Continua la marcia di Solidarietà Veneto… verso quota 100(mila)!
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13
Mag
2019

Continua la marcia di Solidarietà Veneto… verso quota 100(mila)!

In occasione dell'annuale Assemblea dei delegati, Solidarietà Veneto ha presentato i dati di bilancio 2018. Con qualche (interessante) novità.


Raggiungono quota 87.900 (ma oggi superano già i 90.000) gli associati a Solidarietà Veneto che, nel 2018, ha visto crescere sia le adesioni esplicite (+5,85%), sia i cosiddetti “aderenti contrattuali” nell’artigianato. A metà ottobre il fondo ha potuto inoltre ampliare la platea dei potenziali aderenti a tutti i lavoratori autonomi con partita iva e ai pensionati “di anzianità”.

Le aziende associate sono oltre 12.000, anche in questo caso in crescita (+5,50% rispetto all’anno precedente). Particolarmente rilevante la presenza nei settori metalmeccanico, tessile-moda, costruzioni, chimica ed alimentare.

La distribuzione per provincia rimane in linea con gli anni precedenti: si conferma infatti “capofila” la provincia di Vicenza, con 16.910 associati “espliciti” al Fondo.

In termini di sviluppo, spiccano assieme Vicenza (+5,19% di nuovi iscritti), le provincie di Verona (+20,81%) e di Belluno (+11,71%). Suscita meraviglia particolare il persistente sviluppo del Fondo nella provincia dolomitica, anche in ragione di un contesto geografico del tutto particolare. Anche Verona continua a crescere, registrando nel triennio un incremento del 60% nel numero di iscritti.

Il patrimonio gestito, al 31 dicembre 2018, supera il miliardo e duecento milioni di euro (1.260.000.000 €): valore che, grazie ai rendimenti maturati e al continuo incremento delle contribuzioni, è quasi decuplicato negli ultimi dieci anni.

Importante anche il valore delle liquidazioni (pensionamenti, riscatti per perdita di requisiti, anticipazioni, ecc.): nel 2018 il Fondo ha elaborato più di 4.700 pratiche, erogando oltre 61 milioni di euro.

Fra questi merita un accenno la novità più interessante degli ultimi mesi: la RITA, ovvero l’anticipo pensionistico erogato dal Fondo. …e gli aderenti ne approfittano, sia per pagare meno tasse, sia per la flessibilità in uscita.

Per il Fondo territoriale, insomma, persiste e si rafforza ulteriormente il trend di sviluppo già manifestatosi negli ultimi anni, in particolare dal 2012 in poi. Non sembra utopico immaginare che nel 2020, al 30° compleanno di Solidarietà Veneto, si possa festeggiare anche il raggiungimento di “quota 100-mila”!


PICCOLI ASSOCIATI CRESCONO, DI NUMERO, NON DI ETA'



Tra i numeri di bilancio anche una piacevole riconferma: la crescita delle adesioni dei giovanissimi associati, quei “i figli a carico” che, attraverso i risparmi dei loro genitori, hanno già avviato un piano previdenziale.

Nel 2018, l’aderente più giovane è stata la piccola Nicole, della provincia di Venezia, iscritta da papà Davide a poco meno di un mese dalla nascita. Il record “imbattuto” resta tuttavia a Vicenza, con Adele, associata a soli 4 giorni di vita.


MA COSA SPINGE UN GENITORE A ISCRIVERE UN FIGLIO COSÌ PRESTO AL FONDO PENSIONE? (La storia di Leonardo e Michele)

Partiamo da un dato di fatto. La famiglia è il bene più prezioso, ma rappresenta anche il luogo in cui si imparano i valori più importanti. Tra questi, c’è di sicuro il “valore del risparmio”: elemento da recuperare nel suo significato più profondo.

Queste le riflessioni che hanno portato, fin dal 2009, Solidarietà Veneto ad attivare uno strumento concreto che guarda al futuro: l’adesione dei soggetti fiscalmente a carico. Una scelta che permette concretamente di costruire il domani dei nostri familiari.

Sono ormai oltre 2.200 i “soggetti fiscalmente a carico” associati al Fondo, e fra questi, ben 2/3 hanno meno di 20 anni.

Tra le province più attive nell’iscrizione dei più piccoli, spiccano Vicenza e Belluno che, da sole, contano più del 50% del totale degli iscritti “fiscalmente a carico”. Colpisce soprattutto Belluno, territorio previdenzialmente più lungimirante, dove il numero dei giovani iscritti supera il 6% del totale. Complimenti!

Nello spiegare il successo della proposta, alcuni spunti ci vengono da una recente ricerca Ipsos/Acri sul risparmio. Innanzitutto, c’è una questione educativa: a quanto pare, gli italiani pensano che risparmiare sia utile per educare i giovani a una vita consapevole ed equilibrata (per il 51% del campione è un aspetto fondamentale) e per abituarli a programmare e a pensare al futuro più prossimo (43%) o al dopo pensione (44%). A maggior ragione per il fatto che solamente il 7% degli intervistati ritiene che l’attenzione al risparmio sarà più forte nelle generazioni future.



Ci sono poi i vantaggi fiscali: il versamento a favore di un familiare a carico è deducibile dal reddito nel limite di 5.164,57 euro annui.

Un plus significativo, che però non basta a spiegare il successo della fattispecie: ci pare infatti che qui si vada oltre all’idea del tradizionale accumulo o del vantaggio fiscale. Iscrivere i figli a Solidarietà Veneto significa più che altro consegnar loro un futuro più sereno. Significa altresì diffondere un sentimento di fiducia molto prezioso, in un contesto come quello attuale che pare talvolta votato al pessimismo tout court.

Un atteggiamento condiviso da un numero crescente di associati tanto che, nei primi tre mesi del 2019, quasi un nuovo associato su 5 è “soggetto fiscalmente a carico”. Davvero una (buona) “Notizia dal Futuro”!





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