Avviso! DAL 7 MARZO 2023, cambiano le modalità di accesso all'area riservata iscritti.
Per tutti i dettagli clicca qui.

Per tutti i dettagli

Avviso! Oggi, 11 MAGGIO 2023, l’AREA ISCRITTI e l’AREA AZIENDE potrebbero registrare dei rallentamenti per interventi di manutenzione straordinaria. Dalle ore 15.00 il servizio riprenderà il corretto funzionamento..

Per tutti i dettagli
Approfondimenti

La Qu.I.R. torna in soffitta. Successo o flop?

Facebook
Twitter
LinkedIn

Come alcuni ricorderanno, la “Qu.I.R.” (Quota Integrativa alla Retribuzione) è stato uno dei progetti fortemente voluti e promossi dal precedente governo.

In sostanza, l’operazione apriva ai lavoratori dipendenti la possibilità di richiedere al datore di lavoro la liquidazione in busta paga della quota di TFR maturanda.


La scelta sarebbe stata irrevocabile dal momento in cui veniva formulata fino al 30/06/2018.

LA “PAGELLA” DELLA QU.I.R.



I dati ancora parziali pubblicati dall’Inps rappresentano un magro bilancio sull’esito dell’iniziativa con “soli” 400.000 lavoratori aderenti, circa il 2,5% degli aventi diritto.

Lo scarso successo registrato è in parte imputabile al regime fiscale decisamente poco vantaggioso riconosciuto alla Qu.I.R.: il TFR liquidato in busta paga rientrava a tutti gli effetti nel computo del reddito corrente e per questo si applicava il regime di tassazione ordinario (IRPEF e addizionali regionali e comunali).


Non è soggetto, invece, ad imposizione contributiva e non incide sulle voci che concorrono alla formazione del “reddito complessivo”, il TFR mantenuto in azienda (o al fondo di tesoreria INPS) o destinato al fondo pensione.

L’impatto fiscale sulla scelta di ricevere il TFR “in busta” è stato ben evidenziato dalle simulazioni pubblicate nel 2015 in fase di “lancio” della Qu.I.R.

COSA SUCCEDE ORA?



Non essendo intervenute proroghe o altre comunicazioni in merito, dal mese di luglio 2018, i datori di lavoro non sono più tenuti a erogare in busta paga la Qu.I.R. ai dipendenti che ne avevano fatta richiesta.

Verrà quindi di fatto ripristinata la scelta di destinazione del TFR previgente all’entrata in vigore della norma ovvero:

  • versamento al fondo pensione negoziale o ad altra forma di previdenza complementare
  • versamento al fondo di tesoreria INPS (obbligatorio nelle aziende con più di 50 dipendenti)
  • accantonamento in azienda
VUOI DIRE LA TUA? Lascia il tuo commento sulla nostra pagina Facebook

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
POSSO OTTENERE UNO SCONTO FISCALE ADERENDO AL FONDO PENSIONE?
I RENDIMENTI DEL MESE DI LUGLIO
PRESTAZIONI ACCESSORIE: COSA SONO E PERCHE’ ATTIVARLE

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

49^ ASSEMBLEA DI SOLIDARIETA’ VENETO: APPROVATO BILANCIO 2023

Lunedì 6 maggio 2024 si è svolta la 49^ Assemblea dei delegati di Solidarietà Veneto, fondo pensione regionale, dedicata all’approvazione del Bilancio 2023 e all’elezione di un nuovo membro del Consiglio di amministrazione: si tratta di Stefano Bacchi, eletto in rappresentanza dei lavoratori. L’evento ha visto la convocazione dei 200 delegati dell’Assemblea e la partecipazione

Rendimenti 1° trimestre 2024: col vento in poppa.

Si chiude un trimestre molto positivo per la gestione finanziaria di Solidarietà Veneto: tre mesi – che diventano cinque se li affianchiamo al rush finale del 2023 – durante i quali il “segno meno” non ha mai fatto breccia in nessuno dei quattro comparti del Fondo. Per una gestione finanziaria come quella di Solidarietà Veneto,

Avviso: problemi alla linea telefonica – 18 aprile 2024

Avvisiamo che, nella giornata di oggi, 18 aprile 2024, le linee telefoniche della sede centrale del Fondo potrebbero essere momentaneamente irraggiungibili dalle ore 16.00 alle ore 18.00 per manutenzione tecnica. Nel frattempo, lo Staff di Solidarietà Veneto rimane a completa disposizione ai consueti indirizzi di riferimento. protocollo@solidarietaveneto.it (per l’invio di mail contenenti allegati) gestione@solidarietaveneto.it (per

Torna in alto