Gestione Finanziaria

Caccia a… “Ottobre rosso.” I rendimenti del mese di ottobre 2018.

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L’Ottobre rosso dei mercati finanziari trova origine in un complessivo deterioramento del sentiment, che fa sbandare le borse di mezzo mondo.


Un’ambiente complicato, con una conferma: l’Italia resta “sorvegliato speciale”: crescono infatti le incertezze politiche, dopo la bocciatura del Documento di programmazione economica da parte della Commissione Europea, e quelle economiche, perché nel terzo trimestre il PIL ha smesso di crescere (+0,1%). Lo spread sale così a quota 340, fedele cartina di tornasole del rischio percepito.


Fortunatamente, l’indulgenza dimostrata dalle agenzie di rating nella valutazione del nostro Paese (23-26/10) contribuisce a raddrizzare il quadro aprendo la via per una possibile stabilizzazione.

Matteo Germano, responsabile investimenti di Amundi in Italia, spiega così la situazione:


In uno scenario particolarmente critico, la diversificazione ci protegge, come spiega Germano “La debolezza degli asset rischiosi ha trovato come naturale contraltare il recupero dell’oro e il ribasso dei rendimenti dei titoli di Stato dei paesi core”.

In prospettiva ci si aspetta che le complessità persistano, con le incertezze politiche (come ci spiega Germano), che si contrapporranno a fondamentali economici solidi: “il “rumore” geopolitico rimarrà sullo sfondo con molteplici fronti aperti (dispute commerciali, elezioni europee, per citare solo i temi più rilevanti); ma, come elemento di supporto, ci aspettiamo che le prospettive economiche globali si confermeranno solide, anche se in lieve decelerazione.”

Un contesto severo, ma nel quale Solidarietà Veneto si difende egregiamente. Il fondo territoriale, diversamente da altri prodotti finanziari, aveva accumulato da inizio anno una buona “scorta di rendimento”.

La diversificazione spinta e le protezioni assicurative stanno dunque funzionando; vediamo in dettaglio come si sta evolvendo la situazione.

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Dinamico



Lo sbandamento delle borse colpisce duramente il comparto dedicato ai più giovani (-2.36%), che però non affonda: grazie al rendimento maturato nei mesi precedenti il valore quota rimane infatti in linea con quello di inizio anno (-0,45% netto; benchmark +0,06%). Ne esce, per il Dinamico, una performance di lungo periodo sorprendente (sfiora il + 80% nei 10 anni), combinazione di rendimenti elevati nelle fasi di crescita e di difesa efficace in quest’anno difficile. Tra l’altro i primi dati di novembre, sono positivi: l’auspicio è che siano confermati anche a fine mese.

Reddito



Rassicuriamo fin da subito gli associati (lavoratori preoccupati ci telefonano perché “…i fondi stanno perdendo il 3%…!”): “ottobre rosso” (-0,99%) non affonda neppure il comparto centrale di Solidarietà Veneto. Il rendimento da inizio anno resiste anch’esso sulla “linea di galleggiamento” (-0.31% netto; benchmark +0.01%). Ma attenzione! Se ho fatto una scelta più aggressiva, come un fondo molto esposto alle azioni è chiaro che il risultato sarà negativo, magari ben più del 3%! Devo allora ricordare che i fondi vanno misurati nel lungo periodo, per cui il giudizio sul singolo anno può essere fuorviante. Occhio pure ai costi nascosti, che potrebbero danneggiare ulteriormente la performance. Ad ogni modo, qui non c’è nulla di tutto ciò; merito della diversificazione: nel Reddito, infatti, la flessione del mercato italiano, (mediamente il 4% delle risorse) è stata compensata dall’investimento USA, grazie soprattutto al rafforzamento del dollaro.

Prudente



Cosa dire di questo comparto che da 16 anni non ha mai visto il segno meno? Noi stessi ne siamo ogni tanto colpiti! Circa l’85% del comparto è investito in titoli di debito; l’effetto spread, dunque, si combina con le difficoltà dei mercati azionari nel determinare la flessione di ottobre (-0,73%). Il “tesoretto” di rendimento accumulato da inizio anno è però prezioso in queste settimane, visto che la performance annua resta in territorio positivo (+0,07%; +0.51% il benchmark), configurando il comparto “etico” di Solidarietà Veneto come uno fra i migliori del 2018 in termini di risultati. Nel nome della prudenza, dunque, una garanzia, che si esplica efficacemente proprio in anni come questo.

Garantito Tfr



Nonostante il pesante -2,00% (-0.61% il benchmark) accumulato da inizio anno, non sono molti gli associati che ci manifestano preoccupazione. Atteggiamento comprensibile, perché il Garantito TFR offre un rendimento minimo garantito pari alla rivalutazione del TFR in azienda (+1,84% a fine ottobre). Se quindi, nei comparti Prudente, Reddito e Dinamico la protezione è offerta dalla diversificazione e dai costi bassi, nel Garantito TFR gli aderenti sono tutelati dalla copertura assicurativa. Curiosamente in ottobre, il Garantito TFR è rimasto stabile (-0,11%), non ha infatti pesato sul comparto dedicato ai pensionandi, la discesa dei mercati azionari. La situazione nelle prime settimane di novembre sembra tra l’altro in miglioramento.

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