Attenzione! Su Facebook qualcuno sta cercando di spacciarsi per Solidarietà Veneto. Non ci cascare. Noi non ti chiediamo il collegamento, non ti mandiamo messaggi privati per chiederti dati personali o proporti "strani" affari. Se ricevi una richiesta di collegamento segnala il profilo a Facebook e bloccalo.

Per tutti i dettagli

Avviso! Oggi, 11 MAGGIO 2023, l’AREA ISCRITTI e l’AREA AZIENDE potrebbero registrare dei rallentamenti per interventi di manutenzione straordinaria. Dalle ore 15.00 il servizio riprenderà il corretto funzionamento..

Per tutti i dettagli
Approfondimenti

Piccola guida sulla cessione del quinto

Facebook
Twitter
LinkedIn

Di che si tratta veramente? Chi sono i beneficiari?

La “cessione del quinto” è una forma di finanziamento a cui può ricorrere chi è titolare di uno stipendio (lavoratori dipendenti, pensionati). L’erogante è un intermediario finanziario (banca — società finanziaria) autorizzato. In sostanza: il lavoratore riceve un prestito che si impegna a restituire cedendo (al massimo) 1/5 del proprio stipendio e ponendo in garanzia della restituzione il suo Tfr.

Queste operazioni sono tendenzialmente molto costose. I tassi nominali superano di norma di pochi punti l’Euribor ma le spese (istruzione pratica, commissioni, consulenza, assicurazione, ecc.) spingono in alto quelli effettivi. Non è raro trovare TAEG o TEG (indicatori che rappresentano il “vero” costo per il fruitore) prossimi al 30%. I numeri fanno una certa impressione, ma occorre osservare come l’aspetto sia, di norma, coerente con il fatto che a monte non vi sono garanzie più “forti” (ipoteche e/o fideiussioni): la finanziaria quindi deve tutelarsi dal rischio di insolvenza .

Non condividiamo quindi una fin troppo facile demonizzazione “tout court” delle finanziarie: i costi più alti sono una diretta conseguenza dei rischi più alti. Sembra un paradosso (ma non lo è): chi ha più bisogno, perché ha bassi redditi, sconta tassi più alti perché è un cliente… meno affidabile.

C’è quindi convenienza a ricorrere a tali prestiti? Occorre valutare caso per caso; è certo però che la concorrenza ci permette di scegliere. Non è saggio fermarsi alla prima offerta: un attento confronto può permettere di spuntare condizioni migliori.

Cosa c’entra la cessione del quinto con il Fondo Pensione?

I contratti con cui si “cede il quinto” prevedono di norma che sia posta a garanzia (nei limiti di legge) anche la propria posizione individuale accumulata al Fondo Pensione. È un passaggio non sempre percepito dal lavoratore: in più di un occasione abbiamo rilevato come il beneficiario del prestito fosse convinto di aver sottoposto a garanzia solo il Tfr in azienda. Non è così: ognuno verifichi attentamente questo aspetto prima di sottoscrivere qualsiasi contratto.

Riassumendo, il concetto è questo: finché la posizione rimane in capo al Fondo Pensione essa non può essere intaccata dalla finanziaria.

La prestazione pensionistica (rendita e/o capitale) è invece aggredita nel limite di 1/5 del totale erogato (idem per le anticipazioni per spese sanitarie): si tratta infatti di fattispecie tutelate dalla legge alla stregua delle pensioni pubbliche per il loro evidente carattere previdenziale.

Riscatto e anticipazione per prima casa o per “altri motivi” non sono invece tutelate allo stesso modo dalla legge perché non hanno carattere previdenziale (…motivo in più per evitarne il ricorso). È qui infatti che la finanziaria può incidere, a norma di legge, in modo completo: la posizione individuale, se si abbandona l’ottica previdenziale, può essere “aggredita” nel limite del debito residuo.

Salvo il caso della “prestazione previdenziale” che, come già detto, è sottoposta a maggior tutela, di fatto è come rinunciare completamente alla disponibilità del proprio Tfr finché non si ha pagato tutto il debito. Massima attenzione dunque a questo aspetto, altrimenti si rischia di sovrastimare la propria capacità di spesa.

Potrebbe interessarti anche:
I rendimenti di ottobre 2014
Tfr in busta paga: ne vale la pena?
Ripensiamo il risparmio
Ddl stabilità: un intervento che guarda lo specchietto retrovisore

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

BILANCIO 2025: NUMERI DI UNA CRESCITA STRUTTURALE

Si è svolta la scorsa settimana la 51° Assemblea dei delegati di Solidarietà Veneto, un appuntamento che ha segnato il passaggio di testimone al termine del mandato quadriennale. Durante i lavori, è stato approvato il Bilancio 2025 e si sono delineate le linee guida per affrontare le nuove sfide normative e l’instabilità dello scenario internazionale,

Marzo, scoppia il conflitto e i mercati sbandano. Solidarietà Veneto regge l’urto

Furono i dazi, a marzo 2025, a frenare i mercati. E, esattamente un anno dopo, ecco un altro terremoto finanziario, stavolta imputabile alla guerra in Medio Oriente: scendono i mercati azionari, traballano anche le obbligazioni, ma nel complesso i comparti di Solidarietà Veneto confermano la loro consistenza. Niente lieto fine per la finanza mondiale nel

Premio Investitori Sostenibili 2026: Solidarietà Veneto nella short list

Solidarietà Veneto premiato come finalista del Premio Investitori Sostenibili per l’EDIZIONE 2026, nella categoria fondi pensione negoziali. Il riconoscimento, promosso da Itinerari Previdenziali, valorizza gli investitori istituzionali che si distinguono per l’attenzione ai temi ambientali, sociali e di governance. Un ambito sempre più centrale in una fase segnata da profondi cambiamenti economici e sociali. Il

Torna in alto