Boeri all’UE: sulle pensioni serve flessibilità

Il 2016 sarà l’anno della flessibilità in uscita?

Vediamo gli ultimi sviluppi.

La situazione oggi è questa: da un lato i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al Premier Renzi un incontro urgente per parlare di pensioni, dall’altro, in Parlamento, si accumulano le proposte per modificare le disposizioni della Legge Fornero.

E, nel frattempo, la scorsa settimana sono arrivate le dichiarazioni del Presidente Inps rivolte, in particolare, all’Unione Europea.

In un articolo pubblicato l’11 febbraio scorso dal giornale tedesco Handelsblatt, e ripresa da Il Corriere della Sera, il Presidente dell’Inps è stato chiaro: «L’Europa ha bisogno di diventare più flessibile sull’età di pensionamento».

Le rigide regole europee di disciplina fiscale hanno infatti imposto una stretta sull’età pensionabile che, avvenuta durante la recessione, ha avuto come principali effetti l’invecchiamento dell’occupazione e la difficoltà per i giovani di trovare lavoro.

Per il numero uno dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale occorre una revisione del Patto di Stabilità finalizzata a garantire maggiore libertà di scegliere quando abbandonare il posto di lavoro.

Una misura che potrebbe consentire ai giovani di avere maggiori possibilità di occupazione. Ma non solo: «A scegliere il pensionamento anticipato – aggiunge Boeri – sarebbero soprattutto i lavoratori meno motivati, a vantaggio della produttività».

E la spesa pubblica? Nel suo intervento, il Professore ha risposto anche a questo: più flessibilità non comporterebbe alcun rischio per la sostenibilità dei bilanci perché «se è vero che si pagherebbero pensioni per più anni, gli importi sarebbero più bassi».

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