Gestione Finanziaria

I rendimenti di gennaio 2014

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Garantito Tfr

Gennaio di cambiamento per il comparto destinato ai pensionandi ed agli “avversi al rischio”. Durante l’anno appena concluso l’obiettivo del gestore è stato quello di giungere al 31 dicembre (consolidamento garanzia) sotto il segno della massima cautela. Con l’avvio del nuovo triennio di calcolo del “rendimento minimo garantito”, ecco che i titoli in portafoglio (scadenze brevi) vengono sostituiti con emissioni che hanno vita residua allineata con gli anni mancanti ai prossimi consolidamenti. Ciò comporterà una maggior sensibilità, rispetto a quella registrare nell’ultimo anno, del valore dei titoli rispetto alle possibili variazioni dei tassi d’interesse. Il risultato leggermente positivo fatto registrare questo mese (+ 0,41% netto – benchmark +,030%) è frutto sia della diminuzione, seppur non molto significativa, dello “spread” nelle prime settimane dell’anno, sia di un ritorno d’interesse da parte degli investitori ai titoli di stato dei paesi “maturi” di cui si faceva cenno in premessa.

Prudente

Il Prudente, in modo non dissimile a quanto registrato nel Garantito TFR, registra nel mese un risultato positivo (+0,54% netto – benchmark +0,73%). Hanno contribuito alla performance (la migliore fra quelle dei quattro comparti in questo mese) sia la componente obbligazionaria, che la contenuta esposizione azionaria “socialmente responsabile” (10%); si rispecchiano in questo senso in modo lineare le considerazioni riportate in premessa.

Reddito

Positivo il risultato del comparto Reddito che, nel mese, ha fatto registrare un +0,31% netto (benchmark +0,58%). Un risultato per certi versi inatteso e che, nonostante la maggior esposizione del comparto alla componente azionaria (25%), si pone in linea a quelli di comparti (Garantito TFR e Prudente) caratterizzati da un assetto decisamente più cauto. Il merito va attribuito anche alla “riserva” (5%) che, nel comparto, è attribuita all’azionario Italia: come si accennava in premessa uno dei pochi mercati azionari che hanno chiuso il mese con il segno “+”.

Dinamico

Dopo un anno di decisa progressione, ecco invece un, seppur moderato, segno meno (-0,76% netto; benchmark – 0,34%) per il comparto Dinamico. Decisiva in tal senso la performance negativa della componente azionaria (specialmente nell’ultima settimana di gennaio). Si tratta ora di capire se il fenomeno, assolutamente fisiologico (e vorremmo dire quasi… “salutare”, tenendo conto della storia recente), resterà circoscritto o troverà conferma nei prossimi mesi.

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