Approfondimenti

Istat: la fotografia dei giovani italiani

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Rispetto al mondo giovanile, dalla lettura del Rapporto emergono due aspetti rilevanti:

  • oltre 6 giovani su 10 vivono ancora con i genitori
  • il tasso di occupazione tra gli under35 rimane ancora basso

Guardandoci indietro, le “famose” definizioni “bamboccioni” (coniata dall’allora Ministro Padoa Schioppa) e “choosy”, cioè schizzinosi, (utilizzata da Elsa Fornero) sembrano ancora attuali.

Ma è, forse, una lettura superficiale. Per comprendere la reale situazione, esaminiamo più approfonditamente i dati pubblicati dall’Istituto di statistica.

I giovani: l’evoluzione della vita



Il 62,5% dei giovani italiani tra i 18 e i 34 anni vive ancora con i genitori, con una forte differenza tra donne (56,9%) e uomini (68%), mentre la media europea si attesta al 48,1%.

Se ci concentriamo sui più giovani, le percentuali sono ancora maggiori: nel 2015 vive con la famiglia il 70,1% dei ragazzi di 25-29 anni e il 54,7% delle coetanee. Guardando al passato, vent’anni fa le percentuali erano molto inferiori: rispettivamente del 62,8% e del 39,8%.

I motivi di questa situazione, dice l’Istat, trovano spiegazione in molteplici fattori:

  1. l’aumento diffuso della scolarizzazione e l’allungamento dei tempi formativi,
  2. le difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro e la condizione di precarietà,
  3. gli ostacoli a trovare un’abitazione.

Quali effetti hanno determinato sulla nostra società? Sostanzialmente uno spostamento in avanti delle principali tappe della vita.

Ad esempio, nel 2014 l’età media al primo matrimonio è arrivata a 34,3 anni per gli sposi e a 31,3 per le spose. Particolarmente significativo è il caso delle donne: raggiunti 30 anni d’età, oltre 2,7 milioni (più dei due terzi) non hanno ancora lasciato la famiglia di origine.

I giovani e il lavoro



Il tasso di occupazione dei giovani di 15-34 anni rimane particolarmente basso, al 39,2% contro il 50,3% del 2008. Inoltre, l’ingresso del mondo del lavoro avviene sempre più spesso con lavori a termine.

Sempre parlando di lavoro, le rilevazioni Istat dimostrano che, spesso, il titolo di studio non basta; il tasso di occupazione di un laureato di 30-34 anni è passato dal 79,5% del 2005 all’attuale 73,7%. Tra i giovani, poi, il tasso dei sovraistruiti (cioè di coloro in possesso di un titolo di studio superiore rispetto al loro lavoro) è triplo rispetto a quello degli adulti.

L’Istat evidenzia infatti anche alcuni segnali positivi. Nel periodo che va dal quarto trimestre 2014 al quarto 2015 tra i giovani di 15-34 anni aumentano sia le transizioni da lavoro atipico a lavoro standard (17,7% da 14,5% registrato fra quarto trimestre 2013 e quarto 2014) sia la quota di non occupati che trovano un lavoro standard (da 23,5% del periodo 2013-2014 al 25,5% del 2014- 2015).

Rimane ancora molto elevata, però, la quota dei nuovi occupati con lavoro atipico (60,7%).

VUOI DIRE LA TUA? Lascia il tuo commento sulla nostra pagina Facebook

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
L’ITALIA È TRA I PAESI PIÙ INVECCHIATI
PENSIONI: FLESSIBILITÀ IN USCITA GRAZIE ALLA COMPLEMENTARE
SCENDE L’ASPETTATIVA DI VITA DEGLI ITALIANI
UE: RIFORME PER FORNIRE PRESTAZIONI PENSIONISTICHE ADEGUATE
CANTIERE PREVIDENZA: SI PUNTA ANCHE ALLA “COMPLEMENTARE”
ISTAT: IN ITALIA ANCORA FORTE ASIMMETRIA TRA UOMINI E DONNE
ISTAT: L’ITALIA CONTINUA AD INVECCHIARE
GLI ITALIANI TEMONO IL RISCHIO NON AUTOSUFFICIENZA
PENSIONE: SONO PESSIMISTA, MA NON SO PERCHÉ
ISTAT: A RISCHIO IL RICAMBIO GENERAZIONALE

Articoli recenti

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

Primo semestre 2021. I rendimenti al 30 giugno.

E’ la “fiducia”, bellezza. E tu non puoi farci niente (da L’ultima minaccia – 1952) Tra vaccini e varianti, la “normalizzazione” post Covid avanza con fatica. Eppure, nei mercati azionari prevale la fiducia, nonostante il ritorno dell’inflazione. In Italia perfino i successi sportivi contribuiscono al positivo “mood”. E così la parafrasi di quel vecchio film,

Nuovo Sportello Informativo a Sedico (2)

Novità in provincia di Belluno: apre a SEDICO un nuovo recapito del fondo pensione regionale. Solidarietà Veneto potenzia il servizio nel bellunese. Lo sportello sarà attivo da settembre ogni 3° lunedì del mese, dalle 15.00 alle 18.00 presso la sede di Rete Imprese Dolomiti – Casartigiani Belluno, in via Z.I. Gresal, 5/E. I referenti diretti di Solidarietà Veneto sono

CONTRIBUZIONI SETTORE LEGNO ARREDO INDUSTRIA: SPECIALE LUGLIO 2021

Rinnovo CCNL: Cosa e Come versare la nuova contribuzione al fondo Il rinnovo contrattuale dello scorso 19 ottobre 2020 ha introdotto una serie di novità “previdenziali” per i lavoratori del settore legno arredo industria. Si tratta di 2 aumenti che coinvolgono i versamenti ai fondi pensione contrattuali di riferimento. Oltre all’aumento del contributo azienda (2,20%

Torna su