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Termina il mandato di Domenico Noviello, timoniere di Solidarietà Veneto, nel “mare in tempesta”

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Con l’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione da parte dell’Assemblea del Fondo, Domenico Noviello termina il suo mandato alla presidenza di Solidarietà Veneto. Iniziato nel 2020, in piena emergenza Covid, è stato un triennio sfidate, durante il quale il Fondo ha saputo guardare avanti raggiungendo importanti obiettivi.

Con l’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione da parte dell’Assemblea del Fondo, termina il suo mandato alla presidenza di Solidarietà Veneto. Possiamo chiederle un commento a caldo sul suo percorso?

Impegno, continuità e crescita: ecco, se dovessi riassumere l’ultimo triennio, userei queste tre parole. Arrivo infatti a questa scadenza molto soddisfatto del lavoro e dei risultati raggiunti. E’ stato un percorso tutto in salita: due anni di pandemia, un terzo (il 2022) contraddistinto da una grave crisi geopolitica, con la speculazione sulle materie prime, l’inflazione, il rialzo dei tassi di interesse, e ci troviamo quest’oggi alle prese con le tensioni in seno al sistema bancario internazionale.

E’ questo il quadro, non esattamente idilliaco, con il quale si è confrontato il Consiglio di Amministrazione durante il mandato che si approssima alla conclusione. Un percorso iniziato a giugno 2020, con due mesi di ritardo rispetto alla scadenza abituale, a causa delle restrizioni Covid, e che vide fin da subito il Consiglio di fortemente impegnato nel recuperare il tempo perduto. Un dato su tutti: nel triennio 2020/2023, il Cda si è riunito 36 volte, votando oltre 140 delibere.

Sforzo analogo quello profuso dal Comitato Investimenti nella sua attività di supporto al Consiglio nell’ambito della gestione finanziaria soprattutto per quanto riguarda i cosiddetti investimenti “alternativi”.

E poi è arrivata la “tempesta finanziaria” del 2022. In che misura è stato coinvolto il fondo pensione regionale?

Ha detto bene: una “tempesta” che ha messo sotto pressione tutte le forme di risparmio, compresi i fondi pensione. Nel biennio 2020-2021, nonostante l’emergenza sanitaria e le restrizioni conseguenti, i mercati finanziari hanno confermato il trend di crescita degli anni precedenti. All’inizio del 2022, con la guerra Russia/Ucraina, lo scenario è bruscamente cambiato: un po’ per volta, alla preoccupazione per i civili coinvolti, si sono affiancate le valutazioni geopolitiche e gli impatti economici, ed i mercati azionari hanno immediatamente recepito il deteriorarsi dello scenario. Non solo: la Russia è primario fornitore di materie prime, soprattutto di gas naturale, e così il contesto “post Covid”, con le catene di fornitura inceppate, si è rivelato fertile terreno per la speculazione, soprattutto sulle risorse energetiche, i cui prezzi hanno cominciato ad aumentare. La dinamica si è gradualmente espansa a livello planetario, generando livelli di inflazione che non si vedevano da quarant’anni. Le banche centrali (FED e BCE in primis) sono quindi intervenute con un poderoso rialzo dei tassi, che non sappiamo ancora se sarà sufficiente a fermare la corsa dei prezzi, quel che è certo è che ne hanno risentito i mercati obbligazionari, anch’essi in ribasso, e che con questi fatti si può dire conclusa l’epoca delle politiche espansive che prese avvio dopo Lehman Brothers. L’intricato contesto permette di comprendere come mai i rendimenti finanziari di questo periodo siano così differenti rispetto a quelli a cui eravamo abituati.

Ciò nonostante, nella stagione più difficile, Solidarietà Veneto ha registrato il più elevato numero di adesioni di sempre (salvo il 2007 del silenzio assenso), il 60% delle quali converge sul comparto Dinamico ed afferisce ad aderenti mediamente di 35 anni, la cui attenzione è evidentemente rivolta più alla prospettiva che al rendimento dell’anno. Sono poi oltre 4.000 i “giovanissimi” iscritti fiscalmente a carico ed è record anche per le contribuzioni, che superano i 230 milioni di euro.

Record di iscrizioni in un contesto difficile. Come lo spiega?

Gli italiani, e i veneti in particolare, appaiono sempre più consapevoli circa la deriva demografica del nostro Paese e sulla necessità di cambiare rotta per quanto riguarda la futura pensione. Non a caso i tassi di adesione alla previdenza complementare sono in aumento e, in Veneto, risultano fra i più alti del Paese, superati solo dal Trentino – Alto Adige. Si è inoltre probabilmente più consapevoli del fatto che il fondo pensione non è risparmio a breve termine: è senz’altro una buona notizia, che ci dà l’idea di un risparmio disancorato dalla finanza speculativa degli anni passati e che ci rimanda al concetto di sostenibilità. Sostenibilità del nostro sistema previdenziale, nel quale la pensione pubblica è integrata da quella complementare, e sostenibilità di un sistema economico probabilmente da ripensare.

Ritengo poi che i risultati ottenuti da Solidarietà Veneto (oltre 20.000 nuove iscrizioni nel triennio), siano il frutto dei significativi passi avanti compiuti, soprattutto con riferimento agli investimenti in tecnologia e comunicazione, nella traccia di uno stile innovativo che da sempre contraddistingue il fondo pensione regionale.

Grazie a questa impostazione, Solidarietà Veneto, anche durante le restrizioni da Covid-19, è riuscito a dare continuità alla propria azione, offrendo flessibilità e sicurezza al personale e, al tempo stesso, riuscendo ad adattare il servizio agli associati. Decisiva in tal senso l’introduzione degli sportelli on line e dell’adesione online, che contribuisce al miglioramento del servizio. Ma pure importanti ci sembrano l’aggiornamento del sito internet, l’introduzione di una chatbot dedicata alle principali domande degli iscritti e gli interventi volti a ottimizzare le infrastrutture web, anche in chiave di sicurezza.

La crescita dimensionale del Fondo è stata accompagnata anche da uno sviluppo organizzativo parallelo. In quest’ambito, il Fondo ha ritenuto di dotarsi di un Codice Etico, andando a formalizzare le “buone prassi” nel tempo sedimentatesi nell’esperienza gestionale. Assieme al codice etico, nel 2021 ha visto la luce anche la nuova Carta dei Servizi, preziosa nel rapporto con le istituzioni pubbliche, specialmente considerando che, il 27 aprile 2022, è stato autorizzato l’inserimento di Solidarietà Veneto nell’Elenco regionale delle forme di Welfare collettive accreditate ed operanti nel territorio della Regione del Veneto (Legge regionale 15/2017).

Presidente Noviello, dal suo punto di vista, quali sono le prospettive per il prossimo futuro e quale “eredità” si sente di condividere con i nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione?

Oggi, in uno scenario che si conferma sfidante, crediamo che il Fondo possa guardare al futuro con ottimismo. Non l’ottimismo della superficialità, ma quello della razionalità: lasciando da parte l’emotività comprendiamo che nell’attuale delicata fase si creano probabilmente i presupposti per la costruzione di una prospettiva finanziaria più credibile, dopo un decennio abbondante di eccessi finanziari, di cui probabilmente stiamo pagando il conto.

Alla costruzione della prospettiva certamente contribuiranno anche gli investimenti in “economia reale” che, dopo le prime sperimentazioni del 2013-17 (capitale e debito delle PMI), fra il 2021 ed il 2022, si sono arricchiti di un nuovo tassello: le infrastrutture, per un impegno complessivo che supera i 160 milioni di € ed è destinato a crescere contribuendo da un lato alla salvaguardia del potere d’acquisto degli associati e dall’altro al rinnovo del tessuto economico nazionale ed europeo.

Ritengo poi che si possa guardare con crescente soddisfazione al percorso sulla sostenibilità iniziato dal Fondo nel 2018 e concluso fra la fine del 2021 e l’inizio del 2022: con l’adozione della politica di sostenibilità in chiave ESG, Solidarietà Veneto si allinea art.8 del Regolamento SFDR diventando fondo pensione promotore di caratteristiche ambientali o sociali.

Colgo l’occasione per ringraziare tutta la struttura di Solidarietà Veneto per la dedizione dimostrata, poi il Vicepresidente Lorenzon assieme a tutto il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Stefan,  manager prezioso per la conduzione della macchina operativa del Fondo e per il supporto alla Presidenza. Siamo riusciti a traghettare il Fondo nel mezzo della burrasca: non è stato facile e credo che uno dei fattori chiave sia stato il “gioco di squadra”.

Ringrazio anche il Collegio dei Sindaci, attento presidio sull’attività gestionale, ma vorrei spendere ancora una parola per sottolineare la centralità del supporto “esterno”: quello delle Parti istitutive, degli operatori sindacali e delle RSU, degli addetti degli uffici amministrativi e del personale delle tante aziende associate.

Concludo per questo ringraziando quanti contribuiscono quotidianamente alla maturazione di questo progetto, così importante per il benessere di una splendida regione, il Veneto, a cui mi sento particolarmente vicino e che tante volte ho potuto apprezzare.

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