Premio di risultato…quanto mi costi?

Fino al 2014 il premio di risultato, dal punto di vista fiscale, veniva considerato “salario di produttività” e quindi soggetto ad una tassazione separata ed agevolata al 10%.

Tale detassazione, ogni anno, è sottoposta all’approvazione del Governo con apposito decreto. Decreto che, ad oggi, non è ancora stato confermato; se ne deduce perciò che i cosiddetti “P.d.R.” saranno assoggettati a tassazione ordinaria.

Cosa succede, ora?

Nel 2015 perdita di 1.500 euro



Vediamo un esempio concreto: lavoratore con reddito lordo di 24.000 euro che percepisce un premio di produttività di 2.000 euro, nel 2015:

  1. L’intero reddito di 26.000 euro (24.000 + 2.000) è tassato in via ordinaria (aliquota marginale Irpef 27% più addizionali regionali e comunali),
  2. Non avendo quote sottoposte a tassazione separata, il reddito da considerare ai fini del “bonus Renzi” corrisponde a 26.000 euro: il lavoratore dovrà restituire il “bonus 80 euro” a cui avrebbe avuto diritto (960 euro, nei 12 mesi).

Rispetto all’anno scorso, quindi, il lavoratore subisce una perdita secca di circa 1.500 euro; uno scenario nettamente più penalizzante.

Nel 2014, infatti, ragionando sempre con le cifre dell’esempio:

  1. ha pagato l’Irpef solo su 24.000 euro (il suo reddito lordo),
  2. sul premio di risultato ha beneficiato della tassazione agevolata del 10%,
  3. ha incassato il “bonus 80 euro” da maggio in poi (640 euro in totale).

È possibile ripristinare la situazione del 2014?



Un sistema c’è: si chiama previdenza complementare.

Se il lavoratore decide di accantonare una parte del suo reddito nel fondo pensione, effettuando versamenti da busta paga, andrà a ridurre il “reddito complessivo” conteggiato ai fini fiscali, generando un significativo risparmio fiscale.

Riferendoci nuovamente all’esempio precedente: se il dipendente versasse i 2.000 euro del premio di risultato al fondo pensione, maturerebbe:
– uno sconto fiscale direttamente in busta paga di circa 570 euro,
– il “bonus Renzi” per intero di 960 euro in un anno.

Abbattere il “reddito complessivo” attraverso i versamenti al fondo pensione, inoltre, ha effetti su elementi quali: detrazioni da lavoro dipendente, assegni per nucleo familiare e reddito ISEE. Aspetti da non sottovalutare.

E, al contempo, potrebbe guardare con più libertà al proprio futuro previdenziale.

Co’sé il premio di risultato?



È una quota di retribuzione aggiuntiva, generalmente correlata all’andamento economico dell’azienda, che viene ridistribuita ai dipendenti secondo dei criteri legati in parte alla produttività ed in parte alla presenza.

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