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Previdenza

Pensioni: Padoan riapre il cantiere

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Flessibilità sì, flessibilità no? La questione nodale è sempre la stessa: i costi.

Secondo il sottosegretario alla Presidenza Tommaso Nannicini, l’intervento per rendere più flessibile la legge Fornero costerebbe alle casse dello Stato dai 5 ai 7 miliardi a seconda dell’ampiezza del bacino di lavoratori coinvolti (anni di anticipo) e dell’entità delle penalizzazioni.

Per affrontare il tema, continua Nannicini, servono quindi «uno sforzo di creatività» e «soluzioni di mercato» (il coinvolgimento di banche, fondi pensione e, eventualmente, assicurazioni).

Il tutto, preservando comunque l’attuale assetto: «non parlerei di tornare indietro rispetto alla legge Fornero», ha aggiunto.

Sulla base di queste considerazioni, l’intervento dovrà essere «di sistema» e includere un mix di misure: i profili fiscali e di governance della previdenza integrativa e il rapporto tra primo e secondo pilastro. Entrano in gioco riflessioni che riguardano i fondi pensione, dunque, anche se non ne conosciamo ancora i dettagli.

Anche il Ministro Pier Carlo Padoan, si dice «favorevole a un ragionamento» sulla flessibilità. «Ci sono sia sugli strumenti che sugli incentivi e sui legami tra sistema pensionistico e mercato del lavoro per migliorare le opportunità sia per chi sta per andare in pensione sia per chi deve entrare nel mondo del lavoro» ha dichiarato.

Tutto questo mentre, ancora una volta, Boeri incalza: la flessibilità in uscita serve «ora e non tra cinque anni».

Il “momento buono” per introdurre il provvedimento, come già dichiarato, potrebbe essere la prossima Stabilità. Ma, nel Governo, la partita è già aperta.

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