Avviso! L’intera struttura è impegnata nei lavori della 45ª Assemblea dei Delegati: gli uffici torneranno operativi da domani (6 maggio).

Previdenza

Pensioni, in Italia la spesa più alta d’Europa

Facebook
Twitter
LinkedIn

Evoluzione demografica e scelte miopi accentuano sempre di più lo squilibrio tra generazioni nel nostro Paese.

È questo il risultato dello studio diffuso dalla Cgia di Mestre; in Italia la spesa pensionistica italiana è 4 volte superiore a quella per l’istruzione.

Lo squilibrio diventa ancora più evidente se confrontato con il resto d’Europa: in media, nell’Unione Europea le pensioni costano 2,6 volte l’istruzione, in Francia 2,7 volte e 2,5 volte in Germania.

Nel rapporto tra spesa e Pil, in quella per pensioni, l’Italia è al primo posto in Europa: 16,8% del Pil (poco meno di 270 miliardi di euro all’anno), mentre, con 65,5 miliardi, è al penultimo posto negli investimenti per l’istruzione (il 4,1% del Pil).

La motivazione, dichiara la Cgia di Mestre, va rinvenuta non solo nel trend demografico (progressivo invecchiamento della popolazione), ma anche nelle scelte politiche miopi degli ultimi quarant’anni, più attente al passato (gli anziani) rispetto al futuro (i giovani).

Un ulteriore dato che indica come l’Italia stia cambiando (o, meglio, invecchiando) è quello che riguarda l’evoluzione delle due componenti di spesa: pensioni e scuola. Nel decennio 2003 – 2013, la spesa pensionistica sul Pil è aumentata di 2,6 punti percentuali, mentre la spesa per l’istruzione si è ridotta invece dello 0,5 per cento.

Forse, è anche da queste riflessioni che il Governo, assieme all’Inps con le proposte di Tito Boeri, stanno valutando una nuova riforma nostro sistema pensionistico.

La spesa per pensioni



Nel 2013, come abbiamo visto, il costo delle pensioni per le nostre casse è stato di 269,89 miliardi di euro. In Italia si contano circa 16,5 milioni di pensionati, contro i 18,4 milioni presenti in Francia e i 23,5 della Germania.

«Purtroppo, ancora adesso scontiamo gli effetti di un sistema pensionistico che fino agli inizi degli anni ’90 è stato molto generoso – ha dichiarato la Cgia di Mestre – soprattutto nei confronti dei lavoratori del pubblico impiego e delle aziende di Stato».

Tuttavia, se rapportiamo il numero di pensionati al numero di occupati , il nostro Paese presenta l’incidenza più elevata di tutta l’Europa; 74,3%, più della chiacchieratissima Grecia. A fronte di una media continentale del 63,8%, in Francia il dato si attesta al 72,4%o e in Germania al 61,6%.

La spesa per l’istruzione



Parlando di investimento sull’istruzione, l’Italia è al penultimo posto in Europa. Il solo Paese in cui si palesa una situazione peggiore a quella italiana è la Spagna, con una incidenza percentuale del 4 per cento del Pil (l’Italia è al 4,1%).

La media dell’area dell’euro si attesta al 4,8 per cento. Il Paese che spende di più è il Portogallo (6,8 per cento del Pil), mentre la Francia investe il 5,5 per cento e la Germania il 4,3 per cento del Pil.

VUOI DIRE LA TUA? Lascia il tuo commento sulla nostra pagina Facebook

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
ISTAT: A RISCHIO IL RICAMBIO GENERAZIONALE
PENSIONI INPS: PUBBLICATI I DATI 2013
PENSIONE INPS: COME FUNZIONA IL SISTEMA CONTRIBUTIVO
BOERI: È L’ORA DELLA TRASPARENZA, BASTA CON L’IGNAVIA DI STATO
“BUSTA ARANCIONE”: I NUMERI IN VENETO
INPS: DAL 2016 AUMENTA L’ETÀ PER ACCEDERE ALLA PENSIONE

Articoli recenti

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

Cambia l’approccio degli iscritti al Fondo,
si aggiorna la strategia di investimento

Solidarietà Veneto opera a beneficio dei lavoratori della regione da oltre trent’anni. L’esperienza ci raffigura una netta differenza fra l’iscritto degli anni ’90 e quello del 2022. Da allora, inoltre, la finanza mondiale è completamente cambiata ed anche l’approccio all’investimento è chiamato ad un progressivo adeguamento. Ogni tre anni i fondi pensione sono tenuti a

Rendimenti luglio 2022.
Un “secondo semestre” che inizia con il piede giusto

Un mese fa preannunciando la stabilizzazione che già da metà giugno si cominciava ad intravvedere. Luglio è andato oltre le aspettative: il rimbalzo dei mercati è stato vigoroso ed i quattro comparti del Fondo hanno messo a segno rialzi record. Una “svolta” tutta da interpretare. Abbiamo tante volte sottolineato la necessità, nella previdenza complementare, di

RELAZIONE COVIP 2021: FOCUS #3. LA SCELTA DEI COMPARTI E I RENDIMENTI ACCUMULATI

Dopo 6 mesi di tensioni finanziarie, la “terza puntata” di analisi della Relazione Covip “cade a fagiuolo”: l’approfondimento è infatti dedicato a rendimenti che, nel lungo periodo e soprattutto sui comparti azionari, restano soddisfacenti. Ma quali sono i benefici reali per gli iscritti? I rendimenti dei fondi pensione si misurano nel… lungo termine. L’affermazione, per quanto

Torna su