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Cambiano gli scenari, cambiano i comparti del fondo

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Ogni tre anni i fondi pensione sono tenuti ad aggiornare la propria strategia di gestione finanziaria, formalizzando la cosiddetta asset allocation strategica nel Documento sulla Politica di Investimento (DPI).

Il consistente flusso delle nuove adesioni (25% rispetto agli associati di 3 anni fa) e l’iscrizione “contrattuale” nel settore dell’artigianato (oltre 30.000 nuovi aderenti), hanno imposto una rivisitazione profonda, per dare risposta alle rinnovate aspettative e agli obiettivi previdenziali degli aderenti. Tutto ciò mentre lo scenario finanziario, caratterizzato da tassi bassi per gli asset obbligazionari ed elevata volatilità nei mercati azionari, diventa sempre più sfidante.

Per 12 mesi il Consiglio di Amministrazione, partendo dai fabbisogni previdenziali degli iscritti, ha sviluppato un lungo lavoro di composizione, finalizzato a modellare una risposta moderna ed efficace, in linea con le best practice internazionali.

Il nuovo documento, giunto a compimento nel mese di dicembre, condensa diversi ed interessanti aspetti innovativi, riconducibili a tre ambiti:

L’ECONOMIA REALE, VALORIZZANDO L’ESPERIENZA ACQUISITA

L’economia reale: un progetto che ha radici consolidate; come non ricordare infatti che Solidarietà Veneto è stato, nel 2013, il primo fondo negoziale italiano ad investire in questo segmento (private debt a focus geografico e private equity Italia).

Oggi, grazie anche all’esperienza maturata, è possibile estendere il modello in un’ottica di diversificazione internazionale, selezionando fondi chiusi operanti, ad esempio, nel settore delle infrastrutture e in quello del real estate. Per giungere, con gradualità, ad una più efficace allocazione delle risorse, che possa ridurre il rischio dell’investimento, a parità di rendimento atteso.

LA SOSTENIBILITA’ E L’AMBIENTE. LA RESPONSABILITA’ CHE NON PUO’ ATTENDERE

Il secondo punto ci porta all’attualità: le manifestazioni di questi giorni sul cambiamento climatico, accendono l’attenzione e l’emotività dell’opinione pubblica rispetto al tema degli investimenti socialmente responsabili, soprattutto dal punto di vista dell’ambiente.

La sfida che il Consiglio di amministrazione ha lanciato, nel tentativo di superare le normali metriche rischio/rendimento, punta ad un obiettivo ancor più ambizioso: abbracciare nella loro interezza i cosiddetti criteri “ESG”:

  • E”, ovvero l’impatto ambientale (Environmental)
  • S”, ossia le prospettive di sviluppo sociale (Social)
  • G”, cioè la qualità dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo (Governance).

Un diverso approccio che, pragmaticamente, tende a privilegiare i modelli di business sostenibili nel tempo e, dunque, più efficaci rispetto all’obiettivo della redditività nel lungo periodo. E’ il modello che Solidarietà Veneto da qualche anno già adotta con riferimento al comparto Prudente e la cui estensione appare irrinunciabile. Nella stessa direzione va, tra l’altro, anche la normativa europea che, già oggi invita gli investitori istituzionali (come i fondi pensione) ad adottare un approccio sostenibile nelle politiche di investimento.

TECNOLOGIA PER LA GESTIONE OTTIMALE DEL RISCHIO


Gli attuali quattro comparti del Fondo (Dinamico, Reddito, Prudente e Garantito TFR) consentono di sviluppare un percorso di investimento che comincia con il Dinamico (pensiamo ai ventenni al primo impiego), attraversa il Reddito a metà carriera, transita sul Prudente quando il traguardo si inizia a intravedere, riservando al Garantito TFR la gestione degli anni immediatamente precedenti al pensionamento.

Lo schema contempera la necessità di accumulare rendimento con l’esigenza di mitigare l’esposizione al rischio finanziario, man mano che si accorcia l’orizzonte temporale.

L’imprevedibile volatilità potrebbe però limitare l’efficacia del modello, specialmente se i cambi di comparto dovessero avvenire nei momenti di debolezza dei mercati. Un esempio che ci è vicino temporalmente: pensiamo alle differenze di performance che avrebbero ottenuto due iscritti con un identico percorso di investimento, ma che, semplicemente, avessero deciso di effettuare il cambio finalizzato a mitigare il rischio (es. da Dinamico a Reddito), uno a dicembre 2018 e l’altro dopo la ripresa di gennaio 2019 (approfondimento).

La questione è stata lungamente analizzata dalla Funzione Finanza del Fondo, anche prendendo a riferimento l’esperienza internazionale. Il Cda, al termine del percorso, ha deciso di introdurre un’opzione che permette di attivare i cambi di comparto con gradualità, in un arco temporale anche molto lungo. Lo schema comporta notevoli complessità tecniche, ma la tecnologia mette oggi a disposizione dispositivi che ne consentono il superamento.

Nasce quindi il “PERCORSO PREVIDENZIALE IDEALE”, che si prefigge di neutralizzare il rischio di incorrere nei picchi negativi di mercato, ma anche quello legato all’emotività che, in tali frangenti, potrebbe viziare i processi di decisione dell’aderente, peggiorando ulteriormente la situazione.

Il Percorso Previdenziale Ideale sarà disponibile da inizio 2020. Non perderti le ultime “News” sul nostro sito o sulla pagina Facebook del Fondo.

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