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Gestione finanziaria: i progetti di Solidarietà Veneto

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Il Presidente Andrea Tomat, in un’intervista rilasciata a European Pension Italia, indica le strategie di Solidarietà Veneto nell’ambito degli investimenti. Le parole chiave: diversificazione, ottimizzazione del rapporto rischio/rendimento e attenzione al territorio.

Ecco un estratto dell’intervista di Carlo Giuro al Presidente Tomat.

Può descriverci quali sono le vostre iniziative per sostenere il finanziamento delle imprese locali del Veneto?

Dopo la “crisi dello spread del 2011”, l’esigenza di diversificare l’asset class Italia (tanto riguardo all’investimento in capitale quanto a quello in debito) ha indirizzato la strategia del fondo territoriale nella doppia direzione del corporate a focus geografico e dell’equity – non quotato. Il primo dei due progetti è stato avviato nel gennaio del 2013, con l’attribuzione a Finanziaria Internazionale di un mandato corporate che, attualmente, vale circa 34 milioni di Euro. Il secondo progetto è, proprio in queste settimane, all’ordine del giorno per il CdA di cui, dalla fine di aprile, sono stato eletto Presidente: nei prossimi mesi puntiamo infatti a realizzare le prime sottoscrizioni di quote di Fondi mobiliari chiusi dedicati ad aziende non quotate operanti nel nostro territorio.

La Covip, nel dare il proprio placet al ruolo di investitori istituzionali dei fondi pensione rammenta sempre che la logica deve essere quella della diversificazione ed ottimizzazione dei rischi e che il primo obiettivo di un fondo pensione è quello di pagare rendite ai propri aderenti. Come vi tutelate perché questo accada?

Fin dal 1990, anno della costituzione di Solidarietà Veneto, i principi della diversificazione e dell’ottimizzazione rischio-rendimento guidano l’attività degli organi del Fondo. Chi mi ha preceduto può testimoniare il fatto che, in tale binomio, particolare attenzione è stata dedicata al tema del contenimento del rischio, prima ancora che al rendimento. L’assetto ha dato riscontri positivi, lo dimostrano i risultati prima ancora che le parole, ed è stato apprezzato dai lavoratori del Veneto. La crescita dimensionale maturata anche durante questi ultimi anni di crisi della previdenza complementare negoziale italiana ne è la più chiara testimonianza.

Crediamo peraltro che la sottolineatura di Covip sia opportuna e doverosa; sarebbe importante che venisse colta anche da quei soggetti che praticano la materia della previdenza da pochi anni e che ne hanno fatto terreno di conquista sottolineando, più che il principio della prudenza, quello della “lusinga” dei maggiori rendimenti.

Per quanto riguarda l’investimento del Fondo, la regolamentazione in essere fornisce dei perimetri abbastanza rassicuranti. Se vogliamo porre l’accento sugli investimenti a focus geografico occorre forse essere maggiormente accurati nella disamina. Riflettiamo allora sul concetto di diversificazione: prima della crisi spread del 2011 nel “titolo di stato Italia” si concentrava anche il 60-70% del patrimonio dei Fondi pensione italiani. Dalla crisi è emerso, in seno al CdA del Fondo, un quesito: come poter diversificare tale asset class e valorizzare contemporaneamente il “sistema paese”? Una possibile risposta è venuta proprio dal territorio: il Veneto è caratterizzato da un sistema economico ben diversificato, fortemente orientato all’export e che, nonostante “crisi del modello Nordest”, rappresenta ancora un ambito di eccellenza in l’Italia. Un’alternativa all’ “unica via” del BTP, che consente di diversificare l’asset obbligazionario dedicato al nostro paese selezionandone una delle parti più virtuose.

La questione diversificazione va approfondita anche riguardo al versante equity: al tal riguardo il DM 703 del 1996 (Art.2) pone l’accento sul tema delle PMI. Questo ambito, nerbo del nostro sistema produttivo, è stato fino ad oggi trascurato dai fondi pensione italiani. Probabilmente le masse patrimoniali contenute, forse la complessità del tema hanno fatto preferire l’equity quotato, ovvero l’azionario, magari extra Italia. Un rilievo che trova fondamento nei numeri: il Presidente Covip Tarelli, nell’esporre la Relazione per il 2013, ha sottolineato come la quota di patrimonio (capitale e debito) dedicata alle imprese italiane sia pari all’incirca al 2,5% del patrimonio complessivo dei fondi pensione. Solidarietà Veneto, attraverso le scelte intraprese negli ultimi anni investe già nel “sistema paese” circa il 6-7% del patrimonio, ponendosi in linea con gli istituzionali degli altri paesi. Il Fondo, inoltre, nel 2009, ha richiesto ed ottenuto dalla Covip l’autorizzazione all’investimento diretto. Da allora la struttura ha lavorato con costanza al fine di portare a compimento anche questo progetto; i risultati si vedranno molto presto.

Siete attenti come fondo pensione anche all’investimento socialmente responsabile. Quali sono le logiche che seguite e quali sono le richieste degli aderenti?

Recentemente, in occasione di un corso di formazione, si parlava dell’investimento nelle banche del territorio: un partecipante ha posto l’accento sull’importanza di affiancare al binomio rischio/rendimento, elementi di consapevolezza. L’osservazione fu: “è giusto sapere cosa fa la banca con i miei soldi!” e “non si possono concedere deleghe in bianco” Ferma restando l’enormità delle implicazioni pratiche di tali riflessioni, ci è parso particolarmente interessante proprio il principio evidenziatoci dall’aderente: quello del “risparmio consapevole”.

Una tematica che trova sempre più spazio nel dibattito e che, nella strategia di Solidarietà Veneto, ha una duplice declinazione. Da un lato la consapevolezza si realizza nel territorio, con l’avvicinamento, potremmo dire, dell’investitore all’investito. Parallelamente ecco la configurazione “socialmente responsabile”: particolarmente adatta ad un investitore di lungo periodo come il Fondo e che è stata implementata all’interno del comparto Prudente fin dal 2011. Dopo un triennio i riscontri sono positivi: si impone dunque al Fondo una valutazione circa l’opportunità di adottare tale impostazione anche in termini più generali nel futuro prossimo.

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