Termina bruscamente una lunga fase positiva per i mercati finanziari: scoppia il conflitto in Medio Oriente che accende i timori per l’economia e la finanza mondiale. Solidarietà Veneto risponde con diversificazione, tecnologia e consulenza. Nell’ “estratto conto” appena spedito, l’occasione per un check-up del proprio posizionamento.

Anche il secondo mese dell’anno, dopo il buon avvio di gennaio, si chiude con rendimenti positivi per tutti e quattro comparti di Solidarietà Veneto. Una buona notizia che, seguendo la nostra abitudine, dovremmo commentare in questo numero di Solidarietà Veneto–Notizie esaminando le dinamiche che hanno determinato questo risultato. Ma, come sappiamo, proprio l’ultimo giorno del mese, tutto è cambiato. La coalizione USA-Israele ha sferrato un violento attacco militare all’Iran. La risposta di Teheran non si è fatta attendere e così la nostra attenzione si sposta inevitabilmente in avanti. Cosa succederà ora?
Tralasciando le valutazioni politiche e soffermandoci invece sugli impatti economici, rileviamo anzitutto i rischi connessi alla possibile carenza di materie prime energetiche che potrebbe conseguire dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dal danneggiamento delle infrastrutture energetiche dei paesi del Golfo, con potenziali effetti strutturali sull’economia. In questo contesto, la situazione dell’Europa appare particolarmente critica: divisa politicamente, soggetta a dipendenza energetica, già indebolita dagli effetti del prolungato conflitto Ucraina–Russia. Il rialzo dei rendimenti dei titoli obbligazionari, nel vecchio continente e non solo, lascia inoltre intravedere un possibile ritorno dell’inflazione.
A questo si aggiunge una fragilità più profonda, legata alla governance della principale economia mondiale. Le scelte dell’amministrazione statunitense – dai dazi al coinvolgimento diretto nei conflitti – alimentano interrogativi sulla tenuta della leadership americana e sul ruolo del dollaro. Non è un caso che si parli sempre più spesso di eccessiva concentrazione degli investimenti sugli Stati Uniti, pur nella consapevolezza che alternative credibili, oggi, non sono né immediate né equivalenti.
In questo contesto, un elemento di resilienza per Solidarietà Veneto è rappresentato dalla diversificazione. Da questo punto di vista è importante ricordare che una quota delle risorse in gestione è dedicata ai cosiddetti investimenti alternativi, i cui rendimenti sono solo in parte correlati con quelli dei mercati finanziari quotati e possono per questo contribuire a mitigare la volatilità complessiva del portafoglio in fasi di stress dei mercati tradizionali.
Parallelamente, in queste fasi è fondamentale mantenere una corretta coerenza tra comparto e orizzonte temporale per proteggere l’investimento previdenziale. Solidarietà Veneto, da questo punto di vista, si distingue per una relazione fra età media e posizionamento a livello di comparto, più razionale rispetto alla media di mercato. In questo senso, strumenti come il Percorso Previdenziale Ideale (il Life Cycle di Solidarietà Veneto) e l’articolazione multiprodotto, rappresentano un supporto prezioso.

Per chi è all’inizio del percorso previdenziale il tempo è un alleato: in Solidarietà Veneto oltre 20.000 aderenti under 35 sono entrati negli ultimi cinque anni – e possono trasformare le fasi di volatilità in ottime occasioni di accumulo. Allo stesso tempo è importante ricordare anche l’opzione “comparto Garantito”, che offre la garanzia assicurativa di restituzione del capitale a chi è prossimo alla pensione.
La raccomandazione finale è semplice: usiamo l’Estratto conto (Prospetto delle Prestazioni Pensionistiche) da qualche giorno disponibile in area riservata per verificare se il comparto scelto è coerente con il proprio orizzonte temporale. Senza lasciarsi sedurre da chi dice di prevedere il futuro… tramite lo “specchietto retrovisore” dei rendimenti passati. E se hai dei dubbi, prendi un appuntamento con i nostri consulenti presso lo sportello più vicino a casa tua (oppure online).
Rendimenti netti febbraio 2026


(* ) i rendimenti sono riportati a valori «di mercato». Garantito è un comparto dotato di garanzia assicurativa di restituzione del capitale.
DINAMICO
Con un buon +1,10% nel mese, il comparto Dinamico sale a fine febbraio a quota +2,12% (benchmark +2,17%).
La componente azionaria, predominante nell’asset allocation del comparto, ha riportato un andamento complessivamente positivo, ma con una marcata divergenza tra le aree geografiche: da un lato abbiamo infatti la buona performance dei mercati emergenti, di Europa e Giappone. Dall’altro, gli Stati Uniti hanno chiuso il mese in calo, penalizzati dalla rotazione settoriale. Frenano in particolare i titoli tecnologici, a causa dei dubbi sulla redditività degli investimenti in AI e sulla sostenibilità delle valutazioni. Migliore la performance dei settori più tradizionali, con buoni risultati per utility, materiali, energia e beni di consumo di base.
Anche le obbligazioni hanno maturato un risultato positivo, sostenute dal rialzo delle quotazioni dei titoli di stato in una dinamica di ricerca di sicurezza e di segnali di rallentamento dell’inflazione. Più cauti gli investitori verso le obbligazioni emesse da società.
Il quadro di marzo è destinato a deteriorarsi e, nel breve periodo, gli effetti sul valore quota potrebbero essere sensibili. Tuttavia, non si tratta di effetti tali da incrinare il risultato di lungo periodo: con la performance di questi primi due mesi dell’anno, il Dinamico si presenta a questa fase con un rendimento netto decennale, che tocca quota +75% (+5,79% il rendimento medio annuo): una “scorta di rendimento” preziosa, qualora gli effetti del conflitto dovessero protrarsi.
REDDITO
Un febbraio molto buono (+1,40%) contribuisce ad incrementare il risultato da inizio anno (+2,44%; benchmark +1,77%) del comparto Reddito.
Positivo in particolare l’apporto della componente azionaria globale, specie quella relativa ai mercati emergenti (Asia e America Latina), mentre tra i paesi sviluppati si sono distinti Europa e Giappone. Gli Stati Uniti hanno invece chiuso in calo: frenano in particolare i titoli tecnologici, con gli investitori che ruotano il portafoglio verso settori come utility, materiali, energia e beni di consumo.
Crescono anche le quotazioni dell’obbligazionario, specie negli Stati Uniti, in Europa e nei Paesi Emergenti. Le obbligazioni societarie (corporate) hanno registrato rendimenti positivi, seppur scontando un atteggiamento più selettivo (focus sul rischio di credito) da parte degli investitori.
Come per il Dinamico, a marzo ci si attende naturalmente una frenata nella maturazione del rendimento, a cui il Reddito arriva tuttavia con il buon “margine” accumulato in avvio d’anno e con un’asset allocation nella quale si coniugano diversi elementi di resilienza, tra cui gli investimenti in economia reale e gli asset obbligazionari. Questi ultimi, se nel breve termine possono subire gli effetti negativi del rialzo dei tassi, nel medio periodo vedono aumentare la loro remunerazione.
Una strategia che bilancia protezione e rendimento, coerente con le attese delle persone aderenti che si trovano nel mezzo del loro percorso previdenziale.
PRUDENTE
Grazie al +1,17% di febbraio, il rendimento da inizio anno del Prudente sale a quota +1,69% (benchmark +1,46%). La componente obbligazionaria, prevalente nel comparto, ha registrato una performance positiva, beneficiando del rialzo delle quotazioni dei titoli di stato, in un contesto di ricerca di sicurezza da parte degli investitori.
Bene anche le azioni, seppur con forti differenze geografiche e settoriali. Gli impatti del conflitto in Medio Oriente, il rischio “inflazione” e le conseguenti attese di rialzo dei tassi potrebbero insistere negativamente sul valore degli asset obbligazionari, anche se – come per il Reddito – il fenomeno di breve termine ha come contropartita un rendimento prospettico più elevato.
Anche in questo caso il comparto risulta ben strutturato per assorbire un’eventuale fase critica, un po’ come è accaduto anche in passato per questo strumento che si caratterizza anzitutto per il contenimento del rischio a beneficio delle posizioni individuali già mature.
GARANTITO
Il comparto Garantito prosegue nella sua consueta traccia: +0,19% a febbraio per un rendimento da inizio anno in linea con le attese (+0,35%; benchmark +0,31%).
L’andamento dei titoli di stato europei sui quali si fonda il comparto continua ad offrire rendimenti moderati e stabili. Ci si attende che su questo comparto, focalizzato sui titoli di stato ad alto rating e a breve termine, gli impatti del conflitto fra Israele-USA e Iran possano essere limitati.
Il comparto resta quindi lo strumento più adatto per proteggere il capitale di chi si trovi ormai in prossimità del prelievo finale. Questo anche grazie alla garanzia assicurativa, che protegge chi investe anche nel caso in cui l’andamento finanziario del comparto fosse avverso.