Il primo “timoniere” parte per il viaggio più lungo

Nato a Monfalcone nel 1934, figlio di un operaio dei cantieri navali, impegnato sin da giovanissimo nell’associazionismo cattolico, entra anch’egli, a diciassette anni, nel grande complesso industriale della città natale, distinguendosi tra i giovani attivisti della Cisl.

Rientrato ai cantieri navali di Monfalcone, è eletto nella commissione interna di fabbrica nonostante la giovane età. Dal 1964 al 1971 è segretario provinciale della Filca di Mantova e nel 1969 viene anche eletto nella segreteria nazionale della stessa federazione.

Dal 1973 al 1986, dopo aver coordinato per qualche tempo il Triveneto, svolge il ruolo di segretario nazionale a tempo pieno, occupandosi degli aspetti organizzativi e amministrativi e intervenendo personalmente come commissario per risolvere le situazioni di crisi in tutto il territorio nazionale. Nel 1986 lascia la Filca e per tre anni lavora nel Cenasca-Cisl (Cooperative).

Andato in pensione nel 1989, contribuisce a costituire il fondo pensionistico regionale Solidarietà Veneto, divenendone il primo Presidente e mantenendo la carica dal 1990 al 1995.

In questo giorno così triste, in cui il nostro pensiero va alla famiglia di Giuseppe, vogliamo ricordarlo attraverso l’energia delle sue parole, proprio su Solidarietà Veneto, raccolte durante un’intervista rilasciata nel 2006: «Il Fondo per le pensioni integrative era un progetto di grande valore».

«Nasceva – proseguiva Colautti – sulla linea previdenziale della CISL della seconda metà degli anni ’80, su base contrattuale e riguardava particolarmente i lavoratori di piccole aziende. Un’autentica dimostrazione di come bisogna fare i sindacalisti: intelligenza, progetti, realizzazione».

«Accettai l’incarico (gratuito e con solo il rimborso delle spese vive) – ricorda – che mi fu proposto, nel settembre 1989, dal Segretario Generale della FILCA del Veneto, Isaia Beldì. Cominciai ad informarmi e a prendere contatti a destra e a manca. Ho scritto la bozza di statuto e siamo andati dal notaio».

Ed è così che è iniziata la storia di Solidarietà Veneto. Una storia nata dalla lungimiranza, dalla passione e dalla tenacia di un gruppo di persone che, guidate dall’eperienza e dalla statura umana di Giuseppe, volevano realizzare un sogno: aiutare i lavoratori a costruire un futuro più felice.

Commossi nel suo ricordo, il nostro impegno, è quello di custodire e difendere questi valori per permettere a quel sogno di continuare a realizzarsi, giorno dopo giorno.

Ciao “timoniere”. Ciao Giuseppe.

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