Approfondimenti

E se il fondo pensione fallisce?

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

In apertura occorre subito fare una distinzione tra:

  • rischio fallimento del fondo pensione
  • rischio dell’investimento

Il primo riguarda il funzionamento del fondo, il secondo invece è relativo all’andamento dell’investimento scelto dal lavoratore iscritto. Oggi esamineremo il primo.

Fallimento del fondo pensione



Il fondo pensione non può fallire. L’ Art 15 comma 5 del D.Lgs. 252/05 recita: «Ai fondi pensione si applica esclusivamente la disciplina dell’amministrazione straordinaria e della liquidazione coatta amministrativa, con esclusione del fallimento.”

Perché?

La previdenza complementare in Italia funziona secondo il cosiddetto sistema a capitalizzazione, molto diverso dal sistema a ripartizione che regolamenta il funzionamento dell’INPS. Quali sono le differenze?

Capitalizzazione e ripartizione: sistemi a confronto



CAPITALIZZAZIONE
Esso rappresenta un modello di finanziamento nel quale, semplificando, ognuno risparmia per sé. I contributi versati vengono accantonati nella posizione individuale dell’iscritto, con la precisa finalità di costituire il capitale necessario a permettere un futuro previdenziale più solido.

Per questo motivo, il fondo pensione non utilizza le risorse degli associati per finanziare sé stessa o altre prestazioni. Il finanziamento delle attività del fondo avviene mediante la quota associativa versata da lavoratori ed aziende associate.

Qualora le entrate derivanti dalle quote associative non dovessero risultare sufficienti a coprire le uscite, non vi sarà alcuna procedura di fallimento; semplicemente decadrà l’autorizzazione all’esercizio dell’attività rilasciata dalla Covip al fondo pensione.

Le posizioni previdenziali dei lavoratori associati verranno trasferite, senza penalizzazioni, ad un altro fondo pensione negoziale (come accaduto tra il 2011 e il 2014 a due fondi pensione negoziali italiani).

Massima tutela per gli iscritti, dunque, e per il loro risparmio previdenziale.

RIPARTIZIONE
Il modello appena esaminato, si contrappone al sistema a ripartizione: i contributi raccolti vengono utilizzati per finanziare l’erogazione delle prestazioni di chi è già in pensione.

Il sistema si basa sul patto tra generazioni: il trasferimento di risorse da una categoria (i lavoratori attivi) ad un’altra categoria (i pensionati).


Questo sistema è dipendente dallo sviluppo demografico. Infatti, se il numero dei beneficiari (pensionati) continua ad aumentare, mentre il numero dei contribuenti attivi (lavoratori) resta uguale o addirittura tende a diminuire, le finanze non sono più equilibrate.

La potenziale insostenibilità di questo patto tra generazioni è, da vent’anni, al centro del dibattito politico, sin dall’approvazione della “Riforma Dini” nel 1995 e all’introduzione del calcolo contributivo delle pensioni.

Articoli recenti

Scopri

Potrebbe interessarti anche…

VIDEO LIVE. Settembre: cambia il vento sui mercati finanziari?

In collaborazione con Radio Più, il Direttore di Solidarietà Veneto – Paolo Stefan – commenta i risultati finanziari a settembre 2021.  Con una finanza che – dopo mesi e mesi di crescita – segna il passo ed il Paese impegnato ad interpretare la ripresa post Covid-19, pare ci si approssimi ad un autunno che, nel rispetto dello

PERCHE’ NON RIESCO A CREARE UNA NUOVA PASSWORD?

Riconosciamolo: a volte i sistemi informatici hanno la capacità di farci “impazzire” tra nuove password da creare e codici alfa-numerici da inserire. Se ti sei trovato almeno una volta in questa situazione, ecco il nostro contributo per “fare pace” con il mondo IT. Nel nostro approfondimento AREA RISERVATA: COME RECUPERARE LE PASSWORD IN MENO DI

Guida alla fiscalità: come risparmiare tasse (costruendo la futura pensione)

La fine dell’anno si avvicina e con essa alcune scadenze fiscali piuttosto importanti. Vediamo le informazioni principali per massimizzare i benefici fiscali a disposizione degli iscritti a Solidarietà Veneto. La deducibilità fiscale I contributi versati a Solidarietà Veneto sono deducibili dal reddito fino alla soglia annua di 5.164,57 euro (vedi esempio). Il versamento, riducendo il reddito imponibile

Torna su