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Gestione Finanziaria

Gennaio 2026, chi ben comincia…

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“Ouverture” positiva per i comparti del Fondo, in uno scenario incoraggiante seppur ricco di incognite: dollaro, geopolitica, Intelligenza Artificiale e, nel medio periodo, rischi climatici e… demografici. Questi ultimi sono ben noti anche nel nostro Paese: con la Legge di Bilancio 2026 si tenta di porvi rimedio rafforzando la previdenza complementare anche tramite il nuovo silenzio‑assenso.

cover rendimenti

Anno nuovo… stesso andamento del 2025. E meno male, perché è un andamento che potremmo definire “allegro – moderato”.
Anche nel primo mese del 2026 tutti i comparti di Solidarietà Veneto chiudono in positivo. A distinguersi stavolta è il Reddito, che realizza una tra le migliori performance della sua categoria. Il Dinamico consolida la propria forza nel lungo periodo: +72,37% nei dieci anni, per un rendimento medio annuo che tocca quota +5,60%, fra i migliori comparti “azionari”, tipicamente selezionati dalle generazioni più giovani.
Fatta la positiva premessa, l’occasione di questo primo “numero” dell’anno è utile per inquadrare anche il contesto economico d’esordio per il 2026 finanziario.

Scenario: opportunità e rischi

Ci aiuta in tal senso il Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale la crescita globale potrebbe attestarsi al 3,3% nel 2026, mentre l’inflazione mondiale è attesa al 3,8%.
La premessa, complessivamente costruttiva, ci spinge a un colpo d’occhio sulle principali asset class che vengono utilizzate dagli investitori istituzionali. Da un lato le azioni, con i mercati globali che registrano un complessivo avanzamento, seppur irregolare sia in termini settoriali che geografici. Poi le obbligazioni, i cui prezzi nel breve periodo potrebbero beneficiare di condizioni finanziarie più accomodanti (aspettative di tagli dei tassi) soprattutto negli USA; l’esperienza dei “tassi bassi” – risalente a circa un decennio fa – suggerisce cautela anche davanti a queste dinamiche.
Senza scordare, infine, che l’asset allocation (allocazione degli investimenti) del Fondo, pur imperniata sulle stesse componenti, non rimane confinata entro questo perimetro.

Solidarietà Veneto investe anche in “economia reale” (capitale e debito delle PMI non quotate e infrastrutture), attraverso Fondi che, dopo un severo processo di due diligence (analisi approfondita e preventiva), sono selezionati per favorire la diversificazione del portafoglio e la “resilienza” nelle fasi di debolezza del mercato.

Rischi da monitorare: il Fondo Monetario e JPMorgan

Il Fondo Monetario richiama alla prudenza, e non è il solo: anche Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, continua a segnalare le vulnerabilità della finanza, soprattutto di quella a “stelle e strisce”: prezzi degli asset elevati, indebitamento privato, e possibili effetti di ampia portata legati all’intelligenza artificiale.
Inoltre, il quadro globale rimane indiscutibilmente condizionato da un’elevata incertezza geopolitica (Medio Oriente, rapporti USA-Europa e USA-Cina, Russia-Ucraina), con possibili impatti su energia e commodity.

La Federal Reserve e le reazioni del mercato

Al centro delle valutazioni, come vediamo, ci sono spesso gli Stati Uniti, principale economia del pianeta che sta attraversando un periodo molto particolare.
Tra i temi più rilevanti per il 2026 rientra infatti il binomio tassi – dollaro USA. In questo contesto, nelle scorse settimane si è registrato un cambiamento significativo: il 30 gennaio Donald Trump ha nominato Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, come successore di Jerome Powell.
La scelta ha suscitato valutazioni contrastanti. Sono giunti apprezzamenti per l’esperienza del nuovo Presidente, dal quale ci si attende un approccio rigoroso sul bilancio della Fed. Al tempo stesso, alcuni osservatori ipotizzano un orientamento più accomodante del predecessore sul fronte dei tassi, con possibili tagli già nel 2026 qualora il raffreddamento dell’inflazione proseguisse. Un mix che alimenta un certo grado di incertezza. Non mancano inoltre timori legati a una potenziale influenza politica, con impatti sull’autonomia dell’istituzione. Il mercato ha quindi reagito alla notizia in maniera eterogena e il sentimento complessivo resta improntato alla prudenza.

Il World Economic Forum e i rischi prospettici. Il climate change

Interessante il posizionamento del World Economic Forum che, nel suo Global Risks Report, segnala tra i rischi di breve periodo la crescente disinformazione, fenomeno presente anche nel mondo del risparmio e degli investimenti, dove non è raro imbattersi sui social network in informazioni imprecise o distorte.

Climate-change

È nel medio periodo che il Forum offre la prospettiva più significativa, spostando il focus su fattori strutturali e indicando quali maggiori rischi per l’economia internazionale il cambiamento climatico, gli eventi meteorologici estremi e la perdita di biodiversità. Un richiamo particolarmente rilevante se si considera che Solidarietà Veneto integra già questi rischi nella propria politica di investimento.

Il rapporto evidenzia inoltre i rischi derivanti dall’uso improprio dell’intelligenza artificiale e — aspetto per noi centrale — la crescente pressione sui sistemi di welfare per effetto dell’invecchiamento demografico.

È proprio in questo contesto che si inseriscono le novità introdotte dalla legge di bilancio 2026, che interviene anche sulla previdenza complementare con il nuovo meccanismo di silenzio-assenso. Un segnale chiaro: il rafforzamento del secondo pilastro non è un tema accessorio, ma una risposta strutturale a una dinamica demografica che incide sugli equilibri del sistema pubblico.
Ma su queste novità torneremo con un approfondimento dedicato.

Rendimenti netti gennaio 2026

rendimenti gennaio 2026
rendimenti 10 anni gennaio 2026

(* ) i rendimenti sono riportati a valori «di mercato». Garantito è un comparto dotato di garanzia assicurativa di restituzione del capitale.

Il comparto Dinamico inizia l’anno con il segno positivo (+1,01%; benchmark +0,99%). L’allocazione prevalentemente azionaria ha beneficiato dell’andamento positivo delle borse mondiali, guidata in particolare da quelle dei Paesi Emergenti e dell’Europa. Più indietro gli Stati Uniti, soprattutto per una certa debolezza delle azioni hi-tech (grandi aziende tecnologiche) e di quelle del settore finanziario, compensata solo in parte dal settore energetico e da quello dei materiali.
Il complicato contesto geopolitico non ha impedito il rialzo, sostenuto anche da dati macroeconomici positivi in USA e in Europa che hanno alimentato la cauta fiducia degli investitori per il 2026.
Anche i titoli obbligazionari hanno contribuito al risultato positivo, grazie al calo delle aspettative d’inflazione e alla percezione di minori pressioni sui tassi di interesse in USA ed Europa.
Il positivo avvio d’anno incrementa i rendimenti di lungo termine del Dinamico (+72,37% nei dieci anni), che si confermano superiori anche rispetto a quelli di molti strumenti caricati di maggiore rischio azionario.

Con un rendimento del +1,03% nel mese, sensibilmente superiore al benchmark assegnato (+0,67%), il comparto Reddito inizia in modo brillante il nuovo anno. La componente azionaria ha registrato a gennaio un rendimento positivo, sostenuta dal rialzo dei listini azionari dei Paesi Emergenti e dell’Europa. I mercati americani (USA) hanno invece faticato, a causa della debolezza del settore tecnologico, arginata solo parzialmente dal positivo andamento dei settori energia e materiali.
Anche l’allocazione obbligazionaria ha generato un risultato positivo, favorita dal calo delle aspettative sull’inflazione e alla percezione di minori pressioni sui tassi di interesse in USA ed Europa. Le obbligazioni governative hanno maturato performance positive in entrambe le aree, con qualche fluttuazione in più negli Stati Uniti per via dell’incertezza sulle decisioni future della banca centrale (Fed). Buoni risultati anche per le obbligazioni societarie (corporate) favorite al miglioramento del rischio di credito percepito.

Il comparto, che ospita il 30% circa delle persone associate al Fondo, grazie alla forte diversificazione (tre mandati di gestione attivi, oltre ai Fondi in “gestione diretta”) e a un’asset allocation che bilancia protezione e ricerca di rendimento, matura nei dieci anni un rendimento netto annuo superiore alla rivalutazione del TFR. Il risultato rispecchia le aspettative del “profilo di riferimento” del comparto Reddito: persona con una significativa anzianità lavorativa, ma a cui mancano ancora molti anni al raggiungimento dell’età pensionabile.

Il comparto Prudente apre l’anno con un +0,51% (benchmark +0,39%), nello stile di “graduale progressione” che da sempre contraddistingue questo strumento. La preponderante componente obbligazionaria globale a gennaio ha maturato un risultato positivo, sostenuto dal calo delle aspettative sull’inflazione e dalla percezione di un graduale allentamento delle pressioni sui tassi di interesse in USA ed Europa. Anche le quotazioni dei titoli di stato sono cresciute nel vecchio continente quanto negli Stati Uniti, seppure con maggior volatilità per l’incertezza sul posizionamento prospettico della banca centrale (Fed). In rialzo anche le quotazioni delle obbligazioni societarie (corporate), specie quelle con rating creditizio migliore.
Bene anche le azioni, soprattutto nei mercati emergenti e in Europa. Meno brillanti i mercati azionari USA appesantiti dalla debolezza del settore tecnologico, solo in parte compensata da “energia” e “materiali”.

Il comparto, pensato per le persone che si avvicinano all’età pensionabile, potrebbe risultare ancora più interessante considerando l’incremento di orizzonte temporale che si concretizzerebbe qualora si scelgano alcune delle nuove formule di “erogazione frazionata”, disponibili dal prossimo 1° luglio. Una prospettiva da approfondire e per la quale ricordiamo la disponibilità del personale del fondo per una consulenza personalizzata.

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+0,16% per il Comparto Garantito a gennaio (benchmark +0,16%). Un avvio d’anno perfettamente allineato al trend 2024-2025 del comparto, grazie a un’asset allocation incentrata sulle obbligazioni europee a breve termine. Si conferma la stabilità del rendimento che, insieme alla protezione assicurativa offerta dal comparto, risponde alle esigenze di persone ormai prossime al prelievo finale.

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