVIP 2021: FOCUS #3. LA SCELTA DEI COMPARTI E I RENDIMENTI ACCUMULATI

Dopo 6 mesi di tensioni finanziarie, la “terza puntata” di analisi della Relazione Covip “cade a fagiuolo”: l’approfondimento è infatti dedicato a rendimenti che, nel lungo periodo e soprattutto sui comparti azionari, restano soddisfacenti. Ma quali sono i benefici reali per gli iscritti? I rendimenti dei fondi pensione si misurano nel… lungo termine. L’affermazione, per quanto

Torna su