I rendimenti di giugno 2016

Un semestre che si è aperto sotto la stella della volatilità non poteva che chiudersi che in maniera analoga: l’evento cardine del mese è stato naturalmente il referendum nel Regno Unito con l’inattesa vittoria della “Brexit”. Data l’importanza di questo evento, dedichiamo un po’ più di tempo all’analisi di scenario.

Non tutte le asset class hanno reagito in ugual modo alle situazioni che si sono susseguite dall’inizio del 2016 e pure nel mese di giugno. I risultati più severi sono stati registrati proprio nel mercato azionario italiano, che ha risentito più di altri dell’instabilità. Da inizio anno l’indice FTSE Mib registra un pesante -25% circa, risultato sul quale hanno pesato molto, specie nel mese di giugno, le notizie relative al sistema bancario nazionale.

All’opposto, la ricerca di sicurezza, ha comportato un incremento degli acquisti sui titoli di stato, dove si sono registrati prezzi in aumento: la dinamica, positiva per gli investimenti nel breve termine, comporta però una ulteriore riduzione dei rendimenti, fenomeno che desta crescente preoccupazione in chiave prospettica per il risparmiatore e che, come sappiamo, impone anche ai Fondi pensione scenari sfidanti dal punto di vista della diversificazione.

Una prospettiva complicata, nella quale la diversificazione degli investimenti in valuta diversa da Euro (dollari USA, yen giapponese) rappresenta un importante valore aggiunto. Un esempio: nel mese di giugno la Borsa italiana ha registrato un pesante -10%. Nello stesso periodo, tenendo conto dell’effetto cambio, l’investimento in azioni Giappone ha registrato un -2%; gli indici statunitensi, addirittura, hanno mantenuto il loro valore.

Ecco perché a fronte di una percezione interna molto negativa, gli effetti sui rendimenti dei comparti di Solidarietà Veneto sono stati piuttosto contenuti.

In aggiunta a tali elementi, di carattere strettamente finanziario, nel mese di giugno il risultato dei comparti del Fondo trae beneficio anche dal positivo impatto del “credito d’imposta” maturato per effetto degli investimenti in economia reale, riguardo al quale vi rimandiamo ad un prossimo approfondimento.

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Dinamico



L’impatto di Brexit sulla componente azionaria (50% del portafoglio) è mitigato, nel comparto dedicato ai più giovani, dalla diversificazione spinta: oltre alla tenuta dei titoli di stato va evidenziato il ruolo del mandato a focus geografico affidato a Finanziaria Internazionale (presente anche nel Reddito e Prudente) che chiude il mese con il segno “+”, all’opposto, il gestore Pioneer registra nel mese un significativo ritardo rispetto al benchmark di riferimento.

Positivo invece l’apporto dell’investimento diretto in fondi chiusi mobiliari che, pur in minima parte, contribuisce alla tenuta della componente investita in capitale. Proprio per effetto di tale forma di investimento, il Dinamico ha beneficiato di un credito d’imposta pari a circa 510.000€ che ha inciso positivamente per lo 0,35% sul rendimento del mese. Il risultato mensile è pari a -0,92% e la performance da inizio anno a -1,65% (benchmark -0,41%).

Si segnala in breve una novità: il Consiglio del Fondo ha avviato un’azione di rinnovo dell’assetto gestionale del comparto.

Reddito



L’effetto “Brexit”, nel comparto Reddito è stato di fatto quasi completamente assorbito dagli elementi di diversificazione, tanto che il risultato nel mese è pari ad un -0,23% netto. Il rendimento da inizio anno si fissa sulla soglia della “stabilità” (– 0,10% netto) e deriva anche da una buona lettura del mercato da parte dei quattro gestori (Arca, Duemme, Generali, Finanziaria Internazionale), il benchmark infatti, nello stesso periodo, ha registrato un risultato inferiore: -0,52%.

Contribuisce al risultato anche il credito d’imposta (pari a circa 1.265.000 €) che incide positivamente per lo 0,26% sul risultato del mese.

Prudente



È il comparto che, almeno in termini relativi, più ha risentito degli effetti di brevissimo termine del Brexit. La performance registrata a giugno (-0,69% netto) è da attribuire, in misura rilevante, agli investimenti denominati in valuta estera a seguito dell’indebolimento, in modo particolare, della sterlina nei confronti dell’euro.

Il rendimento da inizio anno resta peraltro positivo: +0,05 (benchmark +0,15%). Più contenuto in questo comparto l’effetto del Credito di imposta derivante dall’investimento in economia reale.

Garantito Tfr



Anche il risultato del Garantito Tfr da inizio anno è positivo (+0,13%; benchmark +0,12%), nonostante la lieve flessione di giugno (-0,18% netto). Si può agevolmente intuire come, per il comparto a “rischio minimo”, i rendimenti attesi siano molto ridotti e, proprio per tale aspetto, va sottolineata la presenza della significativa garanzia (restituzione del capitale e rendimento minimo almeno pari alla rivalutazione del TFR in azienda) sulla quale gli aderenti potranno contare fino alla scadenza della convenzione con Cattolica Assicurazioni (fine 2019).

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