Oltre 200 investitori istituzionali, con più di 2,3 trilioni di dollari di asset, sostengono una Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro per garantire lavoro dignitoso nelle piattaforme digitali.

Solidarietà Veneto, in linea con i propri valori di responsabilità sociale, ha scelto di unirsi a una coalizione globale di oltre 200 investitori istituzionali per sostenere l’adozione di una Convenzione vincolante dell’ILO-International Labor Organization sul lavoro dignitoso nella cosiddetta platform economy.
L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione del lavoro tramite piattaforme digitali e dalle nuove sfide che questo fenomeno pone in termini di diritti, tutele e protezione sociale.
L’impegno degli investitori: una massa critica da 2,3 trilioni di dollari
L’iniziativa, promossa dall’ICCR-Interfaith Center on Corporate Responsibility, vede Solidarietà Veneto firmataria insieme ad altri fondi pensione italiani come Fondo Pensione Pegaso e Prevedi, e a colossi internazionali del calibro di Ethos e Folksam. Nel complesso, i sottoscrittori rappresentano oltre 2.300 miliardi di dollari (2,3 trilioni) di asset in gestione, una massa critica significativa nel panorama degli investimenti istituzionali globali.
L’obiettivo è sostenere l’adozione di standard internazionali chiari per il lavoro nelle piattaforme digitali, evitando una “corsa al ribasso” delle tutele tra Paesi e modelli di business.
Verso una convenzione internazionale sul lavoro nella platform economy
Ogni anno l’ILO riunisce a giugno l’International Labour Conference, durante la quale governi, rappresentanti di lavoratori e lavoratrici e delle imprese discutono i principali temi del mercato del lavoro a livello globale e possono adottare convenzioni internazionali che gli Stati membri possono successivamente ratificare.
Negli ultimi anni uno dei temi più rilevanti è diventato il lavoro nell’ambito delle piattaforme digitali, un fenomeno in forte crescita che coinvolge milioni di persone nel mondo.
Secondo recenti stime, circa una persona su otto a livello mondiale è impiegata tramite piattaforme digitali. Molte di queste, pur operando sotto sistemi algoritmici che organizzano e controllano il lavoro, sono classificate come autonome e restano quindi prive di protezioni fondamentali.
Per questo gli investitori firmatari sostengono l’adozione di una convenzione internazionale sul lavoro dignitoso nella platform economy, che affronti alcune questioni chiave.
La dichiarazione sottoscritta individua sei ambiti prioritari di intervento:
1 – Presunzione di rapporto di lavoro: contrastare le classificazioni improprie e garantire diritti e protezioni adeguate.
2 – Remunerazione equa: obblighi diretti per le piattaforme su compensi, straordinari, tempi di attesa e condizioni di lavoro.
3 – Libertà sindacale e contrattazione collettiva: garantire il diritto all’organizzazione e alla negoziazione anche in relazione ai sistemi di gestione algoritmica.
4 – Non discriminazione: tutele per donne, minoranze, lavoratori migranti e altri gruppi vulnerabili.
5 – Protezione dei dati: trasparenza e limiti nell’utilizzo dei dati personali delle persone lavoratrici.
6 – Accesso alla giustizia: meccanismi efficaci di risoluzione delle controversie e possibilità di ricorso ai tribunali ordinari.
Secondo i firmatari, una regolamentazione efficace del lavoro nelle piattaforme può contribuire a rafforzare la stabilità economica, ridurre le disuguaglianze e sostenere sistemi di protezione sociale più solidi.
Il percorso avviato dall’ILO rappresenta quindi un passaggio importante per accompagnare l’evoluzione del mercato del lavoro e garantire che lo sviluppo dell’economia digitale avvenga nel rispetto dei diritti e della dignità delle persone che lavorano.