I rendimenti di maggio 2019
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25
Giu
2019

I rendimenti di maggio 2019

Diremo “Quasi un dejà vu…”! Un anno fa commentavamo la reazione dei mercati alla travagliata formazione del nuovo governo italiano: lo spread BTP-Bund segnava nuovamente i suoi massimi (così come i rendimenti dei BTP) e la volatilità dei mercati azionari si faceva più intensa, in particolare su quello italiano. Dopo la forte ripresa del primo quadrimestre 2019, tutto sembra tornato a 12 mesi fa con i listini che ritornano a flettere.


Maggio negativo per le asset class azionarie dei principali Paesi industrializzati. I ribassi seguono di pari passo l’incertezza che, a colpi di tweet, sta minando le relazioni commerciali tra USA ed il resto del mondo.

Se prima infatti l’“osservato speciale” era la Cina, ora l’attenzione della Casa Bianca sembra rivolta ad Europa e Messico. Nel primo caso Trump punta a limitare la concorrenza con i marchi interni nel settore automotive (componenti per le vetture stradali e industriali); nel secondo, il presidente americano cerca di utilizzare “l’arma dazi” per spingere il suo vicino (Messico) ad impegnarsi maggiormente nella gestione dei flussi migratori verso gli Stati Uniti.


In tutto ciò, i primi effetti negativi iniziano a registrarsi proprio sui risultati delle aziende statunitensi che, a partire dal settore hi-tech, stanno risentendo dell’aumento dei dazi nell’importazione delle merci, specialmente dall’oriente.

Al contrario nel Vecchio Continente, i risultati delle elezioni europee hanno confermato le attese della vigilia: crescono ma non sfondano i partiti “populisti” e, salvo la novità (non italiana), dei movimenti ambientalisti, non vi sono sostanziali modifiche nella composizione del Parlamento Europeo. In Europa preoccupano piuttosto le dinamiche italiane sul deficit e l’evoluzione del negoziato sulla Brexit che, con le dimissioni del primo ministro inglese, hanno riportato a galla il rischio per una cosiddetta hard brexit.


Più in generale, desta preoccupazione l’andamento prospettico dell’economia: i dati macroeconomici relativi al secondo trimestre determineranno infatti le scelte di politica monetaria delle Banche Centrali, con gli operatori in attesa di percepire ogni segnale da parte di Powell (FED) e Draghi (BCE) che consenta di interpretare efficacemente gli scenari futuri.

Solidarietà Veneto, nel frattempo, si approssima all’aggiornamento dell’asset allocation dei comparti Prudente, Reddito e Dinamico. L’evento, preannunciato nella “Comunicazione periodica agli iscritti” (estratto conto) inviata a fine marzo e che nei prossimi giorni approfondiremo nel dettaglio, avrà avvio dal 1° luglio.

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Vediamo ora l’andamento dei comparti di Solidarietà Veneto:

Dinamico



La flessione dei mercati azionari ha inciso sulla performance di maggio (-2,45%). La scelta operativa di sovrappesare il mercato statunitense, attuata da Amundi e Eurizon, gestori del Comparto, non è stata particolarmente efficace e ha determinato, nel mese, un certo ritardo rispetto al benchmark. Nonostante ciò il rendimento da inizio anno (+3,74 %; benchmark +4,85%) resta in area decisamente positiva e al di sopra delle attese.

Reddito



Anche il comparto Reddito risente, nel mese, della debolezza dei mercati azionari. A ciò si aggiunge il limitato contributo apportato dagli asset obbligazionari che, dopo anni di politiche monetarie espansive e relativa “compressione” dei rendimenti (in modo particolare di quelli a breve scadenza), non riescono ad avere la stessa funzione “cuscinetto” che li caratterizzava in passato. Il comparto registra nel mese un -1,21%, ma il rendimento da inizio anno resta positivo con +2,71% (benchmark +3,32%).

Prudente



Da inizio anno, il rendimento maturato dal Prudente si attesta, curiosamente, allo stesso livello del Reddito, ossia a +2,71% (in linea con il benchmark: +2,71%). Si giunge peraltro a tale risultato attraverso un percorso molto diverso: il risultato ottenuto a maggio (-0,75%), infatti, non è altro che una leggera flessione dopo un inatteso ed estremamente positivo rialzo da inizio anno. Il rendimento rilevato dai gestori attivi nel comparto (UnipolSai e Candriam) è, complessivamente, in linea con il parametro di riferimento e, nonostante la volatilità dei mercati, il Prudente continua a connotarsi per la sua stabilità.

Garantito Tfr



Un maggio meno turbolento per il Garantito TFR che registra una lieve flessione del - 0,18%, portando il rendimento da inizio anno a +0,69% (benchmark +0,53%). Il risultato è il prodotto della strategia del gestore (Cattolica) che, in questi mesi, sta progressivamente allineando la durata finanziaria dei titoli obbligazionari alla scadenza del mandato prevista per il mese di giugno 2020. Gli iscritti, a prescindere dalle fasi di mercato, potranno contare, almeno fino a quella data, sulla garanzia di rendimento minimo pari alla rivalutazione del TFR in azienda che, in questo momento, rappresenta un vero e proprio unicum, particolarmente apprezzato dagli investitori previdenziali più cauti.


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