Gestione Finanziaria

I rendimenti del mese di maggio 2018

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Era dal 2011 che il fenomeno spread non si riacutizzava con una violenza come quella osservata nell’ultima settimana di maggio. Tralasciando ogni considerazione sul “rischio paese”, va detto che l’aumento dello spread comporta il potenziale incremento del costo di finanziamento del debito per lo stato italiano.Poi c’è l’altra faccia della medaglia: l’intensificazione delle vendite sui titoli di stato italiani, soprattutto sulle scadenze 2-4 anni, ne hanno fatto scendere il valore: dal 24 al 29 maggio il prezzo del BTP con scadenza “settembre 2020” si è ridotto del 4,32%. Negli stessi quattro giorni il BTP avente scadenza “settembre 2028”, ha perso il 5,82%.

L’investitore che ha cercato protezione scegliendo i titoli più “brevi”, ha tratto beneficio da questa scelta, anche se non secondo le aspettative. Un altro tema da approfondire: si è realizzata infatti la cosiddetta “inversione della curva dei rendimenti”, che rappresenta un forte stress sul paese interessato.


Nei giorni in cui scriviamo, la situazione è solo parzialmente normalizzata, per cui questi aspetti resteranno ancora per molto tempo sotto osservazione. Un nodo rilevante, dunque, anche se nei Fondi pensione “non tutte le uova sono nello stesso paniere”; in altre parole, le risorse non sono, ovviamente, tutte investite in titoli di stato italiani. Così, grazie alla diversificazione e al buon andamento delle altre asset class, i comparti di Solidarietà Veneto hanno compensato l’effetto spread.

Buoni soprattutto i risultati delle borse USA e di quelle europee, con l’unica eccezione dell’Italia: il FTSE Mib soffre infatti per le incertezze politiche interne. Fra le fonti di diversificazione più efficaci va inoltre annoverato, nel mese di maggio, il contributo derivante dal rialzo del Dollaro USA rispetto all’Euro.

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Ecco nel dettaglio i rendimenti dei comparti di Solidarietà Veneto

Dinamico



Nel bel mezzo della “perturbazione spread” il comparto dedicato ai più giovani fa segnare un +0,12% nel mese di maggio, che ha sorpreso più di qualche associato. Anche la performance da inizio anno ritorna quindi, seppure di un soffio, in territorio positivo: +0,01% netto (benchmark +0,48%). Premia l’assetto ben diversificato: l’aumento di valore pressoché generalizzato dei listini azionari, ha infatti del tutto compensato il rendimento negativo dei mercati obbligazionari.

Reddito



Il comparto risente solo parzialmente delle riduzioni di valore dei “titoli di stato Italia” (spread) e delle “azioni Italia” (mediamente il 4% delle risorse in gestione) manifestatisi a fine maggio. -0,16%, il risultato nel mese, con un valore quota che resta superiore a quello di fine 2017 (+0,07% netto; benchmark netto +0,44%). Contribuisce al risultato anche il rafforzamento del Dollaro USA, con positivi effetti sulla porzione di patrimonio investito in paesi extra-Euro. Da evidenziare che fra i comparti dedicati all’aderente medio, il “Reddito” risulta in questa fase fra i migliori del mercato.

Prudente



Anche nel comparto “socialmente responsabile” si assiste a maggio (-0,19% il risultato nel mese) ad una sostanziale compensazione fra le “tensioni italiane” (soprattutto mercati obbligazionari – 85% delle risorse in gestione) e i buoni risultati derivanti dalla diversificazione geografica. È lievemente positivo il rendimento da inizio anno: +0,05% netto (benchmark netto +0,54%) e si conferma l’elemento che da sempre caratterizza il Prudente: il contenimento della volatilità, particolarmente apprezzato proprio quando i mercati soffrono.

Garantito Tfr



Il comparto caratterizzato dalla garanzia del capitale e del rendimento minimo pari a quello del TFR “in azienda”, ha rilevato nel mese un -1,94% che erode quanto di buono fatto fino ad aprile. Il valore quota registra infatti un -1,70% netto (benchmark -0,52%) da inizio anno. La variazione è rilevante, ma non ha suscitato più di tanto l’attenzione degli associati proprio per la protezione derivante dalla garanzia. La riduzione dipende naturalmente dal fenomeno “spread” data la più rilevante (rispetto ad altri comparti) concentrazione dell’investimento sui titoli di stato italiani. Osserviamo peraltro che la durata media dei titoli (duration) in portafoglio è di poco superiore a due anni, in linea con il periodo di tempo mancante alla scadenza della convenzione con il gestore (Cattolica Assicurazioni – giugno 2020): i titoli di stato, ferme le premesse delineate anche in questo articolo, sono rimborsati a “prezzo pieno” (100). Questo permetterà agli iscritti che hanno visto ridursi in modo inatteso il valore della loro posizione, di rientrare dalla flessione in tale arco di tempo (beneficiando anche dell’aumento di rendimento generatosi negli ultimi giorni di maggio). Oltre a ciò, anche chi dovesse andare in pensione prima, è in ogni caso protetto dal meccanismo della garanzia.

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