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Primo semestre 2017: più pensioni, meno omissioni

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Luglio: (quasi) tempo di vacanze, ma anche tempo per fare un bilancio di metà anno che, in questo 2017, si è rivelato decisamente particolare per Solidarietà Veneto. Il fondo regionale ha infatti affrontato diversi eventi straordinari fra cui, in primis, l’attivazione del nuovo regolamento Covip per la raccolta di adesioni e alcuni cambiamenti organizzativi interni.
Fa piacere quindi riscontrare, pur in una fase delicata, dei numeri veramente positivi che andiamo di seguito a presentare!

Sempre più adesioni



Continua a rafforzarsi il trend di crescita (vedi tabella) delle adesioni, che già aveva stupito lo scorso anno: sono 2.380 i nuovi iscritti nei primi 6 mesi dell’anno. + 29% rispetto al 2016, (che già superava del 28% il 2015). Un risultato molto buono, nonostante il rallentamento registrato a giugno: il nuovo modello di raccolta delle adesioni (entrato appunto in vigore dal 1 giugno) ha infatti avuto qualche impatto nell’attività: è cresciuto il numero di documenti caratterizzati da anomalie, che gli uffici del Fondo si sono trovati a risolvere contattando aziende ed operatori sindacali. A tal proposito l’occasione ci è utile per segnalare la massima disponibilità della struttura a fornire ogni informazione utile per consentire una gestione snella ed agevole del nuovo processo da poco attivato.

Crescono le prestazioni pensionistiche



Resta stabile il numero delle liquidazioni: se da un lato calano le richieste di anticipazione e i riscatti, osserviamo invece un aumento delle prestazioni previdenziali (310 contro le 190 del 2016). Ci pare un segnale incoraggiante: se fosse confermato, potrebbe attivarsi un trend nel quale il Fondo è sempre più percepito come strumento previdenziale (pagatore di pensioni) e sempre meno come una forma di investimento a lungo termine sostitutiva del TFR, in ragione dei vantaggi (fiscali e contrattuali).

Rendimenti



Come evidenziato nell’articolo I rendimenti di giugno 2017, nel semestre, caratterizzato da crescita moderata, inflazione bassa e volatilità ridotta, maturano rendimenti stabili e in linea con il benchmark per tutti i comparti. Reddito e Dinamico, che chiudono rispettivamente a +0,31% e +1,74%, hanno beneficiato degli effetti della forte diversificazione che ha compensato l’andamento negativo della componente obbligazionaria. Stabile il Prudente (-0,07%) che, con l’85% dell’investimento in titoli obbligazionari, risente maggiormente delle aspettative sul rialzo dei tassi. Più positiva la situazione del Garantito TFR: nonostante uno scenario “piatto”, simile a quello rappresentato con riferimento al Comparto Prudente, la presenza della garanzia consente al risparmiatore, che avesse scelto il comparto ad inizio anno, di beneficiare di un incremento di valore del +1,12% (rendimento minimo garantito pari alla rivalutazione del TFR in azienda), ben superiore al rendimento finanziario (+0,15%).

Sei mesi, peraltro, sono un periodo di analisi molto breve; non ci stancheremo mai di sottolineare che l’investimento previdenziale va valutato nel lungo periodo: dall’osservazione degli ultimi 10 anni, rileviamo che tutti i comparti presentano un rendimento (medio e cumulato) abbondantemente superiore alla rivalutazione del TFR lasciato in azienda o al fondo Tesoreria INPS (come accade nelle aziende con più di 50 dipendenti per chi non sceglie la pensione complementare). Una differenza positiva che diventa anche più abbondante (in particolar modo con riferimento ai comparti Reddito e Dinamico) se si osservano gli ultimi 15 anni di gestione (periodo di attività del multicomparto) o anche gli ultimi 5.

Omissioni contributive, segnali positivi: si torna ai livelli pre crisi



Abbiamo tenuto per ultimo questo aspetto perché lo troviamo di notevole importanza (e perché ci sono finalmente buone notizie…). Ogni lavoratore è particolarmente attento alla questione delle omissioni contributive: il mancato versamento dell’azienda comporta, in ipotesi, un danno pensionistico (che si tratti sia di pensione INPS, sia di pensione complementare). Esistono, come sappiamo, delle consistenti tutele per chi sceglie la previdenza complementare (Fondo di garanzia INPS) che hanno contribuito a far maturare nei lavoratori una certa fiducia nel sistema: si pensi che, dall’inizio della crisi (2008), sono oltre 20.000 i lavoratori che si sono associati Solidarietà Veneto, probabilmente anche in ragione delle sicurezze che il Fondo è in grado di offrire.

È chiaro però che in una fase di debolezza economica persistente, anche il più solido dei modelli previdenziali viene messo a dura prova: l’abbiamo ben visto nel decennio passato.
Da un paio di stagioni, peraltro, Solidarietà Veneto sta registrando numeri in progressivo miglioramento, anche sul fronte delle omissioni, come già evidenziato nel Bilancio 2016. Un processo che, nei primi sei mesi dell’anno, è proseguito fino a raggiungere valori rassicuranti, che qui abbiamo il piacere di evidenziare, anche per la forte valenza simbolica: il rapporto fra le omissioni contributive ed il totale dei contributi versati (1,5% circa) è finalmente ritornato ai livelli di 9 anni fa! Erano i primi mesi del 2008 ed eravamo ancora nel mondo “pre – crisi”. Il calo dell’indicatore è del 20% rispetto all’anno precedente e del 29% rispetto al 2015.

Certamente la principale motivazione di tale miglioramento sta nella ripresa economica e nel graduale ridimensionamento del fenomeno complessivo. La dinamica, peraltro, trae beneficio anche dalla dimensione del Fondo pensione, che è decisamente più rilevante di dieci anni fa. C’è tuttavia anche un altro elemento che va evidenziato: dal 2012 è attiva, ed in continua evoluzione, una procedura gestionale che permette ad aziende e Fondo pensione di relazionarsi mensilmente per risolvere ogni problema di carattere amministrativo legato ai versamenti. Inoltre, tramite il portale web oppure scaricando la app di Solidarietà Veneto, ogni aderente può verificare puntualmente la propria situazione, individuando ogni anomalia e facilitandone la risoluzione.
Gli sviluppi informatici hanno dunque permesso, nel tempo, di rendere più efficiente il sistema, minimizzando le anomalie dovute ad aspetti amministrativi (es. cessazioni rapporto lavorativo non notificate, o distinte di contribuzione errate, ecc.).

Da qui a fine anno



Fatta l’analisi del semestre, non ci resta che proiettarci nel dopo estate: il menu autunnale è già ricco: l’assemblea eleggerà i nuovi organi di amministrazione e controllo, prenderà avvio il modello delle adesioni contrattuali nell’artigianato e molto altro…
Nel frattempo non ci resta che augurare a tutti BUONE VACANZE, ricordando che gli uffici del Fondo sono sempre a vostra disposizione anche durante il mese di agosto.

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