Elezioni 2018: perchè votare? Le decisioni dell’Assemblea e lo sviluppo del Fondo
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27
Mar
2018

Elezioni 2018: perchè votare? Le decisioni dell’Assemblea e lo sviluppo del Fondo

Seconda tappa del viaggio alla scoperta del profilo dell’Assemblea dei delegati del Fondo e di come, attraverso impegno e partecipazione, Solidarietà Veneto si sia potuto evolvere.


Negli ultimi giorni utili ad esprimere il voto (scadenza 31/03/2018) per eleggere i 95 nuovi delegati in rappresentanza dei lavoratori, ci concentriamo sulla descrizione dell’attività che l’assemblea sarà chiamata a sviluppare nei prossimi quattro anni, facendo riferimento all’azione messa in atto nel passato.

Fondamentale, in questa analisi, partire dalla struttura dell’organo: complessivamente l’assemblea si compone di 200 delegati. E’ un numero consistente, superiore a quello che riscontriamo in altri Fondi, che comprende anche i rappresentanti dei lavoratori atipici, dei lavoratori autonomi e, soprattutto, i 95 rappresentanti delle aziende, che saranno anch’essi eletti dai datori di lavoro nelle prossime settimane.

La rappresentanza diffusa è una caratteristica che accompagna il fondo pensione regionale fin dal 1990, anno della sua fondazione, ed è stata una delle chiavi che ne ha consentito lo sviluppo, rendendo possibile un efficace transito di idee, esigenze e necessità, dagli associati agli amministratori. Tutto ciò sotto il segno della gratuità, ricordiamo infatti che la partecipazione dei delegati è volontaria, non sono inoltre previsti né rimborsi spese né gettoni di presenza.

Anche per questo motivo ci sentiamo in dovere di ringraziare i delegati che, in questi 28 anni, hanno dedicato il loro tempo al Fondo, nell’esercizio del mandato ricevuto dagli associati che li hanno eletti. Ripercorriamo di seguito, alcune delle decisioni più importanti assunte dall’Assemblea, quelle che hanno determinato, passo dopo passo, la struttura odierna del fondo pensione territoriale.

IL PERCORSO DELLA BILATERALITA’ (1997 – 2007 - 2009)



All’Assemblea compete la valutazione e l’approvazione delle modifiche statutarie. Fra queste vanno annoverate quelle riconducibili agli accordi istitutivi che, gradualmente, hanno fatto di Solidarietà Veneto il fondo di tutto il mondo produttivo del Veneto.

Nel 1997, poco più di 20 anni fa, prende avvio il percorso della bilateralità: l’accesso di Confindustria a fianco del sindacato è il passaggio decisivo che determinò la successiva iscrizione del fondo all’albo Covip dei “Fondi negoziali”.

Esattamente 10 anni dopo, un altro passaggio decisivo: l’Assemblea recepisce gli accordi con cui la UIL del Veneto diviene Parte istitutiva del fondo, affiancandosi alla CISL del Veneto in rappresentanza dei lavoratori dipendenti. Gli stessi accordi sono sottoscritti anche da Confartigianato, CNA, Casartigiani e Federclaai: anche queste associazioni divengono “Parti istitutive” del fondo in rappresentanza delle aziende artigiane. Ne consegue che, con la modifica dello statuto, tutti lavoratori dipendenti dell'industria e dell'artigianato possono aderire a Solidarietà Veneto.

A pochi mesi di distanza, una nuova modifica statutaria: l’assemblea consente l’adesione ad artigiani autonomi, coltivatori diretti ed atipici del Veneto.
Finalmente queste particolari figure hanno a disposizione un fondo pensione contrattuale: la soluzione, particolarmente innovativa, rappresentò un caso unico in Italia, e farà da apripista ad altri fondi negoziali che tenteranno infatti, alcuni anni dopo, la medesima esperienza.

L'assemblea accoglie contemporaneamente l’accordo con cui la Confapi del Veneto diviene Parte istitutiva, consentendo l’adesione anche ai lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese.

Negli ultimi anni altre novità sono state discusse e valutate dall’assemblea: pensiamo all’accesso degli operai agricoli – florovivaisti, ai lavoratori forestali, ai dipendenti delle scuole materne, e così via.

Un passato lungo e ricco, che certamente avrà un futuro di pari rilievo: quali saranno dunque i prossimi passi? Quali novità le Parti sociali territoriali metteranno sul “tavolo” dei delegati nei prossimi quattro anni?
Molti sono i settori che chiedono di poter accedere al Fondo territoriale, molte le possibili risposte che la nuova rappresentanza sarà chiamata a valutare.

NUOVE PAROLE D’ORDINE: FAMIGLIA E TERRITORIO



Era la fine del 2009 quando l’Assemblea introdusse nello statuto la possibilità di adesione per i familiari a carico degli associati. La famiglia viene messa al centro dell’attenzione, per la costruzione di un futuro previdenziale sereno. Ad oggi, quasi 2.000 famiglie hanno iscritto un famigliare a carico al Fondo.

Nello stesso periodo un ulteriore importante passaggio: l’attivazione degli "investimenti diretti"; prende avvio dalla modifica dello statuto il percorso che porterà all’investimento sul territorio, con l’obiettivo delle piccole e medie imprese e delle infrastrutture locali.
Si cerca di diversificare efficacemente l’investimento, ma si ottiene un importante effetto “collaterale”: la crescita e lo sviluppo del tessuto economico.

L'ATTIVITA' ORDINARIA: IL BILANCIO, LA BUONA GESTIONE



Annualmente l’Assemblea del Fondo è convocata per l’approvazione del Bilancio d’esercizio. Un fatto che può apparire banale ed ordinario ma che è invece molto importante. Con la discussione del bilancio i delegati hanno la possibilità di confrontarsi sugli aspetti più rilevanti che hanno caratterizzato la gestione, potendo parallelamente dettare le linee di condotta per il futuro.
Negli ultimi anni, anche alla luce dei problemi emersi nella gestione di alcune istituzioni finanziarie locali, spesso ci viene chiesto se ed in che modo la gestione del fondo sia controllata dagli investitori. L’assemblea dei delegati, rappresentanti degli associati, ha avuto modo in 28 anni di osservare, valutare, discutere, le scelte strategiche degli amministratori del fondo, misurandone a valle gli effetti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il fondo è cresciuto ed appare proiettato verso un futuro di ulteriore crescita.

Crediamo che tutto ciò possa essere riassunto in tre parole chiave: partecipazione, confronto e azione: elementi che ritroviamo costantemente negli esempi del passato e che crediamo debbano restare cardini dell’operatività per i prossimi anni.

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