Attenzione! Su Facebook qualcuno sta cercando di spacciarsi per Solidarietà Veneto. Non ci cascare. Noi non ti chiediamo il collegamento, non ti mandiamo messaggi privati per chiederti dati personali o proporti "strani" affari. Se ricevi una richiesta di collegamento segnala il profilo a Facebook e bloccalo.

Per tutti i dettagli

Avviso! Oggi, 11 MAGGIO 2023, l’AREA ISCRITTI e l’AREA AZIENDE potrebbero registrare dei rallentamenti per interventi di manutenzione straordinaria. Dalle ore 15.00 il servizio riprenderà il corretto funzionamento..

Per tutti i dettagli
Previdenza

Fornero: sì alla flessibilità in uscita, con tagli del 3,5%

Facebook
Twitter
LinkedIn

Dopo le proposte di Cesare Damiano e di Tito Boeri, arrivano le dichiarazioni dell’autrice dell’ultima riforma del sistema pensionistico italiano, Elsa Fornero.

Mentre l’ex Ministro Fornero concorda sull’introduzione di un sistema più flessibile, Cesare Damiano incalza il Governo, chiedendo una proposta concreta di riforma.

Sullo sfondo l’attuale Ministro del Lavoro, Poletti, che sottolinea che le cifre da stanziare non sono molte perché «non si può costruire altro debito e scaricare nuovi pesi sulle future generazioni».

Il cantiere previdenziale, dato più volte per chiuso, è invece più aperto che mai.

Fornero: ok alla flessibilità. Damiano: fuori le proposte



L’ex Ministro, ha aperto alla possibilità di concedere una maggiore flessibilità in uscita, applicando delle penalizzazioni, che potrebbero essere meno consistenti per categorie come i “precoci”.

Secondo Fornero, l’emergenza nella quale si decise la riforma della previdenza nel 2011 può considerarsi «quasi del tutto superata». È quindi possibile introdurre un po’ di flessibilità, ma gli interventi dovranno essere «molto ponderati».

«L’uscita dal lavoro in anticipo rispetto all’età di vecchiaia – ipotizza la Professoressa – potrebbe costare al lavoratore il 3-3,5% per ogni anno di anticipo. Una soluzione non neutrale per la finanza pubblica, ma meno costosa delle ipotesi circolate finora, ad esclusione del ricalcolo contributivo dell’intero assegno».

Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro, riprende le dichiarazioni della Fornero e sollecita il Governo: «Anche l’ex ministro adesso sostiene che la sua riforma si può correggere»

«Visto che anche Renzi e Poletti sono d’accordo che si introduca un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale – ha proseguito Damiano – aspettiamo la proposta del Governo».

Damiano ha poi incalzato: «Centinaia di migliaia di lavoratori stanno aspettando questa soluzione: il Governo faccia la cosa giusta e apra un confronto vero ed approfondito con la Commissione Lavoro».

Il piano del Governo e le proposte di Boeri



Governo che, a causa dei costi troppo elevati (tra gli 8 e i 10 miliardi di euro, secondo i calcoli presentati dall’Inps), sembra aver già archiviato la proposta Damiano – Baretta (2% di taglio per ogni anno di anticipo con un limite dell’8%) e l’ipotesi ”quota 100” tra età e contributi per i costi che potrebbero avere.

Per il capitolo previdenza, infatti, Palazzo Chigi non vorrebbe stanziare cifre elevate (si parla di 1 miliardo di euro).

Sul tavolo rimangono ancora le proposte avanzate dal Presidente Inps Tito Boeri, tra cui anche l’estensione dell’opzione donna, ovvero alla possibilità di andare in pensione in anticipo rispetto all’età di vecchiaia utilizzando il sistema contributivo. Su quest’ultima proposta, l’ex Ministro Fornero è critica: «È falsa flessibilità».

Ottobre, data della prossima legge di stabilità che dovrebbe contenere la Riforma, si avvicina; la discussione entra nel vivo.

VUOI DIRE LA TUA? Lascia il tuo commento sulla nostra pagina Facebook

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
PENSIONE INPS: COME FUNZIONA IL SISTEMA CONTRIBUTIVO
PENSIONI, IN ITALIA LA SPESA PIÙ ALTA D’EUROPA
PENSIONE: SONO PESSIMISTA, MA NON SO PERCHÉ
ISTAT: L’ITALIA CONTINUA AD INVECCHIARE
BOERI: I 5 PUNTI PER RIFORMARE LE PENSIONI
PRESTAZIONI ACCESSORIE: PUBBLICATO IL BANDO DI SELEZIONE
CENSIS: IL 65% DEI GIOVANI IN PENSIONE CON MENO DI 1.000 EURO
ISTAT: A RISCHIO IL RICAMBIO GENERAZIONALE
RAPPORTO INPS: IL 2014 SI CHIUDE IN PASSIVO

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

Nuova Assemblea dei Delegati 2026-2030

Si sono concluse le votazioni per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati di Solidarietà Veneto.Dal 20 marzo al 10 aprile 2026, le persone aderenti hanno partecipato all’elezione dei propri rappresentanti, contribuendo a definire la nuova composizione dell’Assemblea per i prossimi 4 anni. Si può consultare l’elenco completo delle persone elette, riportate in ordine alfabetico, cliccando sul

Febbraio 2026. È guerra (nuovamente)

Termina bruscamente una lunga fase positiva per i mercati finanziari: scoppia il conflitto in Medio Oriente che accende i timori per l’economia e la finanza mondiale. Solidarietà Veneto risponde con diversificazione, tecnologia e consulenza. Nell’ “estratto conto” appena spedito, l’occasione per un check-up del proprio posizionamento. Anche il secondo mese dell’anno, dopo il buon avvio

Elezione Assemblea dei Delegati 2026: il tuo futuro conta!

Dal 20 marzo alle ore 12:00 al 10 aprile alle ore 23:00 2026 si aprono le votazioni per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati di Solidarietà Veneto. Ogni quattro anni, gli iscritti sono chiamati a scegliere i propri rappresentanti: un momento fondamentale per dare forza alla nostra comunità e partecipare attivamente alla vita del Fondo. Perché

Torna in alto