Avviso! DAL 7 MARZO 2023, cambiano le modalità di accesso all'area riservata iscritti.
Per tutti i dettagli clicca qui.

Per tutti i dettagli

Avviso! Oggi, 11 MAGGIO 2023, l’AREA ISCRITTI e l’AREA AZIENDE potrebbero registrare dei rallentamenti per interventi di manutenzione straordinaria. Dalle ore 15.00 il servizio riprenderà il corretto funzionamento..

Per tutti i dettagli
Previdenza

Pensione contributiva per i giovani

Facebook
Twitter
LinkedIn

Pensioni: un cantiere sempre aperto con i lavori che, in questi giorni, sono incentrati principalmente sul trattamento pensionistico riservato ai giovani. Vediamo di seguito le possibili novità.

Governo e sindacati stanno discutendo sull’ipotesi di migliorare le condizioni minime necessarie all’accesso alla pensione per tutti quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 (quelli che ricadono, interamente, nel calcolo “contributivo” della pensione).

La nuova proposta del Governo, in estrema sintesi, prevede che il lavoratore possa accedere al pensionamento di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi versati e un assegno pari almeno 1,2 volte l’assegno sociale (attualmente la soglia è fissata a 1,5 volte).

L’intervento potrebbe agevolare tutti quei giovani lavoratori che avranno una carriera lavorativa caratterizzata dalla discontinuità.

Ragionando sull’attuale valore dell’assegno sociale (pari a 448 euro), un lavoratore con 20 anni di contribuzioni potrebbe accedere al pensionamento con un assegno minimo compreso tra i 650 e i 680 euro. Un livello probabilmente non sufficiente a mantenere il tenore di vita. Da considerare anche che l’età di accesso alla prestazione INPS sarebbe naturalmente significativa e collegata, a legislazione corrente, all’aspettativa di vita.

Ecco perché l’altro tema sul tavolo di Governo e Sindacati è come tentativo di favorire le adesioni alla previdenza complementare perfezionando e incentivando, anche tramite detassazione, la Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata). Si tratta, come forse noto, di un accesso anticipato alla pensione per il tramite dei Fondi.

A tal riguardo, la Nota di aggiornamento del Def, pubblicata lo scorso 23 settembre, ci offre significative possibilità di approfondimento, che potremmo andare a sviluppare nei prossimi numeri. Spicca, in particolare, il rialzo della stima di crescita del Pil per il prossimo anno; un tasso che, tra l’altro, incide sulla rivalutazione dei contributi versati all’INPS.

Nel frattempo è possibile accedere al servizio di pianificazione previdenziale di Solidarietà Veneto: potrai stimare l’età di accesso al pensionamento e valutare una prima indicazione di quale sarà il tuo assegno previdenziale futuro.
Fissa un appuntamento, il servizio è gratuito.

VUOI DIRE LA TUA? Lascia il tuo commento sulla nostra pagina Facebook

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
ISTAT: DAL 2019 ETÀ PENSIONABILE A 67 ANNI
GIOVANI: PENSIONI PROSSIMA BOMBA SOCIALE. SOLUZIONI?
APE E RITA: CI SIAMO
ACCORDO SULL’ANTICIPO PENSIONISTICO: I DETTAGLI
2016: AUMENTA L’ETÀ PER ACCEDERE ALLA PENSIONE

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

RENDIMENTI MAGGIO 2024

Se apprezzate le citazioni, potremmo definire il mese di maggio “radioso”, per i quattro comparti di Solidarietà Veneto. Merito dei mercati, complessivamente positivi, ma anche di una gestione efficace. Sì, è l’anno delle elezioni e, storicamente, questo dovrebbe causare incertezza nei sistemi economici e nella finanza. Tuttavia, le turbolenze elettorali questa volta sembrano non interessare

Come i fondi pensione resistono alle crisi finanziarie?

Le crisi finanziarie, spesso innescate da eventi globali imprevedibili, portano con sé ondate di perdite economiche e un generale calo della fiducia negli investimenti. Cosa accade a un fondo pensione come Solidarietà Veneto in questi momenti di incertezza? Resiste, mantenendo la fiducia delle persone aderenti.Capiamo perché. Una prospettiva di lungo periodo Uno degli elementi chiave

Giovani in pensione a 74 anni e con assegni bassi : lo studio

Il tema delle pensioni e quello più ampio legato al mondo del lavoro sono costantemente discussi da politici, rappresentanti di categoria, studiosi e giornalisti: ne parlano, fanno promesse irrealistiche, interpretano i dati come più conviene. In queste discussioni, mancano sempre i veri protagonisti: le giovani generazioni, che si trovano ad affrontare quotidianamente sfide come la

Torna in alto