C’è chi sceglie. E c’è chi sceglie di avere tutto.

Anche tu stai lavorando, giorno dopo giorno, in attesa che arrivi il “traguardo previdenziale”? Sei probabilmente in buona compagnia. E se ti dicessimo che, invece, questo può non essere l’unico atteggiamento possibile?

Tutti vorremmo un lavoro “smart”, coinvolgente ed appassionate, da poter fare finché ne abbiamo voglia, magari andando gradualmente a ridurre i ritmi, man mano che si innalza l’età.

Qualche volta invece ci toccano mestieri dove la fatica è tanta ed il pensionamento è visto come una… via di fuga. Bello sarebbe se per tutti valesse davvero il detto “il lavoro nobilita l’uomo”, ma non sempre è così, e le risposte dei cittadini, rispetto ad uno scenario talvolta poco gradito, sono molto diverse fra di loro.

Tanti lavoratori, ad esempio, attendono che le cose accadano, nella speranza che una riforma, una proroga, una misura temporanea, avvicini il momento dell’accesso all’agognata pensione. Un atteggiamento passivo, che trova fondamento in un principio radicato: “alla pensione ci deve pensare qualcun altro”.

Così facendo, però, si finisce per dipendere completamente dalla politica e dalle leggi, in un continuo andirivieni di speranze o promesse disattese.

Tutto questo si traduce nella totale incertezza, con conseguente incapacità di programmare le decisioni future: una situazione piuttosto frustrante. Ma non è questa la sola possibilità che abbiamo: una “via d’uscita” c’è, ed è la normativa a prevederla. Ma andiamo per gradi. Come abbiamo avuto modo di anticipare in un nostro recente articolo, da quest’anno, i lavoratori potrebbero trovarsi di fronte ad un “bivio pensionistico”:

1. “Quota 100”

2. “Requisiti Fornero”

Quale strada scegliere? Quale delle due possibilità è più conveniente?

COSA SCEGLIERE DUNQUE?


Anticipare l’accesso alla pensione , subendo però una riduzione, oppure attendere più tempo, ottenendo in cambio un assegno più sostanzioso?

Davanti a questo imbarazzante dilemma una via d’uscita è possibile; si può, semplicemente, fare quello che si ritiene più opportuno: la chiave è il fondo pensione.

I lavoratori che hanno deciso di avviare un percorso di risparmio previdenziale hanno infatti la possibilità di decidere il loro futuro con maggiore libertà, a prescindere da quanto prevede questa o quella riforma.

Scopriamo meglio perchè.

L'ADESIONE AL FONDO PENSIONE

Iscriversi ad un fondo pensione, al netto di ogni considerazione economico-fiscale, significa scegliere come accedere al pensionamento, in funzione del proprio lavoro, delle proprie aspirazioni e delle proprie necessità familiari. Ed è possibile farlo a prescindere da quale sarà la normativa previdenziale in vigore al momento del pensionamento. Chi lo dice infatti che le leggi non cambieranno ancora!

È vero, è impossibile prevedere il futuro, soprattutto nella situazione che stiamo vivendo mentre scriviamo. E allora organizziamoci: la previdenza complementare ci aiuta a non dipendere dai cambiamenti che certamente dovremo affrontare. Ricolleghiamoci dunque alla provocazione iniziale: occorre un cambio di approccio, non accontentiamoci più di scegliere “il male minore”. Abbandoniamo l’atteggiamento, un po’ sommesso, di chi resta sempre in attesa che qualcosa accada: scegliamo la pianificazione previdenziale.

Il futuro, per natura, è incerto.
Esistono degli strumenti per renderlo, almeno dal punto di vista previdenziale, più prevedibile. Conoscere questi strumenti (come la RITA) è il primo passo per acquisire più indipendenza e vivere più serenamente il percorso verso la pensione.

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