Busta arancione: partenza in salita

Non ci sono i soldi per i francobolli, niente busta arancione. E l’attesa continua.

Ieri il presidente INPS, Tito Boeri, ha annunciato: «ne manderemo solo una piccola parte, ne spediremo circa 150mila, entro Natale, perché non ci è stata data l’autorizzazione dai ministeri per superare il vincolo di spesa, quella per le spedizioni è contingentata».

Auspicando poi che «in legge di Stabilità possa essere sbloccata la spesa», così «da inviare il grosso delle buste arancioni» subito dopo.

«È da aprile che abbiamo chiesto al governo l’autorizzazione di poter superare il vincolo di spesa per poter inviare a casa anche a chi non ha il pin la busta arancione», aveva detto sempre Boeri qualche giorno fa mettendo, forse, le mani avanti.

La spedizione, infatti, si sarebbe potuta finanziare «senza oneri aggiuntivi per lo Stato ma attraverso altri capitoli di spesa del nostro bilancio».

Ma non è andata così; «è un vero peccato perché sarebbe stato molto importante per noi farlo quest’anno», ha concluso il numero uno dell’Istituto di previdenza.

La via più facile per stimare oggi la pensione futura rimane quella on-line. Chi si è registrato al sito www.inps.it e ha ricevuto a casa la busta che contiene le 8 cifre che compongono il pin di 16 caratteri, può accedere liberamente alla simulazione e, volendo, personalizzarne alcuni parametri.

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