Ottobre 2020: rendimenti in frenata (ma attenzione, a novembre si prepara un probabile exploit!)

Si avvicina la conclusione di quest’anno turbolento, con il ritorno della pandemia che incide sulla nostra quotidianità, interessando salute e affetti. Ma anche l’economia ne soffre e impariamo così quali siano le interconnessioni fra mondi apparentemente lontani quali sanità, relazioni personali, ambiente e finanza.

Dopo i segnali estivi di ripresa economica, accompagnati dallo straordinario rimbalzo delle borse (soprattutto quelle d’Oltreoceano) abbiamo assistito, durante l’ultima settimana di ottobre, ad un nuovo brusco ribasso.

La “seconda ondata” di Covid-19 penalizza soprattutto i mercati azionari europei, ma pure gli indici statunitensi soffrono.

Parallelamente rimangono ai minimi storici i tassi dei titoli obbligazionari governativi dei paesi “core” (es. Germania) soprattutto per merito delle autorità monetarie.

“L’economia globale” – scrive Banca d’Italia nel suo ultimo bollettino economico – “ha segnato in estate una ripresa che è tuttavia ancora largamente dipendente dalle eccezionali misure di stimolo introdotte in tutte le principali economie. Le prospettive restano condizionate dall’incertezza circa l’evoluzione della pandemia. Nell’area dell’euro resta necessario un ampio stimolo monetario. Il Consiglio direttivo della BCE ha confermato che è pronto ad adeguare ulteriormente tutti i propri strumenti.”

Un quadro caratterizzato da notevole incertezza; nel quale sorprendono positivamente i risultati finanziari realizzati nell’anno dal Fondo territoriale.

Garantito Tfr

+0,26% il risultato nel mese del comparto dedicato ai pensionandi, che raggiungere quota +0,77% da inizio anno, staccando largamente il benchmark di riferimento (fermo a -0,47%). Questa prima buona notizia va ricondotta in larga parte all’azione di Generali che, dall’assegnazione del mandato (30/06), ha realizzato una performance del +1,30% (in quattro mesi).

C’è poi un’altra buona notizia, questa volta riconducibile al precedente gestore, Cattolica Assicurazioni: sono state completate le attività di calcolo delle “integrazioni assicurative”, che nei prossimi giorni saranno attribuite agli iscritti con posizione attiva al 30 giugno 2020 per i quali il rendimento maturato fosse risultato inferiore al “minimo garantito”. Si tratta di cifre significative e saranno coinvolte oltre 52.000 posizioni, quasi la metà di tutti gli iscritti al Fondo.

Vi rimandiamo su questo aspetto ad un approfondimento di dettaglio che produrremo a liquidazione avvenuta.

Prudente

Stabile (+0,02%), nel mese di ottobre, il comparto rivolto ai lavoratori che hanno di fronte a sé tra i 2 e i 10 anni alla pensione: il risultato da inizio anno è pari a + 0,73% (benchmark 1,58%). I gestori del comparto Prudente, lo ricordiamo, sono incaricati di selezionare (per la parte azionaria) investimenti a connotazione socialmente responsabile (conosciuti anche con l’acronimo SRI – Sustainable and Responsible Investment) e che rispettino specifici criteri ESG (Environmental, Social and Governance: ambiente, sociale e governance).

Reddito


L’ultima settimana di ottobre è stata – per i mercati azionari – la peggiore dal mese di marzo, con ribassi nell’ordine del 6% circa. Il comparto “centrale” del Fondo contiene tuttavia l’impatto (-0,36% nel mese) consolidando il valore quota a +1,90% da inizio anno (+2,71% il benchmark). La performance realizzata dai quattro gestori (Generali Investments Europe SGR SpA, Anima SGR, Groupama AM SGR e Finanziaria Internazionale – quest’ultima specializzata nell’ambito del mandato a “focus geografico“) nel corso dell’anno, seppur positiva in termini assoluti, non soddisfa nel confronto con il benchmark: osserviamo tuttavia che tre fra questi (Anima, Groupama e Fin. Int.) stanno lentamente recuperando il ritardo accumulato, nei primi mesi, facendo ben sperare in vista del finale d’anno.

Dinamico


Nonostante l’ultima, brutta, settimana del mese, dopo aver sfiorato (ad agosto) un +13% rispetto ai minimi di fine marzo, il comparto dedicato agli iscritti più giovani si è in qualche modo “stabilizzato”. Nonostante la brutta ultima settimana del mese, i gestori contengono l’impatto (-0,70% il risultato nel mese). Il +3,32% maturato da inizio anno a fine ottobre si conferma così come uno dei migliori risultati realizzati da prodotti previdenziali ascrivibili alla categoria degli “azionari”, e resta notevole pure il “distacco” rispetto al benchmark (+0,44%).

E, attenzione, nei giorni in cui scriviamo abbiamo rilevato – all’opposto – una repentina salita dei mercati azionari, che lascia ben sperare per il risultato nel prossimo mese.

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