I rendimenti di gennaio 2017

Messo in cantiere il buon risultato del 2016, eccoci nuovamente a commentare l’andamento dei mercati in questo 2017 appena cominciato.

Esattamente come un anno fa, nel primo mese dell’anno, i mercati soffrono ma, come spesso accade in questi contesti, Solidarietà Veneto si difende efficacemente grazie ad un mix di tattiche difensive fra cui spiccano la diversificazione spinta e la garanzia di rendimento.

Rialzo dei tassi: gli effetti



Il fenomeno del mese è certamente il rialzo dei tassi: modesto in Europa, ma più marcato per i titoli di stato italiani che, come conseguenza, hanno perso valore.

Parallelamente, nella complessiva stabilità dei mercati azionari, spicca in negativo l’Italia, con l’indice FTSE Mib che perde oltre il 3%, soprattutto per la crisi del sistema bancario.

L’instabilità dello scenario, sul quale incombono eventi quali le elezioni politiche in Francia e Germania, incide come al solito sui punti deboli del sistema: fra questi, il nostro paese. Nel frattempo, l’inflazione rialza la testa (+0,9% da gennaio 2016): il dato più alto degli ultimi 4 anni.

Alle due parole chiave del 2016 (diversificazione e coerenza nell’investimento), nel 2017 se ne aggiunge una: garanzia.

Valutiamo dunque assieme l’andamento dei comparti da inizio anno:

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Dinamico



Lo scorso anno, a gennaio, il comparto aveva registrato un pesante -2,5%, per chiudere alla fine dell’anno alla soglia del +5%.

Quest’anno, pur nella difficoltà dello scenario, si comincia con un pareggio: -0,01% (benchmark -0,03%). Ancora una volta, il comparto si conferma fra i più adatti a contrastare uno scenario finanziario complicato, riuscendo a chiudere a livelli superiori ad altre forme di risparmio previdenziale.

È chiaro che, dopo 5 anni consecutivi con il segno “+” ed un rendimento medio annuo nel quinquennio superiore al 7% netto, l’iscritto al Dinamico, specialmente se non più giovanissimo, cominci a riflettere sull’opzione “cambio comparto”.

All’opposto, per gli iscritti più giovani, il cui investimento è ancora limitato, la volatilità non è da temere, essendo collegata alla aspettativa di maggiore rendimento nel lungo periodo.

Reddito



La cattiva performance della borsa italiana e il rialzo dei tassi incidono solo parzialmente sul comparto, che chiude il mese a -0,68% (benchmark netto -0,64%).

A mitigare le criticità sono soprattutto la forte diversificazione internazionale (la borsa USA e quella di Tokyo hanno chiuso il mese molto meglio rispetto all’Italia) e quella attuata per il mezzo della componente a “focus geografico”: Finanziaria Internazionale, che gestisce tale asset class, nel mese di gennaio è infatti il migliore fra i quattro che operano sul “Reddito”.

Prudente



Il comparto apre l’anno con un -0,55% (benchmark -0,59%), una performance simile a quella del comparto Reddito nella quale, alla debolezza della componente governativa (titoli di stato), si contrappone la tenuta degli investimenti azionari socialmente responsabili e dell’investimento a focus geografico.

Garantito Tfr



Chi scelto il comparto nel recente passato, e non può quindi beneficiare degli elevati rendimenti maturati dal 2012 in poi, si trova a cominciare il suo percorso previdenziale con un –1,04% (benchmark -0,27%).

Un risultato che non desta preoccupazione visto che l’iscritto potrà contare, in caso di pensionamento, e almeno fino al 31 dicembre del 2019, sulla garanzia offerta da Cattolica Assicurazioni: restituzione del capitale e rendimento minimo almeno pari a quello del “TFR in azienda” che, come sappiamo, è legato all’inflazione.

Ricordiamo allora, per chi si trova in questo comparto, che nel solo mese di gennaio, il TFR ha maturato un rendimento netto pari allo 0,47% (dato provvisorio): un valore sorprendentemente alto, che si spiega con la crescita dell’inflazione di cui abbiamo detto in premessa.

È dunque forse giunta, per il comparto dei pensionandi, “l’ora della garanzia”!

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